VERIFICA DELL'APPLICABILITÀ ECONOMICA DELLA SEDIMENTAZIONE ASSISTITA PER LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE URBANE
IA Ingegneria Ambientale vol. XXXVII n. 10/11 ott-nov 2008
IA Ingegneria Ambientale
S. De Gisi*, M. Galasso**, G. De Feo***, R. Ramadori****
La sedimentazione primaria chimicamente assistita è quel processo noto in letteratura scientifica con l'acronimo CAPS (chemically assisted primary sedimentation) o anche CEPT (chemically enhanced primary treatment). Si tratta di un processo di natura chimico-fisica in cui l'applicazione di un reattivo al refluo urbano (da depurare) consente di ottenere un incremento del rendimento depurativo della sedimentazione primaria senza interferire in modo significativo sul funzionamento del trattamento biologico successivo. In questo articolo viene illustrata la sperimentazione condotta presso l'impianto di depurazione del Partenio e dell'Alta Valle del fiume Sabato (AV) finalizzata alla verifica dell'applicabilità economica della sedimentazione assistita per la depurazione delle acque reflue urbane. La sperimentazione ha previsto una prima fase di caratterizzazione del refluo influente all'impianto e di scelta del "miglior" coagulante ed il suo dosaggio ottimale ed una seconda fase in cui, con riferimento al depuratore oggetto di studio, si è verificata l'applicabilità economica del trattamento. Nell'ambito delle ipotesi considerate si sono ottenuti buoni risultati sulla possibilità di applicare a costi sostenibili il trattamento chimico-fisico studiato, fermo restando che occorre tenere in conto possibili problematiche tecniche indotte dall'applicazione del processo.
Parole chiave: analisi economica, miglior coagulante, refluo urbano, sedimentazione assistita.
EVALUATION OF ECONOMIC ASPECTS OF CHEMICALLY ASSISTED PRIMARY SEDIMENTATION PROCESS FOR URBAN WASTEWATER TREATMENT PLANT
Chemically Assisted Primary Sedimentation (CAPS) or Chemically Enhanced Primary Treatment (CEPT) consists of adding chemicals in order to increase the coagulation, flocculation and sedimentation of raw urban wastewater. The CAPS process have to be developed in order to assure both increasing in the efficacy of primary sedimentation and avoiding interference with biological treatment processes. The paper was focused on an experimental activity conducted in the wastewater treatment plant (WWTP) of Avellino, in the Campania Region, in Southern Italy. The aim of the performed activity was to verify the economical applicability of CAPS for the treatment of urban wastewater. In the first phase, the inlet wastewater was characterized and the best coagulant and relative dosage were chosen.
Keywords: economical analysis, best coagulant, CAPS, urban wastewater
* Dott. ing. Sabino De Gisi; Dipartimento di Ingegneria Civile, Università degli Studi di Salerno - Via Ponte don Melillo, 1 - 84084, Fisciano (SA) - Tel. 089.964113, Fax 089.964045, e-mail: sdegisi@unisa.it.
** Dott. chim. Maurizio Galasso; Bierrechimica S.r.l. - Via Canfora, 59/61 - 84084, Fisciano (SA) - Tel. 0898.201464, Fax 0898.201469, e-mail: info@bierrechimica.it.
*** Prof. ing. Giovanni De Feo; Dipartimento di Ingegneria Civile, Università degli Studi di Salerno - Via Ponte don Melillo, 1 - 84084 Fisciano (SA) - Tel. 089.964113, Fax 089.964045, e-mail: g.defeo@unisa.it.
**** Dott. chim. Roberto Ramadori; Consiglio Istituto di Ricerca sulle Acque, Consiglio Nazionale delle Ricerche - Via Reno, 1 - 00198, Roma, - Tel. 06.8841451, Fax 06.8417861, e-mail: ramadori@irsa.cnr.it.
S. De Gisi, M. Galasso, G. De Feo, R. Ramadori
| gidìeffe | 05/05/09 16.36 |
| ... ops, quasi dimenticavo di dire di cosa si è parlato: "Caratterizzazione della qualità ambientale di acqua superficiali: IL FIUME UFITA e IL FIUME SABATO". |
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| gidìeffe | 05/05/09 16.34 |
"Sfrutto" questo spazio per ringraziare Maurizio Galasso e Sabino De Gisi per il Seminario che hanno tenuto questa mattina nell'ambito del Corso di Fenomeni di Inquinamento e Controllo della Qualità Ambientale. Esperienza, competenza e passione sono stati i protagonisti!!!
Grazie e alla prossima |
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| alchimista | 04/05/09 20.56 |
| Io comunque devo farlo funzionare , con le buone ... o con le cattive! |
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| gidìeffe | 01/05/09 15.19 |
| ... mica è detto che fu costruito perché dovvesse funzionare? |
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| alchimista | 01/05/09 11.00 |
Più vado avanti nell' avviamento dell' impianto di Benevento più escono guai.
E'incredibile come vengono costruiti male gli impianti di depurazione(giusto per ripetersi un pò).
Se vogliamo prendere il lato positivo della cosa avremo modo di utilizzare su questo impianto molte tecniche, non solo la sedimentazione assistita.
Altrimenti credo che non potrà funzionare un granchè.
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| gidìeffe | 26/04/09 19.53 |
Caro Roberto,
anche le tue parole sono da incorniciare.
Una delle immagini più belle che ricordo delle recenti passeggiate sul fiume Ufita con Maurizio e con Sabino è proprio quella che tu hai descritto: l'incontro con i pescatori che conoscono lo stato di salute del "loro" fiume non leggendo dei freddi numeri su un pezzo di carta, ma attraberso il contatto diretto con il fiume. |
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| roberto ramadori | 26/04/09 15.23 |
Le parole dell’alchimista sono da incorniciare “La logica è che una volta realizzati gli impianti il lavoro è finito. Al contrario il lavoro comincia proprio allora con un continuo aggiornamento ed adeguamento”.
Purtroppo la depurazione delle acque di scarico è operazione assai complessa e ai più sfugge il fatto che essa è affidata a microrganismi la cui azione è soggetta a variabilità non sempre prevedibile. Il problema è aggravato dal fatto che questa complessità è, spesso, usata come alibi per mascherare ignoranza e inefficienza.
Purtroppo in assenza di controlli efficaci da parte delle autorità competenti spetta alla società civile farsi carico di questa funzione. Lo stato di salute dei nostri corpi idrici deve essere monitorato dai cittadini denunciando il riscontro di anomalie. Sono stato per molti anni consulente della società che gestisce l’impianto di trattamento delle acque urbane di Verona, impianto che scarica in Adige. Ho avuto modo più volte di riscontrare la funzione positiva svolta da associazioni di pescatori che, conoscendo profondamente il loro fiume, erano i primi ad accorgersi , e a denunciare, eventuali disfunzioni.
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| gidìeffe | 26/04/09 9.34 |
| ... sarebbe come dire che un individuo non ha bisogno di controlli e di dure mediche! L'alcnhimista come medico degli impianti di depurazione mi sembra una bella immagine! |
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| alchimista | 26/04/09 9.12 |
La sedimentazione assistita può infine aiutare impianti in difficoltà in caso di sovraccarichi specie se stagionali.
Ora di impianti in difficoltà ne abbiamo parecchi.
Si pensi solo che la Puglia era in passato un fiore all' occhiello per la depurazione sia per il numero degli impianti che per la loro gestione.
Vedere oggi gli impianti pugliesi è un pianto e sono in uno stato di degrado pauroso.
La logica è che una volta realizzati gli impianti il lavoro è finito.
Al contrario il lavoro comincia proprio allora con un continuo aggiornamento ed adeguamento.
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| alchimista | 24/04/09 14.16 |
Innanzitutto un saluto a Roberto.
Poi caro Roberto sta partendo l' impianto di Benevento zona ASI (industriale) ove è possibile fare tutte le prove che vogliamo di sedimentazione assistita.
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| Giovanni De Feo | 24/04/09 12.03 |
Caro Roberto,
le tue considerazioni sono state inserite nel prossimo lavoro in inglese:
Economic evaluation of the chemically assisted primary sedimentation process for the treatment of urban wastewater
S. De Gisi, M. Galasso, G. De Feo, R. Ramadori
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| roberto ramadori | 24/04/09 7.55 |
Vorrei sottolineare un altro importante vantaggio dell' approccio CAPS se si prendesse in seria considerazione l'ipotesi di non miscelare il fango primario da quello biologico prima delle operazioni di trattamento e smaltimento. Infatti il fango primario è, per natura e composizione, completamente differente dal fango biologico: il primo è molto ricco di materiale organico biodegradabile e molto inquinato (da microinquinanti organici e inorganici), il secondo è molto ricco di azoto e fosforo e molto meno inquinato da microinquinanti . Allora perchè non differenziarne la strada:
- dal fango primario si recupera energia prima della sua termodistruzione
- dal fango biologico si recuperano i nutrienti spandendolo in agricoltura. |
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| gidìeffe | 19/04/09 10.54 |
| Confermo! |
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| Sabino De Gisi | 19/04/09 10.33 |
In settimana verrà conclusa la versione rivista ed aggiornata di questo articolo da proporre a Journal of Environmental Management dell'Elsevier.
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| alchimista | 19/04/09 10.22 |
L' amico e maestro Roberto Ramadori da una vita lavora per ottenere i migliori e più logici risultati nella depurazione.
In una delle tavole rotonde di chiusura dei convegni di Perugia riuscì a trasmettermi, in maniera molto forte, un concetto che può sembrare banale ma che è assolutamente logico.
Naturalmente proprio per questo non viene applicato.
Roberto in soldoni disse:
Noi spendiamo energia per ottenere concimi azotati per l' agricoltura poi spendiamo altra energia per eliminare i composti dell' azoto dalle acque reflue.
Se usassimo le acque reflue azotate per concimare ed irrigare i campi risprmieremmo due volte l' energia.
Oltre a ciò potremmo abbattere più sostanze inquinanti nella sedimentazione primaria utilizzando la sedimentazione assistita e risparmiando ancora energia.
Da allora è cominciato l' interesse per queste tecniche di depurazione, tecniche che oggi stiamo tentando di sperimentare ovunque ne capiti l' occasione.
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