GOMORRA

29 Maggio 2008 | Categoria: ragionamenti

      

G O M O R R A

 

Cari Amici di Greenopoli, in tantissimi abbiamo letto il libro di Roberto Saviano e in altrettanti stiamo andando a vedere l'omonimo film di Matteo Garrone. Con questo ragionamento, il terzo di Greenopoli, e con il corrispondente sondaggio, vogliamo ragionare intorno a tutto ciò che sta rappresentando il fenomeno "Gomorra". Con il sondaggio, Vi chiediamo se il Vostro giudizio è positivo o negativo sul film di Garrone. Una domanda semplice. Oscar Wilde soleva dire che "Solo gli sciocchi non giudicano le persone dall'apparenza ..." e, quindi, anche noi non vogliamo privarci dei possibili e inattesi risultati di un ragionamento che prende le mosse da una semplice domanda... staremo a vedere. E allora non siate pigri e non abbiate paura di "mettervi in mostra" e prendete parte numerosi al nostro ragionamento, come al solito, ordinato e condiviso.

I video di Gomorra da Repubblica RADIO TV:

Commenti Pagina

   Sabino | 17/09/08 21.06
oltre che una speranza io vedo in Gomorra un'ottima ricostruzione delle dinamiche del sistema economico Campano e non solo...
A volte mi vengono i brividi a pensare che il Vulcano Buono, L'IKEA a Napoli, il CIS di Nola e i tantissimi supermercati e centri commerciali presenti nel Casertano e nel Napoletano (soprattutto li) sono la rappresentazione fisica del potere economico del "Sistema", cosi come Saviamo ama definire la comica parola "Camorra".
Zone territoriali caratterizzate da un tasso di disoccupazione ed un tasso di dis-istruzione altissimo, ma che nello stesso tempo hanno un altissimo indice di possesso di auto di grossa cilindrata e di centri commerciali stile Marcianise o Vulcano Buono.
La grandezza del Sistema è nell'essersi inseriti nella nostra realtà ed essere diventati una parte insostituibile di un ciclo sempre chiuso.
Che si può fare davanti a questo?
Io penso davvero molto poco ...
La criminalità spicciola che vediamo non è nulla a confronto del potere economico che posseggono. Hanno creato una condizione di doping del sistema economico ... e agiscono in una situazione di non libero mercato.
:-(

   Roberta85 | 12/09/08 16.21
Caro Dario,se non esistesse "gente" di tale sottospecie non esisterebbero nemmeno persone con il coraggio, la grinta e soprattutto la DIGNITA' di Saviano che a 28 anni si ritrova con un mucchio di soldi senza avere la possibilità di vivere liberamente. Quando poi vengono pubblicati libri e girati film per i quali un giudizio mediocre è anche troppo. Gomorra ormai non è più solo un libro,un film, una realtà..Gomorra è una speranza! Quella speranza che trapela dagli occhi dei ragazzi che sono stati protagonisti del film, ma anche di quelli che hanno potuto vedere le riprese della loro realtà non più dimenticata, come risulta evidente dai tre video riportati in questo ragionamento. Perchè Napoli aveva bisogno di essere discussa apertamente e tutto ciò è stato possibile grazie a Saviano. Credo che dubitavamo in molti che Fede potesse arrivarci.

   dario | 12/09/08 8.08
Roberta il tuo "eore" calpestato da un fantoccio qualunque...
http://magazine.libero.it/televisione/generali/ne8626.phtml

   Lina | 09/09/08 13.04
Vedendo il filmato, Gomorra visto da Scampia La mia mente è ritornata a 18 anni fa.
Quell'anno ebbi come sede provvisoria per l'insegnamento una zona di Pomigliano d'Arco..tipo...Il Dirigente per un mese mi affidò una classe quarta(maestro unico).Mio Dio che trovai..ragazzi con coltellini etc etc.Mi ci volle quasi una settimana per "diventare amici" e poi i ragazzi non frequentavano tutti i giorni.
Era una classe di ragazzini con una famiglia che non era presente...la maggior parte dei genitori spacciava droga ,chi era in carcere per violenze,e....
Era una classe che non doveva essere assegnata a me perchè aveva la titolare,in congedo,la classe vacante di titolare era stata data ad una maestra supplente..una terza con alunni di famiglia scelta.
Una settimana e le cose andavano bene ,uno dei ragazzi"il capo" veniva sempre a prendermi e ad accompagnarmi alla fermata del treno.Diceva per proteggermi.E così si iniziò anche un sereno percorso scolastico.
Passato un mese i genitori della classe terza chissà come seppero che dovevo essere io la maestra dei loro figli..e così il Dirigente fu costretto al cambio.Io ero titolare della classe terza ...
I ragazzi della "classe quarta" si diedero da fare..sedie,banchi,calci alla maestra ..quante volte intervennero i carabinieri e per non parlare dell'ambulanza.
Ho voluto dare questa testimonianza perchè come tante volte ho detto se i ragazzi di quartieri "malfamati" riescono a trovare un punto di riferimento nella sciola, nella Parrocchia ci potrebbe essere un piccolo e poi sempre più grande cambiamento.
La dimostrazione anche il film O PRUFUSSORE..
Anche se qualcuno nei filmati diceva che Gomorra faceva vedere solo la parte "sbagliata" di Napoli e non lo riteneva giusto..Per me Gomorra ha messo in evidenza una realtà che c'è e che non deve essere nascosta. ....non deve essere nascosta se si vuole scuotere le coscienze delle Istituzioni politiche e non Scuoterle ad intervenire in modo giusto e al più presto.Tanti ragazzi possono "essere salvati"

   Lina | 07/09/08 15.36
Che differenza c'e tra la realtà e la sua rappresentazione? CHe differenza c'è tra la Camorra e Gomorra...
La realtà è ciò che accade ,la rappresentazione è un racconto realistico di qualcosa che si ispira a un fatto realmente accaduto,a un fatto ambientato in un contesto dove alcune situazioni potrebbero realmente accadere.
Avere il coraggio di raccontare e rappresentare fatti tratti da realtà presenti nella società non è di molti.
Ecco Saviano "fa sentire con forza la sua voce"...nella speranza di "salvare" tanti ragazzi legati al giro della "camorra"; e nella speranza che chi sa, trovi il coraggio di non passare oltre facendo finta di non vedere.
L'unione fa la forza....speriamo che un giorno non molto lontano qualcosa cambierà.
Il nostro ringraziamento a quelle persone che già stanno operando per dare ai "Ragazzi di strada" un'opportunità migliore.

   Lina | 06/09/08 15.44
Dal commento di Roberta sul libro Gomorra traspare la drammaticità dei fatti che purtroppo esprimono una realtà fortemente presente sul territorio della nosta bella Napoli.
Non ho letto il libro e nè ho visto il film,ma da quello che i nostri amici hanno voluto condividere è come se l'avessi fatto.La "descrizione" di Roberta ,in particolare,mi ha catapultato nei fatti reali.
Non so se avete visto su canale 5 il film "O Prufussore" con Castellitto. Il ragazzino che il professore toglie dalle grinfie del "criminale" rappresenta la situazione dei nostri ragazzi che abbandonati a se stessi e senza un punto positivo di riferimento...prima o poi si troveranno ad essere i piccoli che man mano verranno addestrati per divenire Camorristi.Non è così?
Il grido di Saviano lo interpreterei non solo come un invito a denunciare i fatti,ad avere il coraggio di uscire allo scoperto senza avere paura di ritorsioni..vorrei interpretarlo come un richiamo alle nostre coscienze per prendere atto che la camorra bisogna anche "prevenirla".
La famiglia,la scuola,la società unite in um "compito" che sappiamo essere arduo,ma non impossibile.
Incominciamo a vederlo come sogno da realizzare,un sogno fortissimamente voluto e chissà.Partire dai piccoli e seguirli passo passo ,magari con progetti
che possano veramente accompagnarli finchè ce n'è bisogno.
Sono consapevole che la "realtà" è drammatica,ma pensate sia impossibile migliorarla?
Grazie Roberta mi hai dato la possibilità di intervenire su un argomento che non riuscivo ad affrontare ...Avete visto ? Ho avuto l'imput e ho "colto l'attimo"

   Roberta85 | 05/09/08 17.12
Per cosa ci vuole coraggio? A voler ammettere quanto ha inciso sul nostro modo di pensare e ragionare questo libro e tutte le versioni a cui hanno fatto seguito? Si, perchè Gomorra segna, e segna nel profondo come segna e rimane indelebile lo sguardo di Roberto Saviano sul retro della copertina. Uno sguardo vissuto, che pochi ragazzi della sua età e per poco nostro coetaneo, hanno,uno sguardo che ti racconta molte cose e che riassume quanta verità e quanta drammaticità ha avuto il coraggio di raccontare. Il libro l'ho letto nell'autunno del 2006 dopo che un mio amico l'aveva letto durante un viaggio estivo. Letto durante le corse in bus per raggiungere e lasciare l'università,mi ci sono voluti 2 mesi e più per completarlo un po' perchè il linguaggio di Saviano non mi risultava troppo scorrevole, un po' perchè non volevo tralasciare o prendere con superficialità nemmeno una frase. E mi è rimasto dentro, mi ha travolto, soprattutto l'ultimo capitolo e posso dire che grazie a questa lettura sono diventata più consapevole. Il film non l'ho visto, ma bellissima è stata la rappresentazione teatrale dello scorso anno a Salerno a cura del Mercadante di Napoli. Un'unica scenografia di cantiere, poche immagini, ma scelte e decise. In una parola perfetto. Per il quale consiglio la visione se avete l'occasione.
Per concludere rilascio una parte del libro che mi colpì durante la lettura, sottolineata e conservata:

La parola...
Tratto da "Gomorra" di Roberto Saviano.

"Io so e ho le prove.Io so come hanno origine le economie e dove prendono l'odore.L'odore dell'affermazione e della vittoria.Io so cosa trasuda il profitto.

Io so.

E la verità della parola non fa prigionieri perchè tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie.Osserva,soppesa,guarda,ascolta. Sa.Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove.(...)Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra.Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesi di montagna.Le prove sono inconfutabili perchè parziali,riprese con le iridi,raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni.

Io vedo,trasento,guardo,parlo, e così testimonio,brutta parola che ancora può valere quando sussurra:<> all'orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere.La verità è parziale,in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica.Io so e ho le prove.E quindi racconto.Di queste verità."

Bellissima.Credo che non ha bisogno di essere commentata...
Saluti.

   gidìeffe | 17/07/08 8.47
Dopo un mese esatto dal mio APPELLO abbiamo trovato un impavido che ha avuto il coraggio e la voglia di proseguire nel ragionamento avviato su Gomorra/Camorra...
... su Greenopoli dovete sapere che siamo molto perseveranti e la pazienza non ci manca... sappiamo aspettare che i frutti maturano!

   sniPlas | 16/07/08 22.40
Magnifico e allo stesso tempo terrificante, credo che siano queste le due parole che descrivano meglio un film come Gomorra. Magnifico perchè magistralmente diretto da un Matteo Garrone che è riuscito nell'impresa di raccontare in modo mai banale un tema spinoso ed attualissimo in Campania. Magnifico perchè a raccontarci la camorra sono stati gli stessi ragazzi che la camorra la vivono sulla loro pelle giorno per giorno. Magnifico perchè era giusto dare un seguito ed un tributo alle parole di chi ha avuto il coraggio di "rovinarsi" la vita a soli 28 anni come Saviano. Ora credo vogliate sapere perchè terribile.....perchè terribilmente VERO, specchio fedele di una realtà che tutti nostro malgrado ci troviamo a vivere nella nostra quotidianità ma che in pochi hanno il coraggio di guardare in faccia...onore e merito a chi almeno per una volta è riuscito ad alzare la testa e a guardare in faccia la terribile realtà che ci circonda

   gidìeffe | 16/06/08 23.24
E che vogliamo darla vinta al Viaggiatore: su forza fatevi avanti e vincete la vostra timida riservatezza...

   Sabino | 10/06/08 9.24
... come mai?
Caro prof forse perchè è facile degenerare in qualunquismo?

   gidìeffe | 09/06/08 15.43
Come mai ci sono pochi commenti su un argomento così tanto di battutto al di fuori di Greenopoli?

   gidìeffe | 06/06/08 15.17
Che differenza c'e tra la realtà e la sua rappresentazione? CHe differenza c'è tra la Camorra e Gomorra?


www.repubblica.it

La storia dei traffici illeciti dal Nord al Sud è documentata dagli atti delle Commissioni e fu denunciata nel 1995 da manager e parlamentari
"Bolle false e finti trattamenti così camuffiamo i veleni"
Parla un broker della monnezza: questa truffa è nota a tutti

di CARLO BONINI


Ci sono ancora tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli
ROMA - "Il presidente della Repubblica ha ragione. La Campania è stata per molti anni la pattumiera del nord. E dico anche, mi scuseranno i napoletani, che come questo sia stato possibile è ormai il segreto di Pulcinella". L'uomo ha l'accento marcato delle valli lombarde. Ha meno di 40 anni e da più di 15 sposta e spinge rifiuti da un estremo all'altro del Paese. Chiede l'anonimato, perché qualche problema di giustizia lo ha già avuto e non intende averne altri. Perché di "monnezza", pericolosa o innocua che sia, speciale o meno che sia, ci campa.

Gli imprenditori come lui li chiamano "broker". Intermediano tra il rifiuto che caricano e la discarica in cui lo sversano. Al committente, pubblico o privato, offrono un servizio chiavi in mano: trasporto, conferimento e smaltimento. Formalmente, "clean", pulito, proprio come vuole la battuta di Toni Servillo nel film "Gomorra". Ma che lo sia davvero, "clean", questo dipende solo da loro. Perché l'industriale che firma per lo smaltimento di fanghi, vernici, acidi o altri residui di lavorazioni tossiche non vuole e non deve sapere che fine quei rifiuti faranno. Perché non vuole e non deve portarne la responsabilità per eventuali danni alle persone e all'ambiente. Dal sistema ci guadagnano o quantomeno ci hanno guadagnato tutti i protagonisti del ciclo. L'imprenditore che dimezza il costo di smaltimento. Il broker che ricarica sui costi fino al cinquanta per cento. La discarica non autorizzata che interra i veleni.

Di aziende di "intermediazione rifiuti" in Italia ce ne sono almeno un migliaio. "Di fatto - spiega il nostro broker lombardo - parliamo sempre delle stesse cinquanta persone cui quelle società, in un modo o in un altro, fanno capo". La storia dei traffici illeciti di rifiuti nord-sud documentata dagli atti parlamentari delle diverse commissioni di inchiesta è quella di indagini a loro modo esemplari come "Re Mida" o "Eldorado". E' quella che, a partire dal 1995, denunciarono con forza e nel completo disinteresse parlamentari come Massimo Scalia (presidente della prima commissione di inchiesta sui rifiuti) e quindi manager coraggiosi come Roberto Cetera e Lorenzo Miracle di "Ecolog" (la società del gruppo Fs che in sette anni di emergenza ha smaltito circa due milioni di tonnellate di rifiuti in Germania), oggi costretti agli arresti domiciliari dall'accusa della procura di Napoli di aver commesso ciò contro cui hanno pubblicamente combattuto in solitudine per anni (traffico illecito di rifiuti), a cominciare dalla denuncia del ruolo opaco dei centri di stoccaggio e trasformazione umbri, per finire alle società di trasporti campane.

Il broker lombardo sorride. "Il Sistema del traffico illecito dei rifiuti ha sempre camminato su due gambe. Il trasporto su gomma e l'intermediazione fasulla dei centri di stoccaggio e trasformazione. Da questo punto di vista, ovviamente i treni per la Germania sono sempre stati visti come fumo negli occhi. Detto questo, il Sistema non ha funzionato sempre nello stesso modo. E' andato affinandosi con il tempo. Cambiavano le leggi in senso restrittivo, si trovavano nuovi mezzi per aggirarle".

In principio - correvano i primi anni '90 - fu davvero "l'età dell'oro". Nessun controllo, libera circolazione dei mezzi lungo l'Autosole. "Per un chilo di rifiuti tossici, l'industriale del nord arrivava a pagare anche 600 lire. Il costo effettivo per lo smaltimento nelle discariche campane era tra le 20 e le 30 lire. L'utile, dunque, di circa il 90 per cento". A Pianura finirono i fanghi venefici dell'Acna di Cengio e Dio solo sa cos'altro, se è vero come è vero, racconta l'uomo, che "in una discarica di Giugliano venivano interrati direttamente i cassoni dei camion che arrivavano dalla Lombardia, dal Veneto, dal Piemonte".

Poi venne approvato il decreto Ronchi, cominciò l'emergenza campana e le cose, almeno apparentemente, si complicarono. Ai rifiuti (quale che ne fosse la natura) venne attribuito un codice di identificazione che avrebbe dovuto consentire di tracciarne il percorso dalla sorgente alla foce. Per impedire ai committenti di dichiarare in partenza rifiuti diversi da quelli che venivano caricati e alla discarica di accettare monnezza per la quale non era autorizzata allo smaltimento.

Il Sistema si adeguò. "I trucchi erano e restano a tutt'oggi due. Il primo si chiama "girobolla". Il secondo, che ne è una variante, è lo "scarico di conferimento"".
Il girobolla funziona come il gioco delle tre carte. "Il rifiuto pericoloso esce dalla fabbrica del nord con un codice e una destinazione finale. Diciamo in Campania. Lungo la strada si ferma almeno due o tre volte in altrettanti impianti di stoccaggio e trasformazione, che sono per lo più concentrati tra Toscana e Umbria. In questi centri, al trasportatore viene consegnata una nuova bolla di accompagnamento che non è più quella originaria, ma un documento di trasporto che certifica, in modo falso, che il carico di rifiuti è stato trattato e trasformato in innocuo materiale di recupero. In realtà, l'immondizia non è mai scesa dal camion. Ma quando arriva in discarica può essere accolta perché risulta essere altro da ciò che è".

L'industriale a monte è libero da ogni sospetto o seccatura perché avrà da mostrare un documento che attesta il trattamento intermedio di quei rifiuti e per la stessa ragione lo saranno il broker e la discarica che quei rifiuti ha interrato. Lo "scarico di conferimento" è ancora più semplice. Nel centro di stoccaggio e trasformazione il carico di rifiuti cambia di mano. "Il camion che ha fatto la prima tratta se ne torna indietro e la responsabilità dello smaltimento diventa del centro di stoccaggio. A questo punto arrivano i camion dal sud. Caricano e sversano dove solo loro sanno. In Campania o anche in regioni limitrofe".

Il finto declassamento dei rifiuti o il loro passaggio di mano rendono di fatto irrintracciabile la reale origine del carico e la sua effettiva destinazione. Fanno da diga tra chi i veleni li produce e chi li interra. Dice l'uomo: "Faccio un esempio per far capire come andassero le cose ancora nel 2003. Milano era in piena emergenza e l'Amsa conferiva i suoi rifiuti solidi urbani, dunque non nocivi, in Campania, dove però era scoppiata a sua volta l'emergenza. A Napoli, l'allora commissario straordinario vietò l'importazione di rifiuti da altre regioni, ma con il meccanismo del conferimento dei rifiuti a centri di stoccaggio intermedi i rifiuti milanesi continuarono ad affluire nella discarica di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta".

Tutti sapevano. Tutti sanno. Compresi, evidentemente, chi i carichi velenosi li trasporta. "Loro sono davvero le ultime ruote del carro. Lo fanno per mangiare. I camion fanno una prima tratta da sud a nord trasportando merci regolari e per non tornare indietro vuoti caricano immondizia. Quale che sia". Del resto, i controlli lungo il tragitto pare non spaventino proprio nessuno. "Un conto è essere bloccati dalla Forestale o dai carabinieri del Nucleo di tutela ambientale. Ma questo succede soltanto quando si è finiti in un'indagine, magari si è stati intercettati e si sa quale è il camion da fermare. Un altro conto è essere controllati dalla polizia stradale. Il camion viaggia chiuso e se i pesi sono rispettati e le bolle di accompagnamento sono a posto, nessuno andrà ad aprire i cassoni per vedere se davvero ciò che c'è dentro è o meno materiale nocivo. E il gioco è fatto".

(6 giugno 2008)

   Mimmone | 05/06/08 17.13
Anche io ho letto il libro quando e uscito, veramente l'ho rubato a mio padre che lo aveva comprato, e l'ho letto in due giorni, non essendo appassionato a questo tipo di libri. Vi dico una cosa il libro rispecchia la realtà in tutte le sue parole, come ad esempio Via Marina a Napoli, difronte al porto, che ora e un vero e proprio deposito. Il film sono andato a vederlo qui a Torino, sapendo che era tutto in dialetto, parlado con Lina la mia ragazza, pensavamo che eravamo solo io e lei a vederlo, invece in un attimo si e riempita la sala e qualcuno mi ha chiesto anche delle delucidazioni. Il mio modesto piacere e che il film riprende i contenuti più forti del libro, e all' inizio non mi piceva ma pian piano, il mio giudizio e cambiato in modo positivo, per dirla tutta e piaciuto più del libro, perchè il film arriva in tutte le case italiane e il problema Camorra,non deve essere solo campano ma nazionale.
In poche parole sono stato contento anche delle parole del Presidente Napolitano, sulla questione rifiuti, dicendo che i rifiuti tossici del nord stanno tutti in Campania.Con questo chiudo. Un saluto a tutti.
P.S. Voi non sapete come ci trattano sulla questione rifiuti qui a Torino, quello che dicono i media e poco.

   gidìeffe | 03/06/08 15.40
Il libro l’ho comprato appena uscito. L’ho letto in modo strano. Ho iniziato col primo capitolo. Poi sono saltato all’ultimo. Ho ripreso con il secondo capitolo e ho proseguito in maniera casuale. Adesso lo uso come un manuale. Ogni tanto, infatti, vado a rileggere e ad approfondire alcuni passaggi. Una cosa che mi ha subito impressionato di Roberto Saviano è la sua grande saggezza. Emblematica in tal senso è l’intervista che rilasciò in televisione a Enzo Biagi. Il coraggio, poi, certo non gli manca. Il mio giudizio sul libro? Assolutamente positivo.
Il film l’ho visto un paio di settimane fa. Appena finita la proiezione, mi sono alzato e ho esclamato: “Non mi è piaciuto per nulla!”. La stessa cosa hanno detto le altre persone che erano con me. Per il resto della serata sono rimasto silenzioso a rimuginare sul film, sulle storie, sui personaggi. Mi chiedevo: “Perché il film non mi è piaciuto?”. E come poteva piacermi, visto che rappresenta in maniera così realistica il mondo della Camorra? Non mi è piaciuto, perché a chiunque con un minimo di sale nella zucca non può piacere il mondo di Gomorra. Dal giorno seguente è iniziata a maturare in me una più attenta riflessione sul film e il giudizio è iniziato a spostarsi dal negativo sempre più verso il positivo. Oggi posso dire che il mio giudizio finale sul film è positivo, perché lo vedo dalla giusta distanza. A caldo la sensazione era stata forte, anzi fortissima… ho vissuto la proiezione sempre in tensione in quanto da un momento all’altro poteva accadere qualcosa: così anche nella realtà della Camorra? Credo proprio di si…
Una delle cose che mi ha colpito di più è l’ineluttabilità che contraddistingue i dialoghi tra i bambini del film: appartengono a quel mondo, vi apparterranno per sempre e questo potrebbe portarli anche ad ammazzarsi l'un l'altro... per ora mi fermo quà sperando nel contributo di qualche altro coraggioso con il quale rilanciare il ragionamento...

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