Quale energia?

05 Ottobre 2009 | Categoria: provocazioni_da_alchimista

Dopo aver passato in rassegna varie forme di energia vediamo se si riesce a suscitare un bel vespaio con qualche affermazione che sicuramente troverà molti contrasti.

Partiamo da una premessa autobiografica.

Nel 1973 l’ embargo del petrolio conseguente alla guerra dello Yom Kippur lanciò l’Occidente nel panico facendo balenare lo scenario di un mondo in crisi energetica.

Derivando da un aspetto contingente la cosa si risolse dopo non molto tempo ma i vari stati approvarono dei Piani Energetici Nazionali (PEN) che dovevano scongiurare queste eventualità e l’Italia mise in previsione 20 centrali nucleari da 1000 Megawatt.

Si animò il dibattito e negli anni successivi si ebbero varie iniziative fino al referendum abrogativo, venuto dopo Chernobyl, che bloccò il nucleare in Italia.

Chi scrive era in strada con i tavoli del WWF a raccogliere le firme per il referendum abrogativo.

Non si rinnega niente di quello che è stato il passato, anche perché 20 centrali sarebbero troppe anche oggi e tutto il contorno lasciava molto a desiderare, ma a distanza di circa 30 anni la situazione va un attimo rivista.

Da una parte il progresso della tecnologia nucleare e dall’altra uno scenario dettato non più da contingenze politiche ma da scarsezza reale di materie prime (leggete di Hall e Day “ Rivedere i limiti della crescita” su Le Scienze di Settembre 2009) ed una concomitante necessità di ridurre le emissioni di CO2 rende oramai ineludibile il ricorso all’energia nucleare.

Questo ricorso , che richiede una serie di interventi coordinati, che richiede il massimo impegno nel rinnovabile e nel risparmio energetico, deve comunque essere tenuto in considerazione facendo uso delle migliori tecnologie esistenti.

La localizzazione delle centrali e degli impianti connessi sarà sicuramente un problema in un Italia che non riesce a trovare il sito di una discarica e di un compostaggio, ma sarà un problema comunque da affrontare.

Avere energia per consentire la sopravvivenza dell’umanità, ridurre la CO2 che con il suo effetto serra in aumento può minare la stessa esistenza del pianeta richiede comunque una scelta.

Le alluvioni con i morti di Messina o nelle Filippine, i tornado sempre più violenti e tutto quello che ne consegue in termini di vite umane e danni devono farci riflettere su quale può essere il male minore, su quali sono le scelte da fare per preservare l’umanità ed il pianeta.

Una umanità che  comunque necessita di energia per produrre tutto ciò di cui ha bisogno , a partire dal cibo, ed un pianeta sempre più vicino al collasso.

Si deve quindi innanzitutto risparmiare tutta l’ energia possibile come un bene prezioso e non rinnovabile, puntare al massimo sulle fonti rinnovabili ma poi lasciare anche spazio al nucleare per quella quota che non può essere colmata dalle altre fonti, relegando all’indispensabile l’uso dei combustibili fossili.

La stabilizzazione dei consumi energetici è un obiettivo da perseguire perché comunque la terra è limitata ma non è possibile bloccare un trend in crescita in qualche anno senza paurosi contraccolpi soprattutto sulle popolazioni più povere che si vedrebbero negare anche quel poco cibo che oggi garantisce la loro sopravvivenza.

I rischi del nucleare, le scorie? Bisognerà saperli gestire con un uso corretto della tecnologia, che già oggi può darci risposte.

Saremo preparati culturalmente ad accettare una sfida così complessa? In questa risposta probabilmente sta il futuro dei nostri figli.

Maurizio Galasso
Commenti Pagina

   alchimista | 12/10/09 21.24
Le domande che dobbiamo porci sono :
Quale energia ma anche quanta energia?
Quale dissesto se in natura il dissesto non esiste?
Le catastrofi naturali sono prevedibili! e lo diceva Marcel Rombault già nel 1973.
Ma ci siamo mai domandati che cosa sono le catastrofi naturali?
L' uomo che influenza ha sulle catastrofi naturali?
Ne è la causa, è un amplificatore o ne è solo l' oggetto?

   lina | 06/10/09 12.34
Sì,oggi abbiamo il dissesto idrogeologico e abbiamo
concentrazione "alta" nell'aria di CO2 per scelte sbagliate ,per interventi disastrosi da parte nostra..
La sfida è investire nel campo "EDUCATIVO" per cercare di "recuperare" quanto più possibile.
Se disboschiamo abbiamo le frane...se costruiamo su terreno argilloso abbiamo disastri ...
Le cause sono chiare ed è per questo che parlavo di risanamento ambientale.
Io penso che per vincere la sfida ..su tutto ,nucleare compreso.. è necessario affidarsi a persone preparate....altamente preparate....ma INNANZITUTTO ONESTE.

   alchimista | 05/10/09 20.42
Attenzione a non fare confusione, non scambiamo gli effetti per le cause.

   lina | 05/10/09 20.23
Il lupo perde il pelo ,ma non il vizio..ed è riferito a me...
Possiamo iniziare con una "mappatura" del nostro territorio iniziando dalla Campania quindi....
Presentare tutto(suolo,corsi d'acqua..insomma opere di risanamento del suolo per poi passare all'educazione ambientale...siti...energia rinnovabile,possibilità di energie nucleare...
I giovani ingegneri queste cose le devono imparare e allora...forza..
Alchimista scusa il mio intromettermi,ma la didattica l'ADORO....e voglio "imparare"
Se lo merito voglio essere "richiamata all'ordine"

   lina | 05/10/09 16.00
La localizzazione delle centrali e degli impianti connessi sarà sicuramente un problema in un Italia che non riesce a trovare il sito di una discarica e di un compostaggio, ma sarà un problema comunque da affrontare.

Avere energia per consentire la sopravvivenza dell’umanità, ridurre la CO2 che con il suo effetto serra in aumento può minare la stessa esistenza del pianeta richiede comunque una scelta.

Le alluvioni con i morti di Messina o nelle Filippine, i tornado sempre più violenti e tutto quello che ne consegue in termini di vite umane e danni devono farci riflettere su quale può essere il male minore, su quali sono le scelte da fare per preservare l’umanità ed il pianeta.
In considerazione alle riflessione da lei fatte e da me riportate mi chiedo se la priorità non debba essere data (come dicono gli ambientalisti)ad una messa in sicurezza del nostro territorio nazionale.
Un territorio,come dicono gli esperti,con un dissesto idrogeologico da brivido.
Risanare il dissesto - ridurre la CO2 ..che allegria..
Lascio il passo ai giovani e mi limiterò a leggere perchè non ho preparazione in materia.
Grazie

   lina | 05/10/09 13.22
A questa provocazione voglio partecipare ,non mi tiro indietro.
E' un po' "tirare le somme" sui passati discorsi fatti sulle energie rinnovabili.
Certo dal vivo sarebbe più interessante,ma accontentiamoci di questa preziosa opportunità e non tiriamoci indietro.
Siamo all'inizio di un nuovo anno scolastico e un po' di tempo lo troveremo per una "lezione" che sicuramente nessun docente potrà presentarla ,proporla alla pari di chi oltre alla bravura nel saper "comunicare" ha tanta esperienza.

Speriamo che i carissimi giovani non esitini a dire la loro opinione,a porre domande....
A mio avviso non conviene perdere una lezione che non parla solo di teoria(spesso la teoria fa sbadigliare)ma risulterà "accattivante" perchè unirà l'utile al dilettevole( è un modo di dire)
L'Alchimista mi corregga per le imperfezioni fatte.
Ragazzi ...passaparola.

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