Cosa ne pensi dell'inceneritore ad Agnano?

24 Giugno 2008 | Categoria: ragionamenti

Inceneritori e dintorni... 

 

Il 23 giugno il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha annunciato che il nuovo termovalorizzatore di Napoli sarà realizzato nel quartiere di Agnano, alla periferia occidentale del capoluogo.

Cosa ne pensi di questo fatto?

E più in generale: "Cosa ne pensi degli inceneritori e di tutte le altre questioni connesse?"

Commenti Pagina

   Lina | 29/10/08 10.55
Caro Sabino,
vorrei mandare il tuo intervento a un politico ...mi dai il permesso?
Facciamo sentire "la tua voce da esperto".
Ciao



P.S. devo rendermi conto se chi mi scrive....presta attenzione alla nostra voce..Gli chiederò "qualcosa" ..che poi potremo verificare..

   dario | 28/10/08 12.57
complimenti, sarà strano, ma niente da aggiungere...

   gidìeffe | 26/10/08 10.32
Complimenti a Sabino per il suo intervento: FORTE e CHIARO !!!
Non lasciamolo da solo a discutere di un argomento così importante.

   Sabino | 25/10/08 9.56
Vorrei riaprire il discorso Incenerimento, però nella sua veste affaristica.
Il sito di Santa Maria la Fossa è stato scelto dai casalesi con l'obiettivo di fare soldi, di fare affari (è la "driving force" camorristica), mandando
al diavolo le procedure di localizzazione che vedono i cittadini e le amministrazioni coinvolte in una scelta ...
In queste ultime settimane (forse saranno 4-5) il settimanale l'Espresso ha pubblicato una serie di articoli sulla vicenda affare-criminalità campana, un pò seguendo le orme del buon Roberto ... il vero artefice della pentola che è stata scoperchiata!
Gli articoli sottolineano imbarazzanti legami tra i casalesi e il sottosegretario all'Economia dell'attuale Governo, referente del clan nel mondo politico al livello più alto della gerarchia. L'uomo politico in questione è stato citato da ben 5 pentiti del clan dei casalesi, e la prima citazione è datata 1998, ben lontana da questi tempi di sospetto. Vi è una frase che mi è rimasta inpressa nella mente: "io sono a disposizione", dice il politico. Ora, chi conosce, seppur in minima parte, il meccanismo delle gare pubbliche, comprende come sia forte e nello stesso tempo come possa fare selezione durante le stesse, un pensiero del genere! Equivale a voler dire che per qualsiasi cosa (le gare pubbliche da aggiudicare) io sono a disposizione, per cui avrai modo di mettere le mani su quell'affare.
L'inceneritore di santa Maria La Fossa rientra in questa logica e il politico di cui parliamo rappresenta il tramite tra il clan (e le sue aziende) e chi è per legge destinato al controllo sulla gara!
Come giudicare l'informazione attuale in Italia?
Nessun telegiornale ne parla in TV ... e sia il governo sia l'opposizione (probabilmente è ricattata ...) non ne parlano ... lasciando che il tempo, nel suo decorrere, possa richiudere la pentola aperta da Roberto.
Ed allora cosa possiamo fare, noi cittadini, per chi dovrà essere educato?
Dobbiamo dargli i mezzi e le giuste motivazioni per farli crescere liberi, pensanti, e con gli occhi aperti ... di metterli nelle condizioni di diffidare di ciò che luccica ...

Ora, in questa Regione, il problema incenerimento è legato principalmente a questo aspetto .... e la gente fà bene nel protestare, nel momento in cui è consapevole che le società pubbliche di controllo (e sono fatte da uomini, con le loro famiglie, i loro figli, le loro aspirazioni nella vita ...) sono ricattabili (con probabilità di vincere elevatissime da parte dei clan) dai clan!
A Santa Maria La Fossa, l'inceneritore diverrebbe la risoluzione di gran parte dei problemi localizzativi dei clan ... un arma che consentirebbe di continuar a far soldi per gli anni di esercizio dell'impianto (20-30 anni).

E in tutto questo, il problema tecnico dell'incenerimento come si sposa?
Latecnologia recente ha permesso di costruire impianti con bassissimi impatti sui comparti in oggetto, con un "rischio relativo" molto basso se paragonato a quello di altre attività!
Una corretta impostazione del problema dovrebbe in primis rispondere a questo quesito:
è possibile quantificare il "livello di fondo" dell'aria in quella zona?
Nel momento in cui, le altre attività (presenti e passate) hanno generato un livello di fondo "non idoneo", allora non è possibile la localizzazione del nostro impianto, sebben possiede le migliori tecnologie!
Si capisce dalle mie parole, come io non sono contrario al trattamento termico dei rifiuti, ma son contrario a tutti quei meccanismi (di origine informativa, emergenziale, affaristica e cosi via..) che consentono di by-passare le procedure che per legge son state imposte dall'Europa!
Gli attuali inceneritori in Campania verranno realizzati in assenza di uno studio di impatto ambientale e di una valutazione di impatto ambientale, in assenza di uno studio sul valore di fondo dell'inquinamento di quella zona, non tenendo in nessun conto della storia di quel sito.

   Sabino | 17/09/08 20.53
visto che a Santa Maria La Fossa, l'incenerimento l'hanno voluto i casalesi, se non sbaglio con i Bidognetti, mi chiedo ma gli altri siti chi realmente li ha decisi?
Me lo chiedo perchè son sempre più convinto, e gli atti di parecchie sentenze lo dimostrano, che chi decide non rientra tra le persone legittimimente (anche se non lo condivido in pieno)elette ed ha una visione, stile sacco di Roma, dell'Italia.
Come al solito, le principali opposizioni all'incenerimento non riguardano affatto la tecnologia, ma la forma mentis tipica della nostra latitudine.

   alchimista | 08/08/08 20.36
La gara è in corso ma a Salerno si già chi vince.

   gidìeffe | 02/08/08 19.43
Caro Dario,
non sono l'unico a pensare che 4 inceneritori così grossi suno un po' troppi per la Campania!!!
Le inefficienze politico-amministrative degli anni scorsi hanno fatto in modo da far diventare una normale opzione del trattamento dei rifiuti residuali, un "profumato" business per le solite lobbies...

   Dario | 01/08/08 23.59
Prof.
Salerno sapete che significa? in prossimità di Pontecagnano, vicino il cementificio che i bei salernitani già spostarono anni fa dal centro a casa nostra, poi vogliono spostare anche la fonderia Pisano in prossimità del fiume al confime sempre con Pontecagnano.
Dobbiamo diventare la cancrocittà più famosa d'italia? Credo esistano realtà peggiori, ma non oso immaginare in che stato pietoso giacciono!

   gidìeffe | 01/08/08 22.19
Caro Dario,
il problema rifiuti secondo me, e lo sanno benne coloro che mi frequentano assiduamente, è un problema eminentemente sociologico!
Hai visto? L'inceneritore non si fa più ad Agnano in quanto il sito non era idoneo. Il nuovo sito prescelto è nella zona orientale della città.
Hai sentito la sfida lanciata dal Berlusca? Salerno e Santa Maria La Fossa devono fare a gara a chi realizza rpima l'impianto? Io scommetto su Salerno...

   Dario | 01/08/08 16.16
Mi avete ingannato! Avete fatto riferimenti sui miei commenti in mia assenza e solo ora che posso avere il pc per me ho la possibilità di rispondere...
ovviamente scherzo, ma i passi indietro li ho fatti non in favore dell'inceneritore (che ne è la conseguenza), ma in favore di un ambiente culturale che è davvero basso (diciamo terra- terra).
Purtroppo questa frenesia quotidiana ci ha fatto dimenticare l'educazione, la civiltà e il rispetto in primis della natura e dunque di tutto ciò che ci circonda.
In mancanza di questo, cioè con il su citato ambiente culturale basso, bisogna agire di conseguenza.
come a dire: ad estremi mali (cui noi siamo voluti arrivare) = estremi rimedi = inceneritore, che uno in provincia di napoli basta ed avanza, a napoli non serve!...
Ho le foto con i dati che ho raccolto all'inceneritore di Rho Pero in provincia di Milano
Poi ve li mostrerò appena ho tempo e organizzo il tutto.

Piccola delucidazione: non sparo su tutto e tutti: il problema che ponevo è che si vogliono trovare estremi rimedi sempre che non coinvolgono la civiltà nell'abbracciare varie tematiche come la differenziata e il corretto consumo e uso dei materiali, ma si dà alla comunità un ingente numero di materiali e poi gli si chiede di buttarla nei cassonetti per essere incenerita. (oltre all'inquinamento, salute e altro)
Ecco perchè ce l'ho con l'inceneritore: è un cattivo maestro in poche parole, non insegna, detta legge, detto brutalmente come dicono i chimici quando devono scrivere "in forma bruta" i composti chimici.

Insegnare, educare, accompagnare ad acquistare con armonia e non con frenesia... tante belle parole, ma la risposta è sempre: sparo su tutto, ma non vi chiedete il perchè?
Non ho idee preconcette, guardo a 360° e purtroppo nel caso dell'inceneritore a napoli ragionavo a 350°: avevo escluso il fattore civile- culturale che va dalla gente di quartiere ai politici.
Ma in Italia credo non siamo messi molto bene circa il problema civile- culturale.
Come dice il Prof. sono contro l'inceneritore, ma sono anche "uno che studia ingegneria" (IO) e deve essere pratico: anche se credo i problemi sia anche sociali e psicologici e non tanto tecnici...

   ANDREA | 22/07/08 20.47

D'accordissimo con gidìeffe, con l'alchimista, ma soprattutto con Luigi il Burattinaio: il metodo greenopoli sta proprio nel non avere preconcetti e nell'aprirsi a ciò che pensa l'altro senza dover per forza cambiare parere però ricordando sempre che solo gli stupidi non cambiano idea quando si accorgono di aver sbagliato.

   alchimista | 22/07/08 20.27
Non posso che concordare con gidìeffe, ma vorrei aggiungere qualcosa sempre nell' ottica di massimizzare la capacità di riuso dei materiali e dell' energia.
Alcuni materiali come metalli e vetro sono materiali riciclabili per eccellenza ed in teoria, solo in teoria, riciclabili all' infinito.
E' quindi fuor di dubbio che su tali materiali va spinto il riuso al massimo.
Altri materiali al contrario sono difficilmente riciclabili (i materiali compositi ad esempio)perchè per avere un corretto riciclo dobbiamo avere materiali di qualità merceologica paragonabile alle materie prime, riciclabili a costi inferiori rispetto all' acquisto delle materie vergini.
Materiali scadenti che costano di più dei materiali vergini non hanno nessuna possibilità di rientrare nei cicli produttivi.
Si pensi ad esempio che la carta dopo 4-5 ricicli diviene inadatta all' uso per le fibre troppo corte e danneggiate e deve quindi essere smaltita diversamente.
Ora tutti questi materiali non riutilizzabili come tali possiedono un contenuto entalpico (scusate la parolaccia)ancora elevato.
Possono cioè produrre energia.Come? con processi termici diretti o con produzione di intermedi chimici. In ogni caso sarebbe un delitto sciupare tutta l' energia ancora contenuta in tali materiali.
Ad oggi il sistema più facile ed economico (checchè se ne dica) rimane l' inceneritore con forno a griglia.
Altri sistemi che hanno vantaggi rispetto al classico inceneritore vanno valutati in un serio LCA o come si diceva una volta in una valutazione costi benefici.
Io sono un fautore della gassificazione ad esempio, meno economica, con un numero di impianti industriali inferiore ma che ha alcuni vantaggi che mi piacciono(de gustibus...)!

   gidìeffe | 20/07/08 18.46
Ci tengo a chiarire che non sono un sostenitore totu court dell'incenerimento. Aderisco dal primo momemnto alla zer waste philosophy, ma sono anche un ingegnere che, per definizione, è votato alla praticità.
In questo caso specifico in discussione, ritengo che un inceneritore a Napoli possa consentire un approccio più corretto alla gestione dei rifiuti solidi urbani per i prossimi venti anni. Se in questo periodo saremo cresciuti in capacità organizzativa potremo fare il salto di qualità e evitare di dover ricorrere ad una soluzione così drastica come quella dell'incenerimento, tesa a ridurre peso e (soprattutto) volume di rifiuti che altrimenti non sapremmo dove mettere!
Come sapete, chi scrive, ha da tempo smesso di parlare di rifiuti, preferendo, infatti, parlare di MATERIALI. In benti anni è pensabile di poter passare in provincia di Napoli ad un cultura dei materiali. Ragionevolmente cinque anni sono pochi.
Ricordiamoci sempre il percorso che abbiamo fatto per arrivare al punto dove ci troviamo. Ad ogni buon conto, è sempre bello essere smentiti, soprattutto quando la realtà è più ottimistica delle previsioni. In tal senso, quindi, mi piacerebbe scoprire che l'anno prossimo la provincia di Napoli ha fatto il 70% di raccolta differenziata. Siccome, però, neanche il buon San Gennaro è capace di simili miracoli, l'inceneritore lo dobbiamo fare. Per ora. Dimostramo di poterne fare a meno in futuro. Oggi in Campania viviamo ciò che è accaduto (in maniera non così eclatante) in provincia di Milano proprio una ventina di anni fa. E' un caso? Ditemelo voi...

   burattinaio | 20/07/08 15.01
"Ho fatto dei passi indietro"......finalmente!!!!!!Dario ha quanto vedo e' bastato un intervento “sbilanciato” del prof. per farti cambiare idea sull'inceneritore......evviva greenopoli!!!!Volevo solo farti notare che la prossima volta sarebbe meglio se tu cercassi di ragionare un pò di più prima di sparare a zero su tutto e su tutti.....ricordo quando alla mia provocazione sull'inceneritore hai detto: “Vi voglio fare una domanda, ma voi alla Salute ci tenete e per voi cos'è la salute?
questo è un problema importante perchè altrimenti cade tutto, potremmo fare di tutto di più.”
Ed ancora :
“Sapete che la regione campania ha un indice di tumori altissimo? e senza inceneritore! sapete che la città di brescia e taranto sono quelli con i livelli di diossina e di tumori più alti d'europa, (parlo in base alla popolazione)? Ora potete anche dubitare sui dati, ma la salute non è una variabile da mettere davanti ai costi e benefici economici, non bisogna vedere prima quelli di impatto ambientale, della salute e del territorio e poi quelli economici che mi scocciano proprio?”
Dove è andata a finire adesso la “percentuale altissima di tumori”…..forse non ha più importanza????
Tutto questo perche io avevo detto che mi sembrava giusto fare un’analisi approfondita su tutti gli svantaggi e i vantaggi che comporta la costruzione di un inceneritore.
Tengo a precisare ciò per farti capire che sarebbe meglio che la prossima volta non ti limitassi a difendere a spada tratta un’idea che ti sei fatto sparando a zero su tutto quello che dicono gli altri senza ragionare e senza avere dubbi …..potresti di nuovo cadere nello stesso errore!!!!

   gidìeffe | 17/07/08 12.00
Caro Dario,
l'azienda che hai citato tratta solo materiali raccolti in maniera differenziata e non il residuo.

CENTRO RICICLO VEDELAGO SRL - SERVIZI RESI DALL'AZIENDA
SERVIZI RIVOLTI AI COMUNI E/O CONSORZI DI COMUNI E/O AZIENDE PUBBLICHE
1- Selezione e valorizzazione rifiuti da raccolte differenziate urbane e
Piattaforma CSS - Centro di Selezione plastiche per conto Co.Re.Pla
Tipologie di raccolte differenziate gestite:
Multimateriale composta da Vetro - Plastica - Lattine
Multimateriale composta da Plastica - Lattine
Multimateriale composta da Carta - Plastica
Multimateriale composta da Vetro - Lattine
2- Selezione e valorizzazione di imballaggi in plastica con contratto Co.Re.Pla:
Flacconi e bottiglie in plastica selezionati per
tipologia: PET - PE - HDPE - LDPE
colore: azzurro - neutro - verde
Destinazione dei materiali a fabbriche di produzione e stampaggio materie plastiche
3- Selezione e valorizzazione di imballaggi in carta e cartone provenienti da raccolte differenziate miste urbane:
Piattaforma diretta del Consorzio COMIECO
Destinazione dei materiali selezionati alle cartiere
4- Selezione e valorizzazione di imballaggi in acciaio e alluminio da raccolte differenziate miste urbane:
Piattaforma diretta dei Consorzi CIAL e CNA
Destinazione dei materiali selezionati alle fonderie
5- Selezione e valorizzazione di imballaggi in vetro da raccolte differenziate miste urbane:
Selezione per destinazione alle vetrerie

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