Dal gioco dell’IMPICCATO al gioco dell’IMPRIGIONATO: Omaggio a Maria Montessori

“Alzi la mano chi non ha mai giocato al gioco dell’impiccato. Siete in pochissimi, come immaginavo… Tutti ci abbiamo giocato, soprattutto da piccoli. Lo spiego a beneficio dei pochissimi che non lo conoscono ancora. L’impiccato è un gioco di carta e penna per due giocatori o due gruppi di giocatori che individuano al loro interno un portavoce (magari a turno…). Uno dei giocatori (o un portavoce) sceglie segretamente una parola; l’altro deve indovinarla. Il giocatore (o il portavoce) che sceglie la parola disegna una riga tratteggiata, con tanti trattini quante sono le lettere che compongono la parola misteriosa. L’altro tenta di indovinare la parola “chiamando” una lettera a ogni turno.Se la lettera compare nella parola, il giocatore (o il portavoce) che ha scelto la parola, trascrive la lettera su tutti i trattini corrispondenti. Se la lettera non è presente, il giocatore (o il portavoce) che ha scelto la parola traccia una linea del diagramma dell’impiccato.Il gioco termina quando s’indovina la parola, o si completa il disegno dell’impiccato. Il disegno è composto dal patibolo e dalle parti del corpo corrispondenti al numero di Errori commessi. Il patibolo, solitamente, si disegna all’inizio e si completa durante il gioco disegnando, una a una, le parti del corpo. Nella versione più diffusa, si concedono sei possibilità di Errore legate ad altrettante parti del corpo: testa (1), torso (2), braccio sinistro (3), braccio destro (4), gamba sinistra (5), gamba destra (6).Con il gioco dell’impiccato si esalta la negatività dell’Errore visto come qualcosa che porta addirittura alla morte di chi sbaglia troppo…Il gioco può essere trasformato in una variante “pacifista” che ribalta completamente la prospettiva: il gioco dell’imprigionato! In questa nuova versione, proposta da Greenopoli, al centro del gioco si mette l’omino, che, al più, dopo sei Errori consecutivi finisce dietro le sbarre!Nel gioco dell’impiccato, il punto di partenza è la forca, triste strumento di morte. Nel gioco dell’imprigionato, invece, si parte dall’omino che, solo dopo aver commesso sei Errori, nella peggiore delle ipotesi, va a finire in galera per scontare la pena corrispondente agli Errori commessi: una specie di time out per meditare… Nel caso del gioco, infatti, si concede un punto e il turno di gioco all’avversario!Il gioco dell’impiccato – “hangman” come lo chiamano gli inglesi, i più accreditati inventori del gioco – inconsciamente propone al bambino l’immagine di uno strumento di morte e lo educa a un’accezione negativa dell’Errore, dal quale, invece, si può e si deve sempre imparare!Se si vuole dare un taglio ambientale al gioco, si sceglieranno parole legate all’ambiente, ai rifiuti/materiali, alla raccolta differenziata, etc.Il gioco offre l’opportunità di spiegare il significato della parola misteriosa e di aprire una discussione al riguardo.È importante far turnare i portavoce delle due squadre, in modo da stimolare l’aggregazione e la collaborazione nel rispetto delle regole (può parlare solo il portavoce), da una parte, e la responsabilizzazione, dall’altra.Buona partita! Hai già pensato alla parola misteriosa? Attento, ricorda che l’avversario, solitamente comincia chiedendo la lettera “A”…Quasi dimenticavo: in inglese il gioco si potrebbe chiamare “jailed man”! Vi piace?”

(Testo tratto da: IL METODO GREENOPOLI, Giovanni De Feo, Edizioni Il Papavero, 2014)