"..fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza". Leggemdo la frase, mi è venuto spontaneo il ricordo di questi versi che Dante fa dire a Ulisse nel suo discorso di incitamento ad "osare oltre" le colonne d'Ercole...Il concetto è proprio lo stesso: non può esserci scoperta o "canoscenza" senza andare aldilà delle "paure del nuovo o dell'ignoto", senza rinunciare un po' alle nostre "sicurezze"... Non si può arrivare a una conoscenza più piena e più vasta ( che includa anche il sopran-naturale..) se non si perdono un po' di vista le coste della sola conoscenza "sperimentale"; come la stessa "vita" sarebbe rimasta prigioniera delle forme monocellulari acquatiche primordiali, e mai sarebbe arrivata a volare, se ( con la guida di una "Intelligenza") non avesse "osato evolversi" ...Evoluzione ancora in corso..perché l'uomo deve ancora "perdere di vista le coste" della sua originaria materialità per navigare libero verso l'oceano della soprannaturalità a cui è chiamato.
lina | 04/10/09 13.22
Volendo imitare l'esempio di S. Francesco (auguri a tutti i Francesco e a tutte le Francesca).....
stacchiamoci dalle "coste" del nostro egoismo, che ci porta a credere che "aldilà di me o di quello che penso c'è il niente o l'incerto.."; liberiamoci dal nostro "IO", che ci fa illudere di essere sempre l'ultima spiaggia o la prima costa sicura. Ci meraviglieremo di quanto la vita possa essere meravigliosa..Quello che credevamo di possedere ci sembrerà "PICCOLO E INSIGNIFICANTE" al confronto della "novità" dell'oceano aperto della libertà interiore. Se S.Francesco fosse rimasto il "ricco mercante" che suo padre voleva, oggi non lo avremmo come uno dei personaggi più universalmente stimati e ricordati...
gidìeffe | 03/10/09 19.59
... e bravo all'anonimo! Ma non è che è un anonimo noto? Che dici Carmè?