Cercavo una foto su internet che dicesse chi era Felice Pellecchia. Quando mi sono imbattuto in questa che ho riportato non ho avuto dubbi. Si è proprio o' Prufessore Felice. Per me e per tanti altri, Felice era "il Professore". Personalmente, infatti, l'ho conosciuto quando andavo alle scuole medie e da allora non ho mai smesso di avere nei suoi confronti una profonda stima ed un grande affetto. Felice era una persona speciale, di quelle che non nascono tutti i giorni. Sono tanti gli aggettivi che si addicevano al suo carattere. I siti dedicati al podismo e all'atletica sono stati letteralmente inondati da centinaia di commenti sulla sua prematura scomparsa. Ognuno di noi conosceva il suo Felice. Ho voluto provare a mettere insieme quello che i suoi amici hanno detto di lui, ciò che tenevano nel cuore:
grande Felice il caro amico Felice il mito il simbolo della tenacia e della sagacia atletica l'amico di tutti, una icona del Podismo Campano e Nazionale l'atleta dalle straordinarie qualità sportive e umane l'uomo dalle mille battaglie l'amico Felice mitico Felice Pellecchiò Pelliccione primo ad incitarti ed a complimentarsi al traguardo sempre disponibile, sempre prodigo di consigli sempre gentile e sorridente un atleta favoloso un campione un campione in tutto un campione irragiungibile un carissimo amico un esempio per tutti un faro un grande sportivo un grande uomo e un grande atleta un grandissimo amico un leader carismatico e silenzioso un portabandiera un simbolo per tutto il mondo dell'atletica e soprattutto per i giovani un uomo amato da tutti un uomo dal cuore grande un uomo forte, umile e sempre disponibile un uomo sempre caro e tenace un uomo straordinario una forza della natura una persona eccezionale una persona umana ed onesta una roccia uno straordinario atleta uomo di infinita simpatia sempre a regalare un sorriso a chiunque ne avesse bisogno uomo straordinario e di grande bontà
Sul sito dei Montemiletto Team Runners, ho trovato una bellissima testimonianza del suo amico e compagno di tante corse Pasquale Pizzano. Troppo bella per non proporvela integralmente. «Tra me e Felice Pellecchia è iniziata l'amicizia nel 2001 quando partecipai se non alla prima, alla seconda mia gara podistica. Si correva a Serino, nel suo paese: Mi premiò lui stesso. Ma non sapevo chi fosse. Pensavo ad uno qualunque di turno che di solito salgono sul palco per l'occassione. Sbagliato!! Quante volte in gara mi sono visto battere da Felice l'ultra 50enne di ferro. Quando lo conobbi aveva 49 anni. Felice era una persona che in gara ti si piazzava davanti e scandiva lui il passo. Impartiva il ritmo e guai a chi lo avesse superato. Se proprio lo volevi superare lo dovevi staccare parecchio perchè sarebbe rinvenuto bastonandoti sonoramente e lo avresti sentito parlare per tutto il resto della gara, dopo gara etc. Appena terminata la corsa però non ti avrebbe mortificato, ma ti avrebbe fatto capire gli errori commessi. E' da lui che ho imparato a tenere il ritmo gara costante in gara, a non partire a razzo e cercare di concludere le gare in progressione. Quando non gareggiava, se veniva intervistato durante una gara, non la smetteva più di parlare. Si rischiava di vedere arrivare il primo classificato senza sentirlo nominare: ma nessuno aveva il coraggio di togliergli il microfono . Era Felice Pellecchia. E' inutile raccontare le imprese di un atleta non giovane all'anagrafe, ma che a tanti giovani e maturi ha dato il classico 'copeto'. Ad ogni gara io lo cercavo, domandavo ai suoi amici di viaggio dove fosse e quando mi informavano che non c'era ci rimanevo male: ogni volta ci prendeva in giro, lui mi rimproverava già prima di iniziare la gara. Mi diceva sempre: perchè Pasquà mi guardi sempre storto???? ed io: oggi t'aggia sperde (cosa che regolarmente non accadeva mai). Se riuscivi a stare con lui in gara non avevi per dire il coraggio di staccarlo allo sprint perchè ti staccava lui. Era un po di tempo che non si vedeva in gara: ma i suoi compagni di allenamento hanno assicurato che era pronto per l'ennesima maratona di Roma del 18 marzo prossimo. Felice ha vissuto 56 anni, ma ogni giorno per lui è stato un grande giorno. Mi raccontava spesso la sua storia, dei problemi, degli anni dell'insegnamento. Era tra l'altro un artista ma non di professione: passione che Felice curò in modo particolare in un periodo della sua vita delicato in cui non c'era spazio per la corsa. A casa sua stasera c'erano tanti dipinti: tutti opera sua. C'era un autoritratto fatto tantissimi anni fa che sembrava una fotografia di oggi. Aveva anche i suoi difetti: ma quelli lo hanno caratterizzato ed erano forse anche questi che hanno creato un personaggio unico. Che dire: davvero un peccato, era nel pieno della sua seconda giovinezza ed è venuto a mancare in un attimo. Quante gioie Felice ha avuto dalla vita, e quanta tristezza adesso ha lasciato in noi. Non so quanto durerà questo stato di tristezza. Io per adesso non mi sento pronto di ritornare a fare le cose di sempre. Stasera mi sono allenato solo perchè non sapevo a che ora saremmo andati a vederlo per l'ultima volta e non vedevo l'ora di unirmi agli altri amici per salutarlo per sempre». Felice Pellecchia, campione italiano di maratona categoria M55, era tesserato per il Movimento Sportivo Bartolo Longo di Pompei. Vincitore di diversi titoli regionali ed italiani, specie di maratona. Lo scorso giugno l'Associazione veterani dello sport lo aveva premiato quale migliore atleta master europeo, per avere percorso cinque maratone, nel 2005, in tempi inferiori alle 2 ore e 40 minuti. Stava preparando l'«assalto» al record nazionale di maratona, categoria AM55, sfuggito lo scorso anno per una manciata di secondi. Nel palmares di Felice cinquanta maratone e centinaia di gare in pista e su strada. In prima fila a New York, Londra, Parigi, Roma, Firenze, Milano. Il titolo di campione italiano lo aveva conquistato alla maratona di Carpi il 15 ottobre dove era arrivato primo della sua categoria correndo con il tempo di 2°40'20". Il prossimo impegno sarebbe stato la Maratona di Roma. Già da tempo aveva in programma di costituire una scuola di maratona. Felice ci lascia un ricordo indelebile, un esempio straordinario come persona e come atleta. "Un portatore sano di positività", come l'ha definito qualcuno. Caro Professore, Grazie per averci fatto dono della tua vita.
Giovanni De Feo, Personaggi "Felice Pellecchia", Newsletter Pro Loco Serino, Anno 2 - Numero 13 - 21 Marzo 2007 - www.prolocoserino.it
Il 30 agosto 2009, alle ore 9.30 in Piazza Guanni di Serino, in collaborazione con l'A.S.D. Movimento Sportivo Bartolo Longo, F.I.D.A.L., CONI, C.S.I. e C.R.I. di Avellino, la misericordia e la protezione civile di Serino, avrà luogo la "XXI Marcialonga Serinese, Memorial Felice Pellecchia". Si tratta di una corsa agonistica per categorie assoluti ed amatori, senior, master riservata agli atleti regolarmente tesserati con società in regola con le leggi inerenti le norme sanitarie. Felice Pellecchia è stato un'atleta dalle straordinarie qualità sportive ed umane, ed oggi è considerato un'autentica icona del podismo campano e nazionale. E' stato inoltre campione italiano di maratona categoria M55 e vincitore di diversi titoli regionali ed italiani, in particolare di maratona. La Pro Loco, per rendere omaggio ad una così straordinaria figura di uomo ed atleta, nel 2007 ha rimesso in corsa la Marcialonga Serinese, abbinandola simbolicamente con la prima edizione del Memorial Felice Pellecchia.