...mi domandavo come si fa ad essere "competitivi e produttivi" e nel contempo testimoni di carità.....
se Carità significa "amore disinteressato nei confronti degli altri" (vedi p.e. wikipedia), non si capisce che "senso" avrebbe essere "competitivi" se poi si devono amare gli altri ("Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi"). Vedo complicato competere con gli altri amandoli come me stesso..... la competizione prevede che fra due uno prevalga sull'altro, l'amore vuole che fra due non prevalga nessuno.
un caro saluto
enzo
gidìeffe | 05/04/08 11.45
«Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,
non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
(...) Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!»