STATO DI "AGITAZIONE" DELL'UNIVERSITA' ITALIANA

16 Ottobre 2008 | Categoria: ragionamenti

Di seguito si riportano (in versione integrale) i documenti del Coordinamento dell'Università di Salerno relativi ai recenti provvedimenti governativi sull'Università.

Siete caldamenti invitati a leggere e a valutare con attenzione il contenuto dei documenti che seguono, valutando le ripercussioni "pratiche" della "riforma" in atto.

L'obiettivo dello stato di agitazione non è quello di portare avanti una difesa univoca dell'Università italiana, ma di difendere i diritti e pretendere il rispetto dei doveri di tutte le parti interessate: gli studenti (e le loro famiglie), i ricercatori, i docenti e il personale tecnico-amministrativo

 

Assemblea di tutte le componenti universitarie e Consigli di Facoltà monotematici

29 ottobre 2008 - ore 10.00

Università degli Studi di Salerno - Aula delle Lauree di Ingegneria

 

30 ottobre 2008

Diretta nazionale delle webradio universitarie italiane

Domani 29 ottobre 2008, alle ore 10.00, presso l'aula delle Lauree di Ingegneria si svolgerà l'assemblea di tutte le componenti universitarie di Salerno.

L'iniziativa si inserisce nel solco di una netta contrarietà alla legge 133 e alle disposizioni riguardanti l'università che, in questi giorni, stanno caratterizzando il mondo universitario. Diversi i temi che saranno affrontati e discussi: lo smantellamento dell'università, la via della trasformazione in fondazioni, il blocco del turnover al 20% previsto per docenti (quindi anche ricercatori) e lavoratori, il taglio di 1 miliardo e 441 milioni di euro per i prossimi 5 anni al fondo di finanziamento ordinario.

All'incontro, organizzato dagli studenti, parteciperanno il magnifico Rettore, prof. Raimondo Pasquino, i presidi di Facoltà, studenti docenti e personale tecnico amministrativo.

Sempre domani, accogliendo una specifica richiesta dell'assemblea dei ricercatori, tutte le Facoltà terranno Consigli di Facoltà monotematici sulla Legge 133.

Unis@und, la webradio dell'Università di Salerno, seguirà con una diretta non stop tutta l'assemblea.

Diretta nazionale delle webradio universitarie italiane

Il 30 ottobre, invece, tutte le webradio universitarie saranno collegate in network: dalle ore 9.30 alle ore 10.30 la conduzione sarà affidata alla radio dell'Università di Catania, Radio Zammù, che trasmette su Internet e da maggio 2007 anche su frequenza FM (101,00) su Catania e provincia. A seguire e fino alle ore 12.00 sarà Unis@und a coordinare le trasmissioni nazionali.

15 ottobre 2008

DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA GENERALE DI ATENEO DELL'UNIVERSITA' DI SALERNO DEL 15/10/2008

L'Assemblea Generale dell'Ateneo di Salerno, riunitasi il 15 ottobre 2008 per discutere dei recenti provvedimenti governativi sull'Università:

1. condivide le gravi preoccupazioni espresse nel documento del Coordinamento dei Ricercatori e esprime con forza la sua ferma opposizione alla Legge 133/2008, in particolare ai seguenti provvedimenti che riguardano l'Università e la ricerca:
- la drastica limitazione del turnover del personale docente e tecnico-amministrativo per gli anni 2009-2011;
- i tagli consistenti al Fondo di Finanziamento Ordinario dell'Università, pari a circa 1,5 miliardi di euro in cinque anni;
- l'eventualità della trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni di diritto privato;
- il differimento per 12 mesi, con effetto dal 1° gennaio 2009, degli scatti stipendiali biennali di anzianità dei docenti e dei ricercatori e la diminuzione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa per il personale non docente;

2. rileva che la legge determinerà una profonda alterazione dei connotati pubblici del sistema universitario italiano e una drastica riduzione delle attività didattiche, di ricerca e dei servizi amministrativi, in conseguenza della diminuzione delle risorse disponibili e dell'indiscriminata e pesante limitazione del turnover;

3. delibera lo stato di agitazione permanente nell'Ateneo per esigere che la prossima Legge Finanziaria introduca misure di correzione degli effetti negativi della Legge 133/2008;

4. invita tutti i docenti, ricercatori, il personale, dottorandi, assegnisti, borsisti e studenti a firmare il documento del Coordinamento dei Ricercatori contro la Legge 133/2008 e ad aderire al Coordinamento dell'Università di Salerno;

5. chiede ai docenti di dedicare la prossima lezione di ogni corso alla discussione della legge 133/2008;

6. propone una azione di protesta coordinata di tutte le associazioni studentesche, dei docenti e di tutto il personale attraverso un sit-in dal 20 ottobre 2008 in avanti in Piazza del Sapere, volto a mobilitare l'intera comunità universitaria e ad informarla sui recenti provvedimenti governativi;

7. chiede al Rettore e al Senato Accademico di assumere iniziative concrete contro i provvedimenti del governo e, in segno di protesta, di non inaugurare il nuovo anno accademico;

8. invita il personale universitario ad aderire agli scioperi nazionali proclamati dalle organizzazioni sindacali e di categoria e a partecipare alla manifestazione nazionale per l'Università prevista per il 14 novembre a Roma;

9. chiede alle Facoltà e alle Aree Didattiche dell'Università di Salerno di interrompere tutte le attività didattiche, in segno di protesta, nella settimana dal 10 al 14 novembre, per consentire lo svolgimento di iniziative di discussione e sensibilizzazione sulla Legge 133/2008;

10. chiede la convocazione di tutti i Consigli di Facoltà, in contemporanea, in una giornata della settimana di mobilitazione con un solo punto all'ordine del giorno: discussione sulla Legge 133/2008;

11. chiede ai docenti ed ai ricercatori di ritirare la propria disponibilità a ricoprire gli incarichi didattici non obbligatori e li invita a consegnare le lettere di rinuncia al Coordinamento, che le trasmetterà alle singole Facoltà;

12. sostiene pienamente la mobilitazione in corso nelle altre università in Italia;

13. propone a tutti gli Atenei campani di costituire un Coordinamento regionale contro la Legge 133/2008;

14. chiede a tutti gli studenti, alle loro famiglie e al personale dell'Università di Salerno di sostenere le iniziative di protesta dei docenti e dei ricercatori in opposizione ai provvedimenti contenuti nella legge 133/2008.

 

18 Settembre 2008

Documento del Coordinamento dei Ricercatori dell'Università di Salerno contro la Legge 133/2008

L'assemblea dei ricercatori, convocata il 18 settembre 2008 per discutere dei recenti provvedimenti governativi sull'Università, esprime la più profonda preoccupazione e la più ferma contrarietà alla Legge 133/2008 e in particolare ai seguenti provvedimenti:

  1. la drastica limitazione del turnover del personale docente e tecnico-amministrativo per gli anni 2009-2011;
  2. i tagli consistenti al Fondo di Finanziamento Ordinario dell'Università, pari a più di 500 milioni di euro per il prossimo triennio;
  3. l'eventualità della trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni, con il trasferimento ad esse del patrimonio già in uso ai diversi atenei e con gravi ripercussioni sulle scelte di indirizzo di didattica e ricerca e sul trattamento economico e sullo stato giuridico del personale;
  4. il differimento, per 12 mesi, con effetto dal 1° gennaio 2009, degli scatti stipendiali biennali di anzianità dei docenti e dei ricercatori e la diminuzione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa per il personale non docente.

Questi provvedimenti potrebbero determinare un aumento consistente delle tasse di iscrizione per gli studenti e compromettere il funzionamento dei nuovi ordinamenti didattici (ai sensi del D.M. 270/2004). Inoltre, avrebbero gravi conseguenze sulle attività di ricerca, sul ricambio del personale nonché sulla possibilità per studenti di diversa provenienza geografica e sociale di accedere ad una formazione universitaria di qualità.
Queste misure prefigurano un progressivo disimpegno dello Stato nei confronti dell'Università pubblica, con effetti devastanti sul ruolo e sul profilo delle università italiane a livello nazionale ed internazionale.

Per tali ragioni i ricercatori dell'Ateneo salernitano:

  • chiedono al Governo l'immediata modifica di tutte le norme sull'Università contenute nella Legge 133/2008;
  • invitano tutti i docenti, i ricercatori (compresi gli assegnisti, i dottorandi e il personale a contratto) e il personale non docente dell'Università di Salerno a sottoscrivere questo documento, inviando una email all'indirizzo iniziativa.ricercatori@gmail.com e a partecipare attivamente alla mobilitazione contro la Legge 133/2008;
  • invitano tutti i docenti e i ricercatori dell'Ateneo a chiedere ai Dipartimenti, alle Aree didattiche e alle Facoltà di appartenenza di inserire nei prossimi Consigli uno specifico punto all'ordine del giorno al fine di adottare iniziative concrete contro i provvedimenti del Governo sull'Università;
  • invitano tutti i docenti, i ricercatori, gli studenti, le organizzazioni sindacali, le associazioni studentesche e tutti i lavoratori dell'Università di Salerno a partecipare attivamente all'organizzazione e allo svolgimento dell'Assemblea Generale di Ateneo, che si terrà il 15 ottobre 2008, per discutere dei contenuti e degli effetti della Legge 133/2008 e per adottare comuni ed efficaci iniziative di mobilitazione e protesta, compresa l'eventuale decisione di rifiutare i carichi didattici non espressamente previsti dalla legge.
Giovanni De Feo
Commenti Pagina

   lina | 25/07/09 14.38
Oggi 25 luglio 2009 più compatti che mai su questa nuova assurdità firmata "GELMINI".
Università di Salerno...università di Napoli...sveglia,sveglia....
Ragazzi dove siete.... come potete rimanere indifferenti .....RAGAZZI ...ALLA RISCOSSA(RISPETTO)

   Lina | 02/12/08 11.57
Vorrei poter fare qualcosa di concreto per tutti i giovani ,ma ci riesco poco...
Cari giovani avete seguito "domenica in" domenica?
(bello giocare con le parole)
Si è parlato di Università,dei pasticci accaduti in Sicilia...
I pasticci accadono ovunque e voi potete cambiare le regole,ma bisogna essere uniti.
Chi è preparato e sa di studiare ,ma "studiare bene"..non dovrebbe aver paura di far sentire la sua voce.....questo in tutte le Università...
Miglioriamo il diritto allo studio..
Urlare,urlare,urlare....Mi raccomando il "RISPETTO".

   gidìeffe e Mary | 29/11/08 20.04
Cara Lina,
sei semplicemente Mitica!!!

   Lina | 29/11/08 16.16
Ciao,
ho avuto modo di conoscere tramite mail e telefono l'attuale Rettore dell'università La Sapienza e confermo ciò che hanno dichiarato gli studenti.
E' una persona che pensa ad arrivare in alto per proprio tornaconto.Di problematiche universitarie e altro...
A più tardi il telefono....

   Sapienza, inaugurazione interrotta | 28/11/08 17.06
Sapienza, inaugurazione interrotta
Il rettore: «Hanno agito da fascisti»

   Il calo di consensi spinge Berlusconi a + miti consigli... | 02/11/08 17.31
La riforma doveva essere discussa in settimana ma dopo le proteste
Berlusconi preferisce rimandare. E Bossi rilancia: "Gli atenei vanno finanziati"
Università, stop del governo
"Prima calmiamo le acque"

   gidìeffe | 01/11/08 10.15
Venerdì prossimo (di pomeriggio) il movemento studentesco si porterà a Salerno per manifestare le sue opinioni. Contestualmente si terranno delle lezioni nelle strade e nelle piazze. Era ora che l'Università si aprisse all'esterno... non c'era mica bisogno di tutto questo per fare una cosa così semplice?

   sniPlas | 29/10/08 16.34
...PS: MI SCUSO CON I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO PER EVENTUALI ERRORI DI BATTITURA, MA HO MESSO NERO SU BIANCO I MIEI PENSIERI DI GETTO E TUTTO D'UN FIATO, COSI' COME PIACE FARE A ME DANDO LIBERO SFOGO A TUTTA LA MIA RABBIA E FRUSTRAZIONE

   sniPlas | 29/10/08 16.31
.....IL DECRETO GELMINI ORA E' LEGGE. "AUGURI" A TUTTI QUANTI NOI E GRAZIE A TUTTI COLORO I QUALI HANNO VOLUTO QUESTO SCEMPIO.
UN'UNIVERSITA' FORMATA DA PROFESSORI RIMASTI ORFANI DEI PROPRI ASSISTENTI, UN'UNIVERSITA' CHE DI FATTO RALLENTA ANCOR DI PIU' NELLA RICERCA, COME SE GIA' NON FOSSE INDIETRO ABBASTANZA, UN'UNIVERSITA' CHE SEMPRE PIU' SEMBRA ASSOMIGLIARE A QUALCOSA DI ELITARIO, DESTINATA A QUEI POCHI CHE ANCORA POSSONO E POTRANNO PERMETTERSELA, UN'UNIVERSITA' DOVE VERRA' DI FATTO NEGATO UNO DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UOMO, IL DIRITTO ALLO STUDIO, UN'UNIVERSITA' CHE SEMPRE PIU' SI DIFFERENZIA IN ATENEI DI SERIE A ED ATENEI DI SERIE B.
OGGI MI DOMANDO COSA C'ENTRI TUTTO QUESTO CON IL SAPERE E CON LA CONOSCENZA, E DOVE SIANO FINITO IL PIACERE SQUISITAMENTE SOCRATICO DI SEDERSI AD ASCOLTARE QUALCUNO PIU' DOTTO DI NOI COMODAMENTE SEDUTI SOTTO UN ALBERO ALL'ARIA APERTA PER IL SEMPLICE PER IL GUSTO DI IMPARARE, DI CONOSCERE, E DI CONDIVIDERE IL PROPRIO SAPERE.
OGGI GRAZIE A VOI STUDIARE E' UN DIRITTO DI POCHI, PROTESTARE UN DOVERE DI TUTTI..........CHE AMAREZZA

   NUOVO DOCUMENTO | 27/10/08 15.07
Per difendere e cambiare l'Universita'

PIATTAFORMA PROGRAMMATICA PER L'UNIVERSITA' ITALIANA

Proposta da

Associazione Docenti Universitari (ADU)
Associazione Dottorandi Italiani (ADI)
Associazione Nazionale Docenti Universitari (ANDU)
Associazione Professionale Universitaria (APU)
CISAL Universita'
CISL Universita'
Comitato Nazionale Universitario (CNU)
Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari (CNRU)
FLC CGIL
Rete Nazionale Ricercatori Precari (RNRP)
Sindacato Universitario Nazionale (SUN)
UIL P.A.-U.R. AFAM
Unione degli Universitari (UDU)

I recenti provvedimenti legislativi e quelli annunciati, se non abrogati e
bloccati, determineranno la definitiva scomparsa dell'Universita''
pubblica, mutandone radicalmente la natura, la missione, le finalita' e
l'assetto. Un'Universita' alla quale la nostra Costituzione assicura
autonomia e liberta' di ricerca e di insegnamento.
Le sottoscritte Organizzazioni ed Associazioni della docenza universitaria,
dei ricercatori precari, dei dottorandi e degli studenti nel respingere
fermamente le scelte di fondo che ispirano tali provvedimenti, intendono
riproporre a tutti gli interlocutori, a cominciare dal Governo, un quadro
di interventi alternativi che affrontino le criticita' evidenti del
sistema, valorizzino le risorse presenti, sollecitino la crescita della
qualita' della didattica e della ricerca, e consentano all'Universita'
italiana di svolgere quel ruolo sociale di promozione della cultura e
dell'innovazione di cui il Paese ha enorme bisogno.

I valori fondanti

Noi crediamo che qualsiasi intervento non possa prescindere dal rigoroso
rispetto di alcuni valori fondativi che rappresentano la parte migliore
della storia e dell'esperienza dell'Universita' italiana, valori che
desideriamo sinteticamente ricordare:
" la natura pubblica del sistema universitario. Il ruolo dello Stato come
erogatore e garante di un sistema di alta formazione e' indispensabile per
assicurare le condizioni affinche' l'Universita' resti, ed anzi divenga
sempre piu', elemento centrale del sistema di welfare. E' compito del
sistema pubblico garantire parita' di condizioni universali nell'accesso
all'Universita', assicurare la qualita' dell'offerta didattica, e per
questa via ripristinare una mobilita' sociale che appare ridotta,
presidiare la ricerca in tutti i campi, anche quelli che, pur dotati di
alto valore culturale e scientifico, non presentano possibilita' di
valorizzazione economica immediata, garantire la liberta' didattica e di
ricerca costituzionalmente sancita. Va inoltre assicurato il carattere
unitario del Sistema nazionale universitario, dotato di effettiva
autonomia, all'interno del quale deve essere garantita l'autonomia dei
singoli Atenei. Il ruolo del privato rappresenta un'utile integrazione,
uno stimolo ed una risorsa, che deve avere tuttavia carattere complementare
al mantenimento di un forte, prevalente sistema pubblico di Atenei. La
stessa idea di autonomia, che e' autonomia del sistema ed autonomia dei
singoli Atenei, si tiene nella misura in cui il riferimento concettuale e'
ad un sistema nazionale pubblico.
" il ruolo sociale del sistema universitario, ruolo che si estrinseca in un
rapporto trasparente tra la domanda sociale, il concreto funzionamento
degli Atenei e la loro capacita' di dare risposte sulla base di un
misurabile rapporto costi-benefici, da rendere visibile attraverso una
congrua valutazione del sistema e delle sue singole articolazioni (Atenei,
Facolta', Dipartimenti, progetti di ricerca, percorsi formativi).
" la natura cooperativa e partecipata del sistema universitario.
L'Universita' deve rappresentare il modello di una comunita' di pari,
libera da gerarchie formali e sostanziali, capace di autogovernarsi perche'
fondata su una salda cultura democratica della responsabilita' individuale
e collettiva. Una comunita' che si fonda sulla libera circolazione dei
saperi e su una virtuosa competizione di meriti scientifici.

Ogni provvedimento di riforma deve misurarsi con questi valori fondanti e
con la natura laica e razionale dell'Universita'. Siamo perfettamente
consapevoli della distanza che separa oggi l'Universita' dalla compiuta
realizzazione di un modello ideale: l'Universita' italiana e' in condizioni
difficili, in parte prodotte dal contesto politico-istituzionale, in parte
da una distorta applicazione dell'autonomia la cui responsabilita' e' da
imputare al ceto accademico. E' tuttavia nostra convinzione che non vi sia
riforma possibile che non muova dall'affrontare i nodi ed i valori che
dovrebbero sostenerne il modello. Nei provvedimenti di Governo vediamo
invece disegnarsi una prospettiva di liquidazione del ruolo pubblico ed un
sistema universitario sempre piu' impoverito sul piano finanziario e,
soprattutto, sul piano delle risorse intellettuali ed umane. Un sistema che
nel giro di pochi anni compira' fino in fondo una parabola discendente che
portera' ad una condizione di paralisi e di irrilevanza istituzionale.
Per queste ragioni proponiamo un programma che muove da quelli che a noi
appaiono i veri nodi del sistema universitario. Chiediamo al Governo di
fermare gli iter legislativi in corso, di abrogare gli art. 16 e 66 della
L. 133/2008, e di aprire un confronto autentico con tutti i soggetti
coinvolti ed interessati.

1) Il sistema di finanziamento
Il settore della conoscenza deve essere considerato una risorsa strategica
del Paese. I finanziamenti devono essere pertanto adeguati a questo
compito. La valutazione dell'utilizzo di questi finanziamenti deve essere
effettuata a partire dalle ricadute sull'intero sistema Paese.
Utilizzare gli Atenei per fare cassa non e' l'approccio migliore ad una
discussione seria sulle necessita' del finanziamento e sulla qualita' della
spesa. Occorre partire da un dato incontrovertibile: qualunque indicatore
venga assunto, il sistema italiano e' largamente sottofinanziato, ed in
queste condizioni ogni ragionamento credibile sulla qualita' e' pura
poesia. Se si realizza il taglio ulteriore di un 25% in termini reali nei
prossimi quattro anni, come prevede la L. 133, si entra in una condizione
di bancarotta degli Atenei, anche quelli che oggi si considerano
"virtuosi". Occorre invece partire da:
a) una previsione pluriennale di crescita del finanziamento che avvicini il
nostro Paese alla media OCSE
b) una rimodulazione delle regole della distribuzione del FFO che valorizzi
indicatori credibili di crescita della qualita' dei servizi e delle
prestazioni dei singoli Atenei, e su di essi distribuisca le risorse
evitando di incentivare comportamenti perversi (la caccia all'iscritto o le
promozioni facili). Un finanziamento cosi' rivisto esplicherebbe inoltre la
sua piena funzione se, riconoscendo che le universita' possono vivere solo
nel binomio inscindibile di attivita' di didattica e di ricerca, si
osservasse che tali requisiti non vengono attualmente rispettati in tutti
gli Atenei italiani, e si procedesse quindi ad un attento monitoraggio
delle loro caratteristiche in maniera tale da porre rimedio a queste
situazioni.
c) una rigorosa revisione delle regole di finanziamento dei fondi di
progetto, insieme con l'ampliamento degli investimenti a progetto, a
cominciare dai PRIN (che quest'anno calano da 160 a 98 milioni)

2) La docenza universitaria
La necessita' primaria del sistema e' costituita dal riavvio di un processo
di immissione di giovani che vada ad equilibrare la "gobba" di uscite per
pensionamento previste nei prossimi anni. E' esattamente il contrario di
quanto previsto dalla L.133, che viceversa blocca sostanzialmente il
turn-over. Sempre in virtu' della centralita' strategica dell'universita'
l'approccio al turn-over deve essere totalmente ribaltato: a fronte dei
pensionamenti il personale docente e tecnico-amministrativo di ruolo deve
essere aumentato in modo da rispondere in misura adeguata agli standard
europei. E' necessario programmare un'operazione di reclutamento
straordinario di consistenti dimensioni, su fondi nazionali aggiuntivi, che
consenta di dare una prospettiva alle competenze presenti nell'abnorme area
del precariato; e al tempo stesso programmare la ripresa di un reclutamento
ordinario che eviti l'andamento disomogeneo per classi di eta', dovuto nel
passato agli "sbottigliamenti" legati ad ondate di immissioni concentrate
nel tempo. L'investimento nel reclutamento di giovani e precari puo' essere
gestito anche attraverso meccanismi che consentano di utilizzare le risorse
derivanti dai pensionamenti, e/o attraverso forme di anticipo delle
competenze, da restituire man mano che i costi immediati tendano a
riequilibrarsi, prendendo in considerazione preparazione e pregresse
attivita' di coloro che possono dimostrare interesse e impegno nella
ricerca e nella didattica.
Partendo dalla costatazione che ai fini istituzionali concorrono a pieno
titolo gli attuali professori e ricercatori, occorre una revisione profonda
delle carriere e del sistema di reclutamento, allo scopo di fornire
risposte reali alla crescita scientifica e retributiva dei docenti,
all'ingresso e alle prospettive dei giovani, all'enorme serbatoio di
precariato prodottosi negli ultimi anni.
Va affermata la unitarieta' della funzione docente; la carriera, che deve
essere unica, puo' essere articolata in fasce, scandita da verifiche
periodiche che diano luogo alla progressione stipendiale e ai passaggi di
fascia, che devono realizzarsi ad esito di valutazioni della qualita'
scientifica e didattica del singolo docente. Va salvaguardata una quota di
accessi dall'esterno, attraverso un meccanismo concorsuale, a tutte le
fasce, ed abolito lo straordinariato per il passaggio da una fascia
all'altra .
Per quanto attiene al reclutamento iniziale, va introdotta una figura
post-doc (o attivita' di ricerca assimilabile), con contratto a tempo
determinato triennale e retribuzione assimilata al ricercatore, con
funzioni esclusive di ricerca.
Quest'approccio richiede la definizione di alcune condizioni di contesto:
a) la fissazione di un rapporto esplicito e credibile tra il numero di
coloro che entrano nel percorso triennale e il numero di docenti da
reclutare;
b) un'applicazione graduale, che consenta di ridurre il precariato
esistente attraverso un consistente reclutamento straordinario;
c) il divieto per gli Atenei, a regime, di utilizzare strumenti diversi dal
contratto triennale (atipici, co.co.co., ecc,);
d) la creazione di un meccanismo che faciliti la mobilita' dei docenti fra
i diversi Atenei, per esempio rendendo impossibile lo svolgimento della
carriera (laurea magistrale (dottorato-postdottorato-docenza) nella stessa
sede e fornendo le risorse necessarie a detta mobilita';
e) la distinzione tra il budget destinato al reclutamento e quello dedicato
all'avanzamento di carriera.

3) Il governo dei singoli Atenei e del Sistema nazionale
E' ormai evidente come sia necessario rivisitare l'assetto del governo
degli Atenei, caratterizzato da forti differenze legate ai singoli Statuti,
ma comunque accomunato da alcuni punti critici: il rapporto spesso
clientelare che lega i Rettori al loro elettorato, soprattutto in occasione
del rinnovo del mandato; la sovrapposizione e confusione dei ruoli tra
Senato e Consiglio di Amministrazione; la composizione degli organi di
governo e la loro base elettiva. Noi riteniamo necessario che il mandato
rettorale sia unico, e che comunque il mandato non possa essere prolungato
tramite successive modifiche di statuto . Che gli Statuti regolino in modo
puntuale, sulla base di un quadro normativo nazionale, le competenze degli
organi, distinguendo con nettezza l'indirizzo, dal controllo, dalla
gestione. Che si valorizzi il lavoro di gestione della dirigenza
amministrativa e dei dipendenti tecnico-amministrativi, riconducendo la
docenza alle funzioni sue proprie ed evitando di assegnare ai docenti
improprie funzioni di dirigenza. Che si prevedano forme di partecipazione
effettiva degli studenti alla vita democratica degli Atenei.
E' indispensabile, infine, prevedere un Organismo di coordinamento
nazionale capace di assicurare l'autonomia del Sistema Universitario ed un
suo sviluppo organico. Un Organismo non corporativo e non disciplinare,
elettivo e rappresentativo della comunita' accademica nazionale, aperto ai
contributi del mondo del lavoro e delle imprese, in grado di aiutare a
stabilire le priorita' di sviluppo del Sistema Universitario.

4) Il diritto allo studio
L'Universita' dovrebbe svolgere un ruolo di promozione della mobilita'
sociale; questa funzione, oggi piu' di ieri, e' un'utopia che rischia di
essere ulteriormente compromessa dalla legge 133.
Per garantire che questo avvenga e' necessario che il sistema universitario
sia effettivamente accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni
economiche e dal contesto sociale di origine, rimuovendo le barriere,
formali e sostanziali, che ostacolano l'accesso e la prosecuzione degli
studi.
Il sistema del numero chiuso sta progressivamente estendendosi anche
all'accesso alla laurea magistrale, creando un ulteriore sbarramento
intermedio; esso esclude gli studenti sulla base di un meccanismo che ha
poco a che vedere con la valorizzazione dei piu' meritevoli, e trae spesso
le sue origini dallo scarso investimento economico sulle Universita', che
le costringe a limitare il numero delle immatricolazioni in assenza di
strutture e di personale docente adeguati. Si deve allora prevedere
l'adozione di piani pluriennali di adeguamento, affiancati da un congruo e
mirato investimento, che porti progressivamente alla rimozione delle
barriere all'accesso. Allo stesso tempo, e' necessario ragionare su
un'adeguata valorizzazione del merito degli studenti, che devono essere
valutati sulla base dei risultati conseguiti nel corso del loro percorso di
studio.
Il definanziamento del sistema del diritto allo studio e la sua
organizzazione tarata su modelli ormai superati (la legge quadro nazionale
risale al 1999 e l'ultimo DPCM che regola l'erogazione dei benefici del
diritto allo studio al 2001) fanno si' che molti degli studenti idonei in
base ai previsti parametri di merito e di reddito non possano di fatto
beneficiare dei servizi per il diritto allo studio, e non abbiano la
possibilita' di scegliere quale sede e quale corso di laurea frequentare.
E' necessario che gli investimenti statali siano in grado di garantire la
copertura totale delle borse di studio, integrando l'offerta con il
necessario investimento in mense, alloggi, agevolazioni sui trasporti.
Le differenze di condizione economica di origine portano di per se' a
differenze nell'accessibilita' all'offerta culturale, anch'essa componente
essenziale della formazione. Perche' siano garantite pari opportunita' per
tutti e' necessario intervenire anche su quest'aspetto con agevolazioni
mirate.

5) L'offerta didattica
Il giudizio sul modello 3+2, a distanza di alcuni anni dall'avvi'o, e' un
giudizio molto articolato e differenziato tra Atenei e discipline. I dati
quantitativi sembrano indicare notevoli avanzamenti sul fronte della
percentuale di successo negli studi, nonche' sui tempi di compimento dei
percorsi di laurea. Tuttavia, vanno segnalati elementi di criticita' da
affrontare: a) la percentuale elevata di chi prosegue dopo il triennio
indica l'insufficiente consistenza della laurea triennale, sia sul piano
culturale sia su quello della preparazione professionale; b) si rileva in
modo diffuso la percezione di una caduta di qualita' dei percorsi: va
svolta una riflessione sull'effettivo ruolo dell'Universita', che sta oggi
progressivamente licealizzandosi e perdendo il ruolo di elaborazione e
formazione culturale; c) non e' stato colto e valorizzato in modo adeguato
il sistema dei crediti, tant'e' che ci sono ancora forti difficolta' nel
loro riconoscimento, nel passaggio tra un Ateneo e l'altro, e perfino
all'interno dello stesso Ateneo.
Tali aspetti vanno a riferirsi, sia all'architettura del modello, sia
all'applicazione che ne e' stata fatta dagli Atenei. Ne' hanno giovato i
reiterati interventi legislativi, che hanno parzialmente corretto alcune
criticita', ma hanno per altro verso generato confusione e difficolta'
applicative. Noi riteniamo che sia necessario un intervento esteso di
ricognizione, di ascolto e monitoraggio sistematici: una campagna nazionale
di rilevazione, da concludersi con un'iniziativa nazionale che faccia il
punto, indichi i punti di sofferenza, individui percorsi di correzione
condivisi, prima di procedere a qualsiasi ulteriore intervento di
aggiustamento. Non e' piu' possibile procedere alla modifica dell'offerta
didattica sulla base di decreti, in cui ogni Ministro dice la sua: va dato
un assetto stabile alle Universita', inquadrando l'ordinamento all'interno
di una legge ordinaria.

6) La valutazione
Un efficace e credibile sistema di valutazione e' parte essenziale di un
processo di revisione degli statuti normativi dell'Universita'. Valutazione
della qualita' del prodotto universitario, del funzionamento di ogni
articolazione del sistema. Senza una valutazione che consenta di misurare
meriti e difetti in modo puntuale, l'Universita' non sara' in grado di
ristabilire una bussola condivisa e condivisibile sul proprio operato. Il
precedente Governo aveva costituito l'Agenzia per la valutazione del
sistema universitario e di ricerca (ANVUR), provvedimento a lungo discusso
e sul quale avevamo prodotto numerose critiche, a cominciare dalla sua
effettiva terzieta' e dalla quantita' di compiti assegnati, per finire con
una certa farraginosita' dell'impianto costitutivo. Nonostante i numerosi
punti di dubbio e contrarieta', l'ANVUR costituiva tuttavia il primo
tentativo sistemico di introdurre una valutazione continua e ricorrente.
L'attuale Governo ne ha congelato la costituzione, e non e' dato sapere se
intende riaprire il capitolo. Noi riteniamo necessario riprendere in mano
il progetto, verificarne e correggerne i punti di debolezza, e procedere
operativamente alla sua costituzione. Va garantita per l'Agenzia la natura
di soggetto terzo, problema che sussiste anche all'interno dello schema
proposto dal Governo precedente, per evitare strumentalita' e
autoreferenzialita' del valutatore. I risultati della valutazione devono
essere correlati con l'erogazione delle risorse da parte dello Stato. Va,
infine, assicurato un effettivo coinvolgimento degli studenti nel
funzionamento, attribuendo un peso reale al giudizio dei discenti e agli
attuali questionari di valutazione.

7) Il dottorato di ricerca
Occorre una riforma del dottorato che riorganizzi i corsi in scuole di
dottorato dotate di un progetto formativo, aperte alla dimensione
internazionale della ricerca e valutate periodicamente. Le scuole
potrebbero cosi' diventare, nel territorio, agenti di dialogo fra mondo
della ricerca universitaria e privata e motori di innovazione.
L'aumento delle borse di dottorato a 1040 euro rappresenta un importante
passo avanti nella valorizzazione della formazione alla ricerca. Si deve
pero' superare la figura del dottorando senza borsa, che, oltre a
rappresentare una palese ingiustizia, non vede garantita la qualita' del
percorso formativo e di ricerca. Occorre pertanto affiancare ai dottorandi
a tempo pieno e destinatari di borse di studio una figura di dottorando
lavoratore, che permetta a persone inserite nel mondo del lavoro di
rafforzare il proprio profilo professionale e le proprie capacita' di
ricerca.
Il dottorato deve essere poi valorizzato e individuato come strumento
privilegiato di formazione alla ricerca in vista della carriera accademica,
ma anche in relazione al mondo del lavoro, della pubblica amministrazione,
delle professioni.
Deve infine essere approvata, a partire dalla Carta Europea dei
Ricercatori, una carta dei dottorandi, che riconosca loro i diritti legati
al loro doppio status di studenti del terzo ciclo di formazione superiore e
di giovani ricercatori.

Roma, 20 ottobre 2008

(Il documento verra' presentato a Roma in una conferenza stampa, la data ed
il luogo verranno comunicati appena definiti.)

   Lina | 26/10/08 16.34
Andrea o altri a Fisciano quanti sono gli studenti che frequentano la facoltà di Fisica?
So che non sono molti ,ma dicono che la facoltà funzioni bene.
Da quello che ho capito i professori hanno il completamento cattedra e quindi pochi alunni che c'entrano con il posto del professore? Non so se sono riuscita a farmi capire...
Grazie

   Andrea | 26/10/08 15.28
La notizia dei 37 corsi di laurea con un solo studente è fasulla.
La prova?
Cliccate sul link...

   gidìeffe | 25/10/08 10.24
Cara Lina,
ben detto!

   Lina | 24/10/08 18.24
Una mia riflessione.
L'Università vive un "momento" delicato e i ragazzi fanno bene a ribellarsi ,a manifestare non perdendo di vista il "RISPETTO RECIPROCO".
Dico a voi giovani di far sentire forte la vostra voce anche per migliorare la "qualità" degli Insegnanti.
Anche questo è un problema e sono sicura che alla base di allontanamento dagli Atenei e alla base di non portare a termine gli studi giochi un ruolo fondamentale la Qualità che manca.
Io la penso così e lo voglio dire..

   Povera Patria | 23/10/08 13.30
Povera patria...

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