Forse l'uso e l'interpretazione più diffusa ( e più banale..!) è il goliardico "Gaudeamus igitur" (spassiamocela..), che si rifà anche al "chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza.." Ma ovviamente non è l'unico significato (come si rileva dai commmenti già presenti).
Meditazione domenicale:
Anche nel Vangelo troviamo applicazioni diverse di questo "motto". C'è quella del "ricco epulone", quella del "figliol prodigo" (prima e dopo la "cura", l'esperienza della povertà); c'è quella dei vari miracolati (approfittatori e riconoscenti..: i dieci lebbrosi); ma c'è anche quella di Zaccheo il pubblicano, della Maddalena, del buon ladrone, ecc.
Io credo che l'interpretazione alla "Gaudeamus igitur", sia un po' troppo istintiva e pone chi la pratica più vicino alla bestia che all'uomo. L'animale non si preoccupa del domani; tende a soddisfare i propri bisogni immediati..Anche la "previdente" formica, contrapposta alla cicale, non credo si ponga il problema del domani, ma forse è più preoccupata di avere OGGI quante più risorse è possibile (come il ricco stolto della parabola: Luca 12,13-21). L'uomo "sapiens" veramente tale collega sempre l'oggi all'ieri e al domani; cerca di cogliere nell'attimo presente il più giusto collegamento tra il 'presente passato' e il presente che verrà. Nei versetti che seguono il passo citato, sembra quasi che Gesù ci invita a vivere "alla giornata", ( ..carpe diem): "non vi preoccupate per cosa mangerete...(in altre parole: non vi preoccupate del domani)"; ma il senso va oltre, quando dice: "vendete quello che avete e datelo ai poveri..Fatevi ..un tesoro inesauribile nel cielo." In altre parole : cogliete l'attimo presente, ma non solo per il presente sfuggente, ma anche per il "presente che verrà"...Il ricco epulone ha colto solo il presente immediato; Zaccheo coglie l'attimo presente di "illuminazione" e di grazia con la visita di Gesù, e progetta un 'presente che verrà' più umano, più giusto: do ai poveri la metà dei miei beni e se ho frodato qualcuno gli rendo il quadruplo.. Il figliol prodigo, dopo aver sperimentato l'amarezza e la delusione del carpe diem "alla gaudeamus", sperimenta la dolcezza del carpe diem del momento di grazia e di coraggio di pentimento nell'abbraccio paterno ..Così nella guarigione dei 10 lebrosi: 9 hanno colto solo l'opportunità della quarigone fisica hic et nunc, mentre il samaritano torna indietro a ringaziare e riceve anche la "salvezza". Nella crocifissione: un ladrone cerca di cogliere l'opportunità della presenza di Cristo per l'mmediato ("se tu sei il Cristo libera te stesso e noi"); l'altro pensa all' "oggi senza fine" ("ricordati di me quando sarai nel tuo regno).
Allora, cari amici: occhi aperti per cogliere l'attimo; ma facciamolo avendo anche mente e cuore ben spalancati. Ciao.
Lina | 23/08/08 21.19
L'attimo fuggente...Capitano ,mio capitano!
Come poter dimenticare quel prof. straordinario che riuscì ad insegnare ai suoi allievi a saper "cogliere l'attimo"....a non lasciarselo sfuggire.
Cari giovani non lasciatevi sfuggire le diverse "occasioni" che la vita vi regala.
Vivete sempre nella speranza che per tutti c'è quell'"attimo" che va afferrato e vissuto intensamente.....
Capitano,mio capitano.....Ragazzi,voi l'avete il vostro "capitano"...Afferrate l'attimo....non perdete questo treno.
Il tempo passa ..non ritorna mai più....e....
"C A R P E D I E M" OK ?
gidìeffe | 23/08/08 11.55
E cogliamolo questo attimo, come ogni altro attimo. Per alcuni di noi le vacanze volgono quasi al termine e, anche per questo, cogliamo ogni attimo e viviamolo pienamente, senza rimpianti per il tempo che è già trascorso, per gli attimi e le occasioni che non abbiamo colto...
Proprio stamattina, la grandissima Josefa Idem ha conquistato un'ennesima medagli alla sua settima olimpiade (la quinta come atleta "italiana"). Ha per so l'oro per meno di un attimo: 4 millesimi di secondo. Al traguardo ha detto: ""No, un peccato perdere l'oro per 4 millesimi di secondo...ma va bene lo stesso. Spero di avervi regalato belle emozioni. Avete visto che vecchietta?". "
Proprio un bellissimo esempio da imitare per i giovani e per chi (come chi scrive) si avvicina agli "anta"...