E' da un bel po' di te tempo che ho questo libro (insieme ad altri) vicino al PC, lasciato lì per ricordarmi di scriverne la recensione e, quindi, di condividerlo con gli Amici di Greenopoli. Ed allora eccomi qua. Siamo in tanti a condividere un grande affetto per Enzo Tortora. Io letteralmente ne andavo pazzo. Da piccolo (e non solo!) mi divertivo a fare le imitazioni, e la sua era quella che mi piaceva di più, perché di tutti i presentatori italiani era il mio preferito. Ma veniamo al libro. Inizio dalla quarta di copertina. «Mi domando, cara Silvia, che cosa posso insegnarti dalle mura di Regina Coeli. Fra le mura della 16 bis, dove fa un caldo atroce. Siamo in sei disperati, e fuori si vede il cielo. Che posso insegnarti, mi chiedo: perché è a te, devi saperlo, è a te che il mio cuore più spesso vola...». Sono le parole che Enzo Tortora scrive alla figlia primogenita dal carcere di Regina Coeli dove era stato brutalmente ed ingiustamente recluso per non aver commesso nessun reato. Un pentito lo aveva accusato di essere un camorrista, uno che trafficava con la droga. Ma chi: Enzo Tortora? Il mitico presentatore di Portobello... nessuno vorrebbe trovarsi nella sua situazione, neanche nel peggiore degli incubi... Il libro, come si intuisce dal titolo, contiene una selezione di lettere che il presentatore scrisse a sua figlia Silvia. Le prime direttamente dal carcere di Regina Coeli e dalle quali traspare l'incredulità della sua situazione di detenuto. Passare dal condurre una trasmissione da 28 milioni di telespettatori a serata ad una cella con sei detenuti... no, è davvero folle... La seconda serie di lettere furono scritte dal carcere di Bergamo e raccontano in maniera impietosa i suoi stati d'animo che seguono inevitabilmente gli umori del processo. La forza per andare avanti la trova proprio nell'amore per le figlie, per la moglie e nell'amore per la cultura, per la lettura che negli anni ne aveva fatto una persona colta e raffinatissima. Le ultime lettere provengono dalla casa di Milano, dove trascorse l'ultimo periodo di restrizione agli arresti domiciliari. "Cara Silvia" è uno di quei libri che si legge tutto d'un fiato e io mi sento di consigliarvene la lettura con tutto il cuore.
Giovanni De Feo
Commenti
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Lina | 25/11/08 20.09
Sai gidìeffe è da un po' che volevo informarti che il primo video é andato,non si vede niente.
Ancora grazie per averci ricordato il grande Enzo Tortora.
gidìeffe | 07/11/08 20.51
Se vi trovate da queste parti: GUARDATEVI I DUE VIDEO !!!
Enzo Tortora: una persona perbene.
Qualche tempo fa vidi su La7 uno speciale su Enzo Tortora condotto da Antonello Piroso: in platea c'erano diversi esponenti politici e anche altri conduttori TV.
Piroso conduceva "in manette" e grondava sudore visibilmente. Alla fine, concluse proprio così: se il comune di Genova (mi sembra che fosse questo) volesse fare una cosa buona, allora dovrebbe anzitutto chiedere scusa, poi intitolare una via a Enzo e infine mettere una lapide con su scritta questa frase: "Enzo Tortora: una persona perbene".
Ne ho linkato uno spezzone.
Buona visione a tutti.
Lina | 01/11/08 17.20
La mente e il cuore coglie subito la sofferenza di un uomo che vede all'improvviso la sua vita sprofondare in un baratro senza fine .
Tocchi con mano la sua sofferenza ,il suo dolore ,un dolore che diventa insopportabile perchè è grande l'amore per la sua famiglia anche se è quello stesso amore che gli darà la forza di lottare ,di sopportare il distacco dal suo mondo.
Grazie Gidìeffe per averci riportato alla mente la storia di un uomo nato libero ,ma che le ingiustizie della vita l'hanno portato a finire i suoi giorni agli "arresti domiciliari".