Questo mio articolo nasce da una giornata trascorsa sul lago di Conza, insieme ai miei amici, in un bel pomeriggio autunnale. Conza della Campania è situata in provincia di Avellino, in Campania [Figura 1]. Anche se la finalità di questo articolo è quella di descrivere con le foto le bellezze della zona, non posso non dare delle informazioni sul lago artificiale e la ben nota oasi WWF, che per estensione è la più grande della Campania. I lavori per la costruzione dell'invaso di Conza iniziarono prima del terremoto del 1980 e terminarono nel 1992 e la finalità principale della diga era e lo è tuttora quella di accumulare acqua da destinare ad uso irriguo per le terre della Puglia e dell'Alta Irpinia (l'invaso ha una capacità complessiva di circa cinquantaquattro milioni di metri cubi di acqua).La sua realizzazione ha generato un nuovo ecosistema, modificando il clima, la flora e la fauna locale e allo stato attuale è stata istituita un oasi WWF, considerata la più grande area umida della Campania.
Figura 1 - Corografia
Dall'osservazione dell'ortofoto [Figura 2] è possibile individuare 3 grandi zone, costituite dalla zona di alimentazione dell'invaso (all'estrema sinistra nella figura 2) da parte del fiume Ofanto, dall'invaso vero e proprio (la parte centrale) e dalle strutture idrauliche della diga (estrema destra nella figura 2).
Figura 2 - Ortofoto del sito
L'alimentazione del lago e l'oasi WWF
L'oasi WWF è la parte più interessante del lago per le persone non appassionate dei particolari ingegneristici della diga. E' frequentata in tutti i periodi dell'anno e si sviluppa in corrispondenza dell'immissione del fiume Ofanto nel lago. Dalle figure 3 e 4 si osserva come l'alveo dell'Ofanto non presenta una sezione ben definita e ciò è dovuto sia al periodo di innalzamento del livello nell'invasatura sia alle piene che conferiscono al fiume un carattere torrentizio.
Figura 3 - Immissione nel lago del fiume Ofanto
Figura 4 - L'oasi WWF a monte dell'invaso
Alcuni scatti dal centro dell'invaso
Di seguito riporto alcune foto scattate da un ponte al centro dell'invaso, che a causa del livello basso dell'acqua nel lago è percorribile.
Figura 5 - Il terrapieno della diga
Figura 6 - Alcune case rurali della vecchia Conza e il paesino di Cairano
La diga in terra e le opere idrauliche annesse
Figura 7 - Vista del terrapieno
Figura 8 - Ancora una vista del terrapieno
Figura 9 - Il terrapieno dalla parte del lago
Figura 10 - Il coronamento della diga
Figura 11 - Il complesso "scarico di fondo e scarichi laterali"
Figura 12 – Un particolare di uno scarico laterale realizzato con una paratoia a ventola
Figura 13 - L'enorme canale a sezione rettangolare per l'allontanamento dell'acqua dall'invaso
Figura 14 - Gli enormi gradini che costituiscono il canale
Figura 15 - Il dissipatore a risalto per la riduzione del carico dell'acqua
Sabino De Gisi
Commenti
Pagina
lina | 18/04/09 20.50
Azzurra oggi ho visto le foto e sono veramente fantastiche.
Le case distrutte riportano subito la mente in abruzzo e una cosa che mi ha colpito è stato il Crocifisso(foto 6)..In abruzzo i Crocifissi non sono crollati....
La foto 17 è di una bellezza unica..le due case che si specchiano nell'acqua ...e sembra....
Spettacolari le foto 22,23,24,25,26,27..la 28 è "superlativa".
L'alchimista sfida ..la cascata..e il viaggiatore
è rapito dal panorama che si presenta davanti ai suoi occhi.
Spesso andiamo in altre regioni e tralasciamo le meraviglie della nostra straordinaria Campania.
Grazie ai due viaggiatori.
azzurra | 05/04/09 21.05
E' meraviglioso sapere che ci sono posti così belli e spero di vedere presto le foto di tutti gli uccelli che avete avuto la fortuna di incontrare stamattina....
la riflessione fatta sulla penalizzazione che tali luoghi devono subire sia dal punto di vista economico ma anche sociale mi indigna tanto, abbiamo un patrimonio naturale che dovremo a tutti costi difendere e non certo distruggere....spero che finalmente l'essere umano cominci a cambiare rotta, perchè è l'unico essere vivente che distrugge l'ambiente che gli rende possibile la vita.....
Il viaggiatore | 05/04/09 19.17
Io ho preparato il viaggio di stamane, domani insieme al prof creiamo il pdf della mia presentazione e una pagina nuova :)
L'ambientalismo attuale in Irpinia?
Io penso che il nostro metodo di presentazione e il materiale del caro alchimista, uno dei padri fondatore dell'oasi WWF di Conza, sarà da supporto per il rilancio ambientale dello spirito di greenopoli ... ;) A domani per il nuovo viaggio :)
Mauri' e che ci tieni ... si nù vagliunciello! Peccato che il professore ha famiglia ahahahahahahah ;)
alchimista | 05/04/09 17.37
Oggi con il viaggiatore sono stato a Conza. Ho rivisto la casa(è ancora lì anche se tutta sottosopra) ed ho visto un lago al massimo invaso con sfioro in azione e cascate lungo lo scivolo.
Bellissima mattinata anche se un pò grigia.
Il viaggiatore , oramai fotografo , non ha fatto altro che scattare,scattare e scattare.
Tra tutto gli ho fatto anche fotografare svassi , gazze , folaghe , aironi e nibbi.
Conza rimane per me un luogo magico dove ho vissuto anni della mia vita ed espsrienze indimenticabili.
Abbiamo una provincia bellissima peccato che non riesca ad affrancarsi da uno stato di soggezione che la penalizza anche in campo economico.
Il viaggiatore | 02/04/09 20.50
Mauri',una delle più grandi soddisfazioni che si può avere è la stima e il sorriso sincero dal tuo nemico ... :)almeno significa che c'è un confronto maturo tra le due parti ;)
Stamattina abbiamo visitato la diga Macchioni, nel bacino idrografico del fiume Ufita!
A presto farò i reportage, sia della Macchioni sia di Monteverde! :)
alchimista | 02/04/09 19.25
L' Oasi di Conza nasce nel primo dopoterremoto su di un area di circa 400 ha immediatamente a monte dello sbarramento in terra.
In tale area i lavori di escavazione avevano creato una palude che era diventata un rifugio per l' avifauna.
Il completamento della diga con i primi invasi rese inutilizzabile tale area ( con acqua profonda) da parte del maggior numero delle specie presenti, per cui fu proposto e realizzato l' allargamento dell' OASI che oggi ingloba tutto il lago ed un ampio territorio a valle.
Molte vicissitudini hanno portato poi all' attuale situazione e non tutte le vicissitudini sono state positive.
L' Oasi all' epoca venne realizzata con il contributo di molti amici cacciatori come il compianto Fiorentino Tomeo e l' amico Dario Grella.
In molte occasioni si riusciva ad intendersi più con i "nemici" cacciatori che con gli "amici" verdi.
Sabino De Gisi | 30/03/09 21.16
Caro Maurizio, sarebbe interessante raccontare la nascita dell'oasi naturale di Conza. Inoltre, ma questa è una mia curiosità, l'ambientalismo di cui tu parli, in cosa si differenzia da quello attuale?
In che modo un'associazione ambientalista può aver un peso nelle dinamiche delle scelte politiche riguardanti un territorio?
Inoltre, che requisiti devono possedere "gli ambientalisti" e se il loro operare può esser visto come un qualcosa di controproducente all'attività professionale?
Io penso che la buona fede nell'agire nell'interesse della natura e della collettività debba porsi più in alto rispetto a qualsiasi fraintendimento o allusione ad avere interessi personali, battendosi per sottolineare questa buona fede!
gidìeffe | 30/03/09 9.21
Straordinaria testimonianza...
alchimista | 28/03/09 22.22
Il Tempo si è fermato.
Il viaggiatore che mi conosce ha riportato alcune frasi probabilmente già sentite da me ed a questo punto penso che valga la pena di raccontare un episodio.
Ho cominciato a correre su e giù per l’ Irpinia terremotata a partire dal 7 Gennaio 1981.
L’ emergenza era tale che non ci si poteva fermare a ragionare, si doveva correre per portare l’ acqua potabile anche nei luoghi più impervi, nel mentre si soccorreva ancora chi aveva bisogno di tutto.
Verso l’ inizio degli anni ’90 l’ emergenza cominciò ad allentarsi ed il lavoro prese la piega di una maggiore ordinarietà.
Nel 1994 venne fuori una nuova emergenza , quella dei rifiuti , ed il sottoscritto si trovò ancora una volta in prima linea(deve essere destino; mi trovo sempre in prima linea quando si devono affrontare i problemi , finisco per non esserci mai quando si mietono i risultati!).
Durante uno dei tanti sopralluoghi con gli amici del Servizio Geologico Nazionale finimmo a Conza della Campania e ci fermammo proprio all’ ingresso del paese vicino a delle palazzine di costruzione abbastanza recente ancora in piedi ma tutte lesionate ed inagibili.
Erano già passati almeno 15 anni dal terremoto ma avvicinandoci ad un portoncino in alluminio anodizzato e vetro lo trovammo aperto e la curiosità fu troppo forte ed entrammo.
In quel momento ci mancò il fiato! Ci trovammo in una stanza con un camino sul quale vi era un calendario con il mese di Novembre 1980 , ancora la cenere nel camino , sedie rovesciate e molte suppellettili a terra.
Salimmo per le scale e dalla sommità, che dava alle camere da letto, si potevano scorgere ancora i letti con le coperte e tutto era come se fosse stato lasciato un attimo prima e non da quindici anni.
A terra poi vi era un orsetto di peluche di colore giallo quasi uguale all’ inseparabile compagno di mio figlio quand’era piccolo (mio figlio è nato a Giugno del 1980).
Si poteva rivivere la scena di quella sera alle ore 19,30. La scossa , tutti scappano ed una madre afferra il piccolo per fuggire ed un orsetto sfugge dalle mani.
Poi più nulla. Nessuno è tornato e quella casa dopo 15 anni era ancora cristallizzata a quel momento di tanti anni prima. Perché in 15 anni non è tornato nessuno?Volutamente non ho mai cercato di darmi una risposta, ma quella casa la rivedo ancora ogni volta che penso a Conza.
Sabino De Gisi | 28/03/09 10.02
Maurizio le tue parole trapelano un pò di nostalgia per i tempi che furono. Sapendo come la pensi, immagino come dovesse essere struggente percepire quel senso di solidarietà, tanto presente nelle nostre terre d'Irpinia, soprattutto dopo un evento come il terremoto dell'80. Io, Conza vecchia, l'ho vista salendoci sopra, un paese deserto come tanti altri in provincia di Avellino e non solo. In alcune case l'orologio si era fermato sulla data del sisma, e l'ambiente interno della casa è rimasto integro, dalle posate ai piatti, insomma, si ha un istantanea di quanto accadde.
In questi giorni pensavo a come sviluppare questi reportage, chiamati i "viaggi di greenopoli". In mente mi era balenata l'idea di commentare in modo più spinto un paesaggio o cercare di trasmettere ciò che avevo provato stando li di persona ... ma correvo il rischio di fare pseudo-monologhi o di evidenziare solo il mio punto di vista.
Come sempre mi è accaduto quando scatto una foto, mi lascio cogliere da qualche dettaglio o da qualcosa che percepisco possa creare uno spunto per emozionare, non sò come spiegarlo, sono istintivo in questo. Il risultato è agli occhi di molti l'esaltazione del dettaglio (ad esempio l'andamento sinuoso di una curva reale, il tracciato di una ferrovia) mentre ai miei occhi il tracciante per la trasmissione della mia percezione. Su questa falsa riga voglio strutturare i nuovi viaggi, lasciando spazio alle foto, con leggeri commenti e un inquadramento corografico dei luoghi.
Son ancora più convinto di come il quadro possa essere impreziosito dai commenti dei passanti, che, come nel caso del caro alchimista, hanno trasmesso un qualcosa dal sapore di vissuto, a tratti un pò nostalgico.
alchimista | 28/03/09 9.39
I lavori della diga (che ha un volume massimo totale di invaso di circa 70 milioni di mc)iniziano negli anni '70 e si interrompono per effetto del terremoto dell' '80.
Il cantiere della Ferrocemento diventa il rifugio degli abitanti della zona duramente colpita. Il centro abitato di Conza fu letteralmente raso al suolo ed io che l'ho visto nel Gennaio del 1981 ne ho un ricordo struggente.
I lavori riprendono dopo le verifiche dei calcoli antisimici e produco con le escavazioni dall' alveo dell' Ofanto un paesaggio lunare che ben presto si tramuta in una palude ricchissima di avifauna.
nasce così , in un gruppo di esaltati (all' epoca solo loro potevano dedicarsi all' ambientalismo , non come oggi)di fare un' oasi di protezione della fauna.
alchimista | 26/03/09 22.09
caro Viaggiatore la storia è molto lunga e dovrà essere raccontata a puntate.
Essa nasce con il piano di rifornimento idrico della Regione Puglia del 1953 sulla base del quale vengono realizzati numerosi invasi nelle regioni limitrofe per alimentare la Puglia.
tra questi Occhitto, Pietra del Pertusillo , Monteverde , Rendina ed anche Conza.
L' invaso di Conza è abbastanza atipico ripsetto agli altri in quanto è in pratica un bacino di laminazione con accumulo delle piene invernali rilasciate con continuità in alveo per essere riprese alla traversa di Ponte S. Venere.
Questa particolarità ha dato all' invaso di Conza una valenza ambientale non comune.
Ci risentiamo!
Il viaggiatore | 26/03/09 21.22
Caro alchimista questo mio primo viaggio è un assist per te, a questo punto potresti raccontare a tutti, la nasciati di questo lago, i suoi timori e il suo successo, vista la fauna e la flora che si è creata. Ora tocca a te :)
alchimista | 26/03/09 19.01
Hai viaggiato a Conza. ma conosci la storia di Conza (lago ed oasi compresa) e le loro caratteristiche?
Il viaggiatore | 25/03/09 20.26
... uè sera a tutti, questi sono i miei 3 primi viaggi di greenopoli, quasi alla fondazione del sito. Un mio rammarico è quello che entrando tutti e tre tra le recensioni, mettono in secondo piano le recensioni dei libri che ci sono, che meriterebbero molta più visibilità, a mio avviso. :))
Spero che le foto possano proporre spunti di conversazione ... oltre ai luoghi descritti negli sctatti :))
Ora il mio nick assume un significato più finito ;))
Ciaooo