Il silenzio dei vivi a cura di Raffaela Cennamo

25 Gennaio 2009 | Categoria: recensioni

IL SILENZIO DEI VIVI

di Elisa Springer

 

Per 50 anni Elisa non ne vuole parlare: vuole dimenticare.
Per tanto tempo porta quella grande sofferenza chiusa nel suo cuore. Fin quando il figlio Silvio riesce a farle capire che deve far conoscere al mondo la tremenda verità. Elisa trova così il coraggio di raccontare.
Si convince che la testimonianza sua e di altri sopravvissuti può essere utile per non dimenticare "orrore e crimini"; e soprattutto perché non si accettino mai più né con indifferenza, né con rassegnazione le "stragi di innocenti". Capisce che, dalla testimonianza di quegli orrori, può nascere nelle future generazioni il rifiuto di ogni forma di violenza e " l'esigenza di libertà e rispetto per l'uomo", per ogni uomo.
Elisa trova la forza di ritornare ad Auschwitz, "appoggiandosi" al suo meraviglioso figlio.
E così farà ogni anno.
Dirà: "Tanti sopravvissuti, come me, hanno fatto ritorno in quei campi di dolore, in quei cimiteri del silenzio, per ricordare agli altri che quel dolore è vivo, vero, vissuto, e che i segni sono impressi nella nostra carne".
Elisa vuole che tutti sappiano, perché, come lei stessa dice, "è l'unico modo per sperare che quell'indicibile orrore non si ripeta, è l'unico modo per farci uscire dall'oscurità".

 

Raffaela Cennamo
Commenti Pagina

   antonella | 03/02/09 9.35
Forse noi vivi dovremmo gridare più forte perché Eluana rimanga in vita? Come si fa dimmi...come possiamo fare....Ci sarà un modo!

   lina | 27/01/09 19.00
Ci voglio credere anch'io..
Gidìeffe,mi piacerebbe che qualcuno dei tanti ingegneri presenti oggi si affacciasse per lasciare la sua testimonianza.
Bellissimo!!!!!!!

   Il libero pensatore di Greenopoli | 27/01/09 18.23
E' stato davvero commovente e forte, una di quelle cose che ti infonde una "Grande Dignità" vedere tutti gli ingegneri che si sono alzati ed hanno osservato con noi un minuto di raccoglimento... spero che molti lo ricordino tra le cose più care... si, ci voglio credere... la Vita è bella!

   antonella | 26/01/09 21.47
Anche io domani farò un minuto di silenzio con i mie ragazzi. Grazie.

   lina | 26/01/09 20.11
Sì,Prof.
si dovrebbe arrivare a far sì che ognuno di noi, in qualsiasi posto ci si trovi, prenda coscienza
che è importante fermarsi per un minuto.
Fermarsi per meditare che crimini così orrendi non accadano mai più.
Magari in quel minuto leggere la poesia.."Se questo è un uomo"....
Legge 20 luglio 2000, n. 211
"Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000
Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

   gidìeffe | 26/01/09 19.39
Cara Lina,
ho parlato con il Presidente della Commissione degli Esami di Stato e gli ho proposto per domani di dedicare un minuto di silenzio per ricordare la sciagurata ed immane tragedia umana dell'Olocausto.
Penso che possa essere un momento altamente edducativo per dei giovani che si apprestano ad entrare "con dignità" nel mondo del lavoro...

   mary | 26/01/09 15.19
Grazie Lina per questa recensione, io appena sento parlare di queste tematiche, mi sento un nodo alla gola, per fortuna sto scrivendo.
Quello che è successo non doveva accadere, chiedo scusa a tutto il popolo ebreo.

   lina | 26/01/09 8.24

"A nessuno è lecito, davanti alla tragedia della Shoah, passare oltre; è un crimine che macchia per sempre la storia dell'umanità. Non si deve cedere di fronte alle ideologie che giustificano la possibilità di calpestare la dignità umana sulla base della diversità di razza, di colore della pelle, di lingua o di religione. Parlando delle vittime di Auschwitz, non posso fare a meno di ricordare che, in mezzo a quell'indescrivibile accumulo di male, vi furono anche manifestazioni eroiche di adesione al bene."
Sono parole pronunciate da Giovanni Paolo II, tratte da La Repubblica del 28 gennaio 2005, in occasione della Giornata della Memoria.




   lina | 25/01/09 21.54
Elisa ha lasciato questo mondo nel 2004 per raggiungere "quel" Dio che con tanta forza ha cercato nei momenti della disperazione.
E' stato grazie al figlio Silvio che ha trovato il coraggio di raccontare ,grazie a quel figlio medico che all'improvviso morirà all'età di 50 anni lasciando la povera mamma nella disperazione.
Nel ricordo del figlio cresce in lei la voglia di "raccontare al mondo" e così inizia il suo andare in tutte le scuole della nostra Italia.
E' stata ospite in molte scuole della nostra Irpinia..come il Liceo Scientifico di Atripalda e.....
Moltissime le sue testimonianze...ne parleremo un'altra volta...

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