Da più parti si sentono grida d'allarme lanciate per la maggior parte dagli ambientalisti (o sedicenti tali) che, profeti di sventura per il pianeta Terra, prefigurano scenari apocalittici legati al surriscaldamento globale. In questo libro gli autori intendono dimostrare che le testimonianze e i documenti raccolti mostrano invece che tali previsioni sono scientificamente inattendibili. Fondate sulle manipolazioni dei pochi dati scientifici certi, queste teorie fanno del clima un "mito" che mira unicamente a spargere timori infondati e a sostenere, di riflesso, il business dell'energia rinnovabile, favorendo interessi economici di parte. Scritto con un linguaggio e un lessico scorrevole e di facile comprensione, il libro è accessibile anche ai non addetti ai lavori. I contenuti sono a dir poco sconcertanti e mettono in luce tante zone d'ombra in cui si insinuano le speculazioni di ogni genere e tipo sull'effetto serra, l'innalzamento degli oceani e altro ancora. Con buona pace degli allarmisti. Un libro molto utile che farà storcere il naso a tanti che sguazzano nell'oceano della speculazione al fine di carpire alla gente soldi e attenzione.
Riccardo Cascioli, Antonio Gaspari CHE TEMPO FARA' FALSI ALLARMISMI E MENZOGNE SUL CLIMA Piemme Editore
Ciao!
L'altro giorno su "Il Foglio" è apparso un bell'articolo sul tema di cui stiamo parlando.
MI disp solo che c'è un riferimento a un libro degli stessi autori di "Che tempo farà", nel senso che non voglio fare pubblicità a chicchessia, semplicemente ho letto l'articolo, mi è piaciuto, lo posto.
Cliccate sul link...
Ragioniamo a mente fredda | 15/01/09 11.12
Avevano detto che il 2008 sarebbe stato l'anno più caldo del millennio.
Invece fa freddo con punte di meno venti e meno trenta a cui non eravamo più abituati. Avevano detto che la neve non sarebbe più caduta, che i ghiacciai si sarebbero ritirati e che sarebbe diventato sempre più difficile sciare.
Invece la neve è caduta in abbondanza già nel tardo autunno e continua a cadere abbondante anche a quote basse e nelle città. Avevano detto che
avremmo avuto un autunno e un inverno senza precipitazioni. Invece il Centro Nazionale delle Ricerche italiano sostiene che non è mai piovuto così tanto, e che dicembre 2008 si colloca al sesto posto nella classifica delle precipitazioni dei mesi di dicembre negli ultimi 208 anni.
Hanno detto che i Poli si stavano sciogliendo e soprattutto il Polo Nord stava diventando sempre meno esteso. Invece già nel 2008 durante l'estate i ghiacci al Polo Nord erano più estesi di mezzo milione di chilometri quadri rispetto al
2007. L'estensione dei ghiacci si è così allargata e consolidata che quando durante l'estate, tre autorevoli sostenitori del riscaldamento globale come Jimmy Carter, George Soros e Ted Turner, sono andati nel Nord della Groenlandia, il rompighiaccio su cui viaggiavano non è riuscito a passare, tanto era spesso e robusto il pack di ghiaccio. E dire che i tre volevano fotografare lo scioglimento dei ghiacci polari. Inoltre l'estensione dei ghiacci del Polo Nord sembra sia tornata quella del 1979. Certo un autunno ed un inverno un po' più freddi del solito non sono sufficienti per dimostrare quanto falsa sia la teoria del riscaldamento globale. Né per sostenere che stiamo andando verso una nuova glaciazione. Bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi anni. Siamo certi che alla prima giornata calda, i sostenitori del global warming torneranno a suonare la grancassa della Terra che ha la febbre per colpa delle attività lavorative umane. Però, alcune considerazioni bisognerà farle. Come abbiamo provato a farle ieri con Marco Gaia nella puntata di "Contesto" andata in onda sulla TSI. E questa volta bisogna riconoscere ai tanti scienziati scettici della teoria del "global warming", che molti degli argomenti critici avevano solido fondamento. La
teoria secondo cui l'aumento della concentrazione di anidride carbonica avrebbe portato inevitabilmente ad un surriscaldamento del pianeta, si è dimostrata troppo riduttiva e manichea. La produzione di anidride carbonica è aumentata sicuramente sul pianeta. Basti pensare alla crescita delle economie, dei trasporti e dei consumi energetici di Cina, India, Brasile,
Messico, ecc. che si sono aggiunte a quelle dei Paesi più avanzati. Ma, come è evidente, questo non ha affatto stravolto il clima in un modo da far
venire la febbre al pianeta. I modelli matematici costruiti su questa ipotesi si sono dimostrati inaffidabili e molto lontani dalla realtà. Già
non riuscivano a spiegare quanto accaduto nella storia passata della terra, ma ora tutte le previsioni, anche a breve termine, si sono rivelate errate.
Cadono in particolare le tesi secondo cui sono la crescita dell'umanità e delle sue attività lavorative le cause di un presunto e catastrofico
riscaldamento del pianeta. In un Rapporto depositato l'11 di dicembre al Senato Americano, 650 tra i più qualificati scienziati di fama
internazionale, alcuni premi Nobel, hanno spiegato il fallimento delle tesi "catastrofiste" e "colpevoliste" nei confronti del lavoro umano e chiesto di allargare l'orizzonte di ricerca, cercando di valutare altre ipotesi scientifiche e modelli matematici che tengano in conto, tra l'altro, dell'influenza del sole e delle stelle, del comportamento degli oceani, delle variazioni del vapore acqueo e degli starti nuvolosi. Insomma, è giusto, soprattutto per ragioni di salute pubblica, ridurre le emissioni gassose prodotte dalla combustione dei combustibili fossili soprattutto nei centri urbani, ma una sana politica ambientale si fa per l'uomo, non contro l'uomo. La conoscenza scientifica è uno strumento per migliorare la qualità e la durata della vita, non un totem contro cui scatenare paure e giacobini
o sacrificare le nascite e i consumi. È quindi tempo di pensare a politiche per una vera e bella ecologia umana.
A mente fredda forse si ragiona meglio.
di Antonio Gaspari
gidìeffe | 07/11/08 20.52
André, ma com'è, l'Autore s'è miso appaura?
.:Andrea:. | 31/10/08 20.45
Un articolo che lascia ampio spazio a diverse considerazioni. Prima di farle, però, cito i passaggi che più mi hanno colpito. Spero di non incrementare l'entropia di mquesto ragionamento!!!
Occorre riconoscere che la lotta contro il cambiamento climatico è innanzitutto un problema di etica pubblica difficile da risolvere senza mettere in discussione certi modi di organizzare la società, i modi in cui conviviamo e il sistema di valori della società civile.
Monsignor van Luyn, inoltre, ha indicato tre "parole-chiave": "spiritualità", che è il contrario della secolarizzazione, "solidarietà", l'opposto di ogni forma di individualismo, "sobrietà", per vincere il materialismo e il consumismo che ci portano a non rispettare l'ambiente.
Promuovere il concetto della moderazione ha come fine non di diminuire, bensì di sostenere una qualità di vita più elevata e un motivo maggiore di gioire, non riguarda la rinuncia al desiderio dei beni materiali, ma il discernere e il distinguere meglio ciò che è fondamentale e ciò che è superfluo.
La felicità è possibile raggiungerla principalmente attraverso i buoni rapporti: con gli altri essere umani, con il creato e con Dio, Creatore e Redentore, artefice di tutto ciò che è buono.
gidìeffe | 31/10/08 12.57
Il rapporto della Commissione degli episcopati della Comunità europea sul clima
Uno stile di vita cristiano
per la salvaguardia dell'ambiente
di Francesco Ricupero
"Se il riscaldamento climatico proseguirà nei prossimi anni con i ritmi attuali metteremo a rischio di estinzione il venti-trenta per cento delle specie animali e vegetali dell'intero pianeta". L'allarme è stato lanciato, mercoledì pomeriggio, da Jean-Pascal van Ypersele, professore di climatologia e scienze all'Università di Louvain-La-Neuve e membro del comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Ipcc), durante la presentazione del rapporto Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) intitolato: "Riflessione cristiana sul cambiamento climatico".
Il rapporto sul clima è stato redatto da dieci esperti e illustri cattedratici: Franz Fischler, Ottmar Edenhofer, Jean-Baptiste de Foucauld, Karl Gloser, Leszek Karski, Helga Kromp-Kolb, Charlotte Kreuter-Kirchhof, John Sweeney, Jean-Pascal van Ypersele e Stefano Zamagni.
Dal 2001 a oggi i rischi connessi al cambiamento climatico sono drasticamente aumentati. Il riscaldamento del pianeta è un fatto inequivocabile, principalmente dovuto alle emissioni di gas a effetto serra legate ai processi produttivi ma anche, e soprattutto, al nostro stile di vita.
I cristiani - suggeriscono gli esperti della Comece - devono allontanarsi da uno stile di vita sbagliato, prevalentemente nei nostri Paesi dell'Europa, dove è troppo incentrato sul consumo esasperato. Abbiamo bisogno di una visione più completa della vita umana, di modo che non veniamo sedotti dal perseguire interessi egoistici. Abbiamo bisogno anche di un rapporto responsabile per gli spazi in cui viviamo.
A tal riguardo, anche Papa Benedetto XVI lo scorso 27 settembre, in occasione dell'incontro promosso dal Centro turistico giovanile e dall'Ufficio internazionale del turismo sociale, aveva denunciato il turismo che distrugge la natura e abusa delle culture delle popolazioni locali. "L'umanità - aveva detto il Pontefice - ha il dovere di proteggere questo tesoro e di impegnarsi contro un uso indiscriminato dei beni della terra. Senza un adeguato limite etico e morale il comportamento umano può infatti trasformarsi in minaccia e sfida. L'esperienza insegna che la gestione responsabile del creato fa parte, o così dovrebbe essere, di un'economia sana". Inoltre, il Papa aveva sottolineato che "imparare a rispettare l'ambiente insegna pure a rispettare gli altri e se stessi".
L'ampio documento presentato a Bruxelles, dunque, prende avvio dalle analisi degli scienziati e si sofferma "sull'impatto del cambiamento climatico su ecosistemi e individui". Rileva, inoltre, "le sfide politiche poste in tale ambito, avanza considerazioni etiche e prova a delineare il ruolo dell'Europa nella lotta al riscaldamento globale".
Le categorie più a rischio - ha spiegato il professor van Ypersele - sono i poveri, i bambini e gli anziani, occorrerebbe quindi impegnarsi in maniera efficace per una solidarietà tra le generazioni. Sebbene i cambiamenti climatici avranno un forte impatto sull'Europa, il loro impatto generale sarà ancora più evidente e più grave in altri Paesi del mondo. Le comunità più povere del pianeta con scarse capacità adattative e alta vulnerabilità subiranno una serie di gravi conseguenze.
Secondo l'Ipcc, centinaia di milioni di persone avranno scarsità di acqua e una crescente siccità che li costringeranno a migrare intorno alla metà del secolo in corso.
Occorre riconoscere che la lotta contro il cambiamento climatico è innanzitutto un problema di etica pubblica difficile da risolvere senza mettere in discussione certi modi di organizzare la società, i modi in cui conviviamo e il sistema di valori della società civile.
Il professor van Ypersele ha anche evidenziato i molteplici mutamenti in atto nel pianeta a causa di un uso irresponsabile delle risorse e di un errato stile di vita. Con il riscaldamento globale, per esempio, i ghiacci tenderanno a sciogliersi, mutando il paesaggio delle regioni montuose interne, mentre le zone costiere, come il delta del Nilo o i Paesi Bassi, verranno sommerse dai mari. Si prospetta, dunque, uno scenario con "gravi ripercussioni sull'intera umanità".
Per lo studio approntato dagli esperti, però, è possibile e urgente intervenire modificando i comportamenti individuali, intervenendo sui sistemi di produzione (dal settore manifatturiero all'edilizia, dai trasporti alla produzione di energia), riducendo, quindi, l'utilizzo dell'automobile, limitando i consumi di petrolio e di energia elettrica.
"Anche la crisi economica e finanziaria in corso - ha osservato Jean-Pascal van Ypersele - pur costituendo un grave problema per tutti i Paesi del mondo, potrebbe diventare un'opportunità. Infatti, in questa fase, mentre occorre ripensare i mercati e le nostre economie, si possono introdurre modifiche positive, ad esempio effettuando investimenti per sistemi produttivi a minori emissioni inquinanti".
Dal rapporto Comece sul cambiamento climatico sono emerse "considerazioni etiche", universalmente valide, "indicazioni per la comunità cristiana, nonché alcune raccomandazioni a carattere sociale e politico anche in relazione ai compiti affidati all'Unione europea.
Monsignor Adrianus Herman van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece, ha espresso grande apprezzamento al documento redatto dal gruppo di dieci esperti.
L'argomento verrà portato all'attenzione dell'assemblea dei vescovi (il prossimo 12 novembre a Bruxelles) accanto all'altro problema urgente della crisi dei mercati finanziari e alle ricadute sull'economia e la società.
"Bisogna che tornino a considerare le persone non solo come consumatori, ma come soggetti spirituali, al centro di relazioni, con responsabilità individuali e collettive verso i poveri e i paesi meno sviluppati. Bisogna - ha dichiarato il vescovo di Rotterdam al Sir - poi considerare il bene di tutti gli uomini e di tutto l'uomo".
Monsignor van Luyn, inoltre, ha indicato tre "parole-chiave": "spiritualità", che è il contrario della secolarizzazione, "solidarietà", l'opposto di ogni forma di individualismo, "sobrietà", per vincere il materialismo e il consumismo che ci portano a non rispettare l'ambiente.
Un cambiamento significativo degli stili di vita - conclude il documento degli esperti - sarà possibile se si accetta la "moderazione volontaria", come virtù fondamentale. Promuovere il concetto della moderazione ha come fine non di diminuire, bensì di sostenere una qualità di vita più elevata e un motivo maggiore di gioire, non riguarda la rinuncia al desiderio dei beni materiali, ma il discernere e il distinguere meglio ciò che è fondamentale e ciò che è superfluo. Tutto ciò è necessario per dimostrare l'essenza di una qualità di vita autentica. La felicità è possibile raggiungerla principalmente attraverso i buoni rapporti: con gli altri essere umani, con il creato e con Dio, Creatore e Redentore, artefice di tutto ciò che è buono.
Caro Andrea,
ti faccio tanti complimenti per il colpo grosso che hai appena portato a termine. Discutere direttamente con uno degli Autori del libro non può che farci piacere. Credo che tutti avremo da imparare qualcosa.
Andrea Marrone | 27/10/08 12.51
Ultime dal mondo:
ANTONIO GASPARI ha accettato di unisrsi a noi nel ragionamento!!!
Me lo ha confermato proprio ora via e-mail.
Che ve ne pare?
Andrea | 27/10/08 11.36
Davvero una perla. Non solo la frase, ma proprio tutto il post. Sul fatto che l'uomo sia la goccia che può far traboccare il vaso concordo pienamente.
Anzi, mi sovviene alla mente un ragionamento di qualche tempo fa, "Difendiamo il Creato". Beh credo che la faccenda clima possa essere inquadrata nel più ampio discorso della salvaguardia dell'ambiente.
Altrimenti...che ambientalisti saremmo!?!?!
Ora attendiamo la replica di questo/a misterioso/a sconosciuto/a che si cela dietro il nick di "Studente ing." Rinnovando l'invito a giocare a carte scoperte, come è proprio di Greenopoli!
gidìeffe | 26/10/08 19.14
PROPRIO UNA BELLA FRASE:
"Non opposizione cieca al progresso ma opposizione al progresso cieco"!
Un ennesimo grazie al nostro Alchimista.
alchimista | 26/10/08 19.02
Credo che valga la pena tornare sulla prudenza espressa a proposito del ragionamento del prof. Battaglia.
Il prof. Battaglia oltre a sostenere come gli autori del libro che abbiamo troppi pochi dati per dimostrare con certezza la sola origine antropogenica del riscaldamento climatico dice anche che a suo giudizio, stante anche le variazioni climatiche in ere geologiche passate (quando l' uomo non esisteva)l' uomo non sia in grado di provocare effetti così intensi da incidere sostanzialmente sulla terra.
La cosa che poi tiene a sottolineare Battaglia è che le soluzioni poste al problema sono errate.
Tra le tante il ritenere di risolvere il problema energetico della terra con le energie alternative sponsorizzate dai cosiddetti verdi appare non solo illusorio ma assolutemente inutile.
Cosa ritengo di poter condividere con Battaglia?
Credo che vada condivisa l' idea che vi siano cambiamenti in atto su cui l' uomo può ben poco e soprattutto che non si può pensare di rispondere a problemi planetari come pensano i Verdi dicendo soprattutto "no" e puntando appunto su soluzioni che sono solo dei palliativi!
Dove penso di dissentire?
Anche se il riscaldamento globale avviene per motivi non antropogenici è opportuno razionalizzare le attività umane al massimo in quanto l' uomo potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso.
La razionalizzazione deve essere seria e consapevole e non isterica .
Deve proporre e non dire di no ; deve saper scegliere e non rifiutare tutto ciò che ha solo il sapore della tecnologia.
Il motto di quando io militavo nel WWF era "non opposizione cieca al progresso ma opposizione al progresso cieco"(come ho già detto a proposito dei vaccini)Ma questo motto gli ambientalisti lo hanno dimenticato.
In definitiva si può dire che siamo a bordo di un auto che corre nella nebbia e dobbiamo comunque andare avanti, lungo il percorso ci sono delle curve e noi non sappiamo dove sono e se la macchina terrà la strada.
Fermarsi e tornere indietro non è possibile nè ha senso fermarsi; io credo che convenga rallentare in modo da affrontare le curve che verrano in sicurezza.
gidìeffe | 26/10/08 15.39
Un plauso a Sir Andrew Brown per aver accolto le critiche ed aver risposto con moderazione e saggezza. Esemplare la citazione di Voltaire, che rilancio a tutto il popolo di Greenopoli: "Non sono d'accordo con ciò che tu dici, ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee".
A proposito dell'Alchimista, oggi è sul Mattino di Avellino a commentare la notizia sui lavori di bonifica (pb di amianto) all'ex Isochimica di Avellino.
Non tutti sanno che il nostro caro Alchimista, tra le tante cose che fa e che ha fatto, è stato assessore all'ambiente del comune di Avellino ed è anche Cavaliere della Repubblica!!! Altro che cavaliere e cavaliere...
Studente ing. scrive: "Ma Andrea sa chi so gli scienziati e i modelli usati?"
La mia risposta è SI. Nel libro se ne parla e si argomente molto a riguardo.
L'invito che faccio a questa persona è di parlare a viso aperto: qui a Greenopoli siamo una grande famiglia: si dissente, si ragiona, si scherza, ma ci si rispetta. Non mi offendo quando mi dai della vittima, però perlomeno posso dissentire?
Prima di parlare bisogna studiare: parole sante! L'errore di fondo che secondo me lui/lei commette è che non ha capito che qui nessuno vuole comunicare agli altri una verità rivelata. Anche il titolo della recensione è esemplare: Una Voce Fuori Dal Coro. Non un titolo altisonante (tra l'altro l'idea mi è venuta venerdì mattina nella mitica 226), non una presunzione di esattezza o di verità:semplicemente un dubbio. Siamo sicuri che quanto detto finora sul clima sia integralmente vero? Ecco tutto. Inoltre, se la diversità è ricchezza, beh allora meglio accogliere l'altro diverso da me, così mi arricchisco.
Nella fattispecie: gidìeffe e io sul clima abbiamo già avuto modo di parlare e ricordo un post in cui fece l'elenco di tutti gli scienziati che lavorano all'IPCC. Ma non per questo non ci stimiamo a vicenda come e forse più di prima.
Concludo con una frase di Voltaire: "Non sono d'accordo con ciò che tu dici, ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee"
Sir Andrew Brown | 26/10/08 15.03
La diversità è ricchezza.
Forse per questo mi piace il ramo che ho scelto:salvare la bio-diversità, lasciare il mondo ai miei figli un pò più pulito di come l'ho trovato
e, in accordo con la mia fede, compartecipare a salvaguardare la meravigliosa opera che Dio ha fatto con la creazione.
Sicuramente qualche strategia politica c'è dietro tanto chiasso sui cambiamenti climatici (per saperne di più beh...leggete il libro!), però io credo che, come dice l'Alchimista, sia giusto essere prudenti. "Non mi sentirei di escludere una compartecipazione dell' effetto antropogenico su cui comunque conviene intervenire, non fosse altro che per sviluppare nuove tecnologie" scrive lui: beh io sono molto d'accordo con questa posizione.
A Sandro invece dico:va bene cantare fuori dal coro, avere il coraggio di andare controcorrente, però sempre con moderazione. La mia esperienza (seppur piccola) mi insegna che nella vita non c'è mai chi ha totalmente ragione e chi totalmente torto.
Detto ciò... Buona condivisione a tutti!!!
gidìeffe | 26/10/08 9.21
Mi tocca fare il moderatore.
Invito tutti a rispettare la posizione degli Altri. A dialogare correttamente, a difendere i proori convincimenti, anche con forza, ma senza mancare di rispetto a nessuno.
Gli Ambientalisti hanno tanti difetti, tante colpe, come qualunque altra categoria. Hanno il grande merito, però, di aver posto all'attenzione di tutti problemi di vitale importanza per la nostra sopravvivenza. Non solo. Se non fosse per le battaglie portate avanti da certi ambientalisti, le normative ambientali oggi prevederebbero dei limiti di emissione, con riferimento ai diversi comparti ambientali, molto più alti e, quindi, con gravi conseguenze per la salute delle persone.
Invito tutti, come peraltro più volte richiamato nei "ragionamenti" a documentarsi prima di esprimere un giudizio (sempre pericolosi).
Ricordiamoci sempre che errare è umano e che dagli errori si apprende. Riprendiamo il dialogo in maniera più serena e composta. Non c'è bisogno di arrabbiarsi sempre per esprimere una propria posizione, anche se diversa da quella degli altri. La diversità è ricchezza. Che tristezza un mondo in cui tutti la pensiamo allo stesso modo. E allora fanno bene gli ambientalisti a difendere ad oltranza l'ambiente e fanno altrettanto bene gli anti-ambientalisti a difendere le proprie contro-posizioni. L'importante, lo ribadisco ancora e per l'ennesima volta, è non mancare di rispetto agli altri.
Buona discussione a tutti.
studente ing. | 26/10/08 0.27
non copiare più... mo da quello che ho capito se pure laureato junior che figura ci fai...