La vita e... la dignità personale e sociale

22 Gennaio 2009 | Categoria: ragionamenti

Eluana Englaro

In queso "Ragionamento" vorremmo discutere liberamente su cosa sia la vita e la morte, la salute e la malattia, la dignità personale e quella sociale.

Sono temi forti, ma vanno comunque affrontati con grande rispetto per le idee e le convinzioni di tutti, ma senza il timore di non poterne parlare.

Buon ragionamento e Buona Vita a tutti.

Salvatore Crisafulli

Clicca sull'immagine per andare al sito di

Salvatore Crisafulli

Sfogo di Salvatore Contro L'eutanasia

tratto da: http://salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it

Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita cerco anch'io di dare un piccolo contributo al dibattito sull'eutanasia. Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere. Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio. Ringrazio chi, anche durante la mia "vita vegetale", mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre. Ma cos'è l'eutanasia, questa morte brutta, terribile, cattiva e innaturale mascherata di bontà e imbellettata col cerone di una falsa bellezza? Dove sarebbe finita l'umana solidarietà se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d'occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava più dignità? E invece tu, caro Pietro, sfidavi la scienza e la statistica dei grandi numeri e ti svenavi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. E urlavi in TV minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d'abbandono. E mi sussurravi con dolcezza di mamma la ninna-nanna di "Caro fratello mio", per me composta, suonata, cantata e implorata come straziante inno d'amore, ma non d'addio. Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d'ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico, da avvizzita foglia d'insalata? Ebbene, Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch'io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi né a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anziché suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi "esperti" di qualità della vita, ma era l'unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio più autentico inno all'esistenza avuta in dono da te e da lui. Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza. Credetemi, la vita è degna d'essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato. Intorno a me, sul mio personale monte Calvario, è sempre riunita la mia piccola chiesa domestica. Mamma Angela, Marcello, Pietro, Santa, Francesca, Rita, Mariarita, Angela, Antonio, Rosalba, Jonathan, Agatino, Domenico, Marcellino, si trasfigurano ai miei occhi sbarrati nella Madonna, nella Maddalena, nella Veronica, in san Giovanni, nel Cireneo. Mi bastano loro per sentirmi sicuro che nessun centurione pagano oserà mai darmi la cicuta e la morte.

Salvatore Crisafulli

 

 

 

Antonella ColangeloGiovanni De Feo

Antocol e Gidìeffe
Commenti Pagina

   Lina | 21/03/09 15.27
Voglio condividere con voi la notizia....

La vita di mia nonna
trascorsa su un letto
di GRETA ROSSANIGO (Greta frequenta la scuola Media)( Riflessioni su Eluana.I giovani scrivono....)

Era metà marzo dell'anno scorso, ero appena tornata da una gita scolastica e mi chiedevo come mai la mia nonna paterna non fosse venuta a salutarmi. Poi seppi che era in coma in ospedale dopo un intervento alla testa necessario perché le era scoppiata una vena. Nei primi mesi del coma, la nonna non batteva ciglio, era sempre sdraiata sul suo lettino con la flebo attaccata al braccio. Tutta la famiglia andava e va ancora a farle visita: le si raccontano i fatti avvenuti, si guarda assieme Beautiful, il suo programma tv preferito, le si dice quanto ci manca.
A causa di questa terribile e difficile situazione, sono nati alcuni conflitti tra i miei parenti e mio nonno nel cercare le scelte migliori per la mia Anto, come la chiamavo sempre. Si litiga, si cerca di capire cosa è meglio fare: quando si deve andare a trovare la nonna, quali vestiti comprarle ed è ormai da un anno che si continua a discutere.
Negli ultimi mesi Anto ha fatto alcuni piccoli grandi progressi: ha iniziato ad aprire gli occhi, a muovere la bocca e riesce anche a sorridere. Purtroppo non ci sono stati altri nuovi progressi, ma io sono contenta di questi piccoli passi che spero porteranno di nuovo in vita la mia nonna. Anto ha cambiato diverse cliniche e mio padre e mio nonno vanno a farle visita ogni settimana: le portano dei vestiti puliti, mio padre le fa vedere dei filmati che io registro in cui racconto che cosa mi succede. Mio nonno invece le canta delle canzoncine.
A volte penso a quando lei mi raccontava delle sue esperienze giovanili, dell'amore, della scuola, del suo tempo libero. L'ascoltavo molto e con grande interesse. Adorava mostrarmi le foto dei suoi genitori e del suo matrimonio. Ricordo anche quando più volte al giorno ci chiamava a casa per salutarci e discutere di alcuni problemi con mio padre. Quanto vorrei che mi dicesse ancora:“Ciao Greta, tesoro mio, come stai?”.
La situazione di mia nonna la affronto con coraggio e con forza, nei primi mesi piangevo spesso, ora stento solo a ricordare i tempi in cui stavamo assieme e condivido con i miei amici il dolore che sento dentro di me. Reagisco con tranquillità e fermezza; dico molto spesso tra me e me che ce la potrà fare.
Adesso, Anto sarà sdraiata sul letto e dormirà tranquillamente, ma io non voglio che il coma diventi permanente. Le vorrei fare un video in cui dico quanto le voglio bene, ma non so se lo sentirebbe. L'ultima frase che mi disse al telefono, prima di partire per la gita scolastica, era “Abbi cura di te”. Ora, con tutto il cuore, le rivolgo le stesse, vere ed indimenticabili parole. Ormai io non posso fare nient'altro per lei, posso solo affidarla nelle mani di Dio. Nonna, mi manchi tanto.


   lina | 20/03/09 11.53
Mi è stato chiesto di passar voce....

SAN VITALIANO, SOLIDARIETÀ PER IL PICCOLO ARMANDO Cronaca Data: 15/03/2009
L’intera cittadina unita in una gara di solidarietà per salvare la vita al piccolo Armando Guerriero.
Armando Guerriero, piccolo cittadino di San Vitaliano di appena tre anni , è affetto da una grave forma di leucemia. I medici che lo hanno in cura sono stati chiari: l’ unica possibilità di salvezza per Armando è un trapianto del midollo osseo da fare nel più breve tempo possibile.
Ma si sa, le liste d’attesa sono sempre troppo lunghe e per il piccolo Armando e per la sua famiglia si prospetta una terribile ed angosciante lotta contro il tempo. Da qui l’impegno dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Falcone, che ha lanciato un appello a tutti i concittadini affinchè qualche donatore compatibile si faccia avanti. In qualità di medici sia il sindaco, il dottore Falcone, sia il vicesindaco, il dottore Raimo, hanno promosso una vera e propria campagna di sensibilizzazione e di informazione per i probabili donatori.
Onde sfatare ogni dubbio ed ogni preoccupazione riguardo ai rischi per chi fosse intenzionato a sottoporsi agli esami necessari, i due medici sono disponibili ad ogni tipo di spiegazione. Insieme a quella civile, associativa e religiosa, la San Vitaliano istituzionale fa sapere che non lascerà che i Guerriero affrontino da soli questo dramma. Armando è circondato dall’ amore infinito di tutti i suoi cari, ma non sa che fuori c’è e ci sarà un’altra grande famiglia a sostenerlo. È la grande famiglia della disponibilità e della solidarietà.



   antonella | 25/02/09 22.28
Eluana non ti abbiamo dimenticata.... la preghiera è una forza che non si vede ma che vince sempre!

   raperonzola93 | 12/02/09 17.27
è vero...un altro angelo è lì sù e ci guarda dall'alto...
proteggi tutte le persone che hanno la speranza ...la stessa speranza che avevi tu per vivere e ke persone che stavano "bene in salute" hanno deciso il tuo destino..
per dar un altro segno,che la vita è il Gioiello + prezioso che abbiamo e che nessuno può torglierci!
so cosa significa avere un qualk1 che nn stà bene in famiglia...ma cmnq i familiari nn hanno mai preso decisioni Crudeli come questa!
è il segno ke nn siamo un popolo democratico...parliamo tanto di aiutare il prossimo,essere + buoni,non compiere malefatte..e intanto?ci accadono sotto gli occhi?no grazie! io reagisco..e reagisco col dire che qui si devono prendere provvedimenti seri...al livello politico!
---->LA VITA è1! E VA VISSUTA FINO ALL'ULTIMO!

   antonella | 10/02/09 22.15
Eluana, tu sei nelle braccia del Padre, ma, circa 950 persone sono nella tua situazione.....Diventa il loro "Angelo Custode".

   Gerry | 10/02/09 21.21
Sei partita in punta di piedi,
come ormai vivevi da anni,
mentre intorno c'era tanto clamore.
Eri stanca di urlare in silenzio,
troppo stanca di non essere udita..
Poi hai visto il mutare di scena..
Prima, amore alla vita e per te,
tenerezze di madri mai mamme;
poi, il gelo di mani,..non cuore,
protocollo attuativo di morte...
E così, come bimba spaurita,
hai cercato tra le braccia del Padre
il conforto che qui ti è mancato.
Sei uscita di scena, improvvisa,
e hai privato del macabro "gusto"
chi voleva portarti alla morte.
Li hai battuti sul tempo..ed hai vinto,
a dispetto di un corpo ormai inerte
e in assenza di ogni riflesso..!
Va in pace, ora, giovane donna,
immolata sull'altare pagano
di una dea, la "Scienza presunta".
Va in pace..Quel corpo che lasci
lo riavrai più sano e vitale..:
lo ha promesso il Dio della vita
che per primo ha vinto la morte!

   Caterina | 10/02/09 14.16
sono pienamente d'accordo con voi...trovo assurdo che la legge che dovrebbe tutelare la vita dell'uomo stabilisca che sia lecito far morire qualcuno di fame e di sete...in questo momento penso che mentre intorno a lei si discuteva, si dibatteva, ci si schierava e si alzava un polverone, Eluana è morta da sola..nessuno era con lei, non il padre..neppure un infermiere...
Si è discusso tanto della sua situazione...della sua malattia..di cosa fosse giusto o no, etico o no...ma nessuno ha pensato a lei,al suo dolore, alla sua vita..è questo ciò che mi rattrista di più ora e non posso far altro che pregare perchè ora, tra le braccia di un vero Padre non si senta più abbandonata!

   Gaetano | 10/02/09 13.27
Prendersela con i giudici fino ad un certo punto, perchè applicano la legge. Legge fatta da un governo che per parare il sedere a qualche suo membro adesso a lasciato a piede libero un bel po' di delinquenti. Su chi decide la vita o la morte, su chi dice che "hanno ammazzato Eluana", su chi, compreso il padre, ha fatto diventare un caso eclatante, pubblicitario, mediatico e speculativo (a sua insaputa forse) la malattia, il disagio e l'esistenza di una figlia ho solo da dire che mi fanno quasi ribrezzo, amarezza allo stato puro. Dio ti ha dato la vita, ed è solo lui che decide quando ed in che modo toglierla. Ostentare il dolore, il disagio e quanto altro mi fa schifo. Se hai un problema devi risolverlo con le tue forze e chiedere aiuto a chi ti è vicino, non crearti un mondo di ipocriti e saccenti, pronti a farti diventare un "caso umano e pietoso", intorno. Non esiste. TUTTO QUESTO GOSSIP su una persona che forse nemmeno voleva essere al centro di tutto questo.

   gidìeffe | 10/02/09 13.21
Sottoscrivo la dichiarazione di Andrea.

   Andrea | 10/02/09 13.12
Mi permetto di sottolineare una cosa.
Forse sarò indelicato, o forse semplicemente dico ciò che penso. Anche in un momento doloroso come questo.
Mi sono sinceramente interrogato su quanto accaduto: un governo che in pochi giorni ha cercato di sopperire a un vuoto legislativo.
Sapete, ieri mi sentivo inc***ato nero: sono anni che si parla di temi etici come il testamento biologico, l'eutanasia etc. e sono anni che i nostri politici non hanno fatto NULLA, se non pensare a come devono essere eletti o a come quando quanto finanziare i partiti di cui loro occupano le poltrone.
Sono 17 anni che un padre diceva di voler andare fino in fondo e nessun politico ha mai portato in parlamento un dibattito SERIO su quanto era di dominio pubblico.
Poi, improvvisamente, una sentenza ha dato via libera a un'interruzione di nutrimento, ha sopperito a un vuoto nella nostra giurisprudenza e..che succede? Tutto a un tratto si deve fare un decreto, in pchi giorni, per pararsi...
Eh, NO, signori miei!
MI dispiace dirlo, ma non è così che si fa!
Ieri sera in Senato i toni erano molto alti, e c'è stato anche chi ha detto che Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata. Se è così allora bisogna arrestare un giudice come mandante e un medico come esecutore. Ma poichè questa cosa non accadrà,perchè il tutto si è svolto nella legalità, allora i nostri politici dovrebbero (anzi, DEVONO!) tapparsi un pò la bocca e non sguazzare nel dolore e nella drammaticità di eventi come questo.
Ho capito che ci sono le Europee alle porte, però...e che diamine!
Pensassero alle cose serie!

   gidìeffe | 09/02/09 21.55
In questo momento non riesco a fare nessun ragionamento... provo solo una grande tristezza... un grande senso di vuoto... mi sento piccolo piccolo... e per questo chino il capo alla Volontà del Signore...

   antonella | 09/02/09 21.45
x Andrea
Spesso chi parla tanto di chiesa è proprio colui che non la conosce, perchè se la conoscesse ne avrebbe almeno un'idea, la Chiesa si vive.

   antonella | 09/02/09 21.38
Io credo che il tuo dubbio sia una certezza, bisognava fare in fretta... e se proprio "bisognava" almeno non ha sofferto come la tenera TerrY

   lina | 09/02/09 20.52
Sì ora sei in Paradiso e se puoi consola il tuo papà.
Ho un dubbio ,ma non voglio scatenare altre polemiche.
Sarai morta veramente di fame e di sete?
Mi sento proprio tanto,tanto male.
ciao
un bacio

   antonella | 09/02/09 20.49
Un angelo ha preso il volo, una stella in più illunima il cielo buio che ci avvolge

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