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Notti di veglia in guerra fredda è il titolo dell'ultima fatica dello scrittore irpino Ottaviano De Biase. Dare dello "scrittore" a Ottaviano De Biase è limitante, perché negli ultimi vent'anni si è mosso su svariati fronti, dalla poesia alla narrativa al teatro. Il nostro "marinaio di montagna" la poesia c'è l'ha da sempre nel sangue e i suoi versi trasudano la fatica e le emozioni dei campi arati di Santa Lucia di Serino, il paese natio dal quale sia l'Autore che il suo personaggio, Francesco Tozzi, hanno mosso i primi passi verso mete ambizione e lontane. Il "nostro" Ottaviano De Biase è anche un appassionato ricercatore e frequentatore di Biblioteche, Archivi di Stato, eccetera. Ciò gli ha consentito di scrivere decine di libri sulla storia di Serino, la sua attuale dimora, e sull'intera Alta Valle del fiume Sabato, in provincia di Avellino. I suoi "pezzi di storia" sono da alcuni anni un appuntamento fisso della domenica del Corriere dell'Irpinia. Ma torniamo al romanzo. Preferiamo che siano le parole stesse dell'Autore a delineare la trama del suo ultimo scritto.
Quando e come nasce l'idea del romanzo? Nasce nel 1994. Al seguito di una lunga riflessione e dopo che ebbi chiaro in mente le cose che intendevo scrivere; rievocare cioè la memoria di un passato recente che ci ha visti un poco tutti protagonisti. Ma il motivo principale è stato quello di riuscire a gettare un seme affinché altri dopo di noi possano raccoglierne i frutti. L'idea del romanzo si pone come obiettivo proprio questo: fornire alle generazioni future parametri, che poco hanno a che fare con quelli classici imposti dalla grande editoria, senza i quali la storia che si andrà a scrivere in futuro non potrà mai ritenersi obiettiva.
Quanto di Ottaviano De Biase c'è in Francesco Tozzi? Molto. Ogni luogo è per ogni autore espressione del suo territorio, del suo percorso formativo, del suo essere diventato uomo. E la Marina Militare, in quanto a formazione, ha svolto un ruolo fondamentale. In principio, il primo obiettivo è stato quello di dare voce alla mia terra perché penso, e di questo sono fermamente convinto, rievocare le proprie origini sia un dovere e una necessità. Raccontare una storia, in definitiva, significa rievocare se stessi, che altro non è il darsi una rotta che porti ognuno di noi a identificarsi e a ritrovarsi in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione. Non a caso, il protagonista Francesco Tozzi diventa uno di noi non appena viene chiamato ad indossare la divisa da marinaio e questo perché tutti quanti abbiamo indossato una divisa per uno o più anni. Durante tutto il Secondo Novecento, infatti, intere generazioni di giovani sono state chiamate a indossare una divisa ora dell'esercito, ora dei carabinieri, ora della guardia di finanza, dell'aviazione, eccetera. E ricostruire quei momenti oggi, che la leva per legge non è più obbligatoria, di per sé, è già storia.
Com'è cambiato il tuo paese d'origine da quando lo delinei all'inizio del romanzo sino ad oggi? Il mio iniziale problema è stato quello di scegliere una scrittura che mi consentisse di riproporre situazioni ormai custodite soltanto nella memoria. La Santa Lucia di Serino lasciata nei primi anni sessanta non esiste più un poco perché molti di quei giovani hanno messo radici in altri luoghi e un poco si deve ai disastri causati dal terremoto del 23 novembre 1980. Ecco perché raccontare oggi la vita delle cortine, di quelle case senza luce e senza finestre; raccontare cioè storie che appartengono alla stessa terra e che ormai non si ricordano più, diventa un dovere verso chi di memoria tuttora si nutre. Ieri come oggi, purtroppo, ci ritroviamo in mezzo a della gente che non si cura più di queste cose; lo stesso colore della terra non è più quello di un tempo, gli stessi suoi prodotti sottoposti continuamente a modifiche transgeniche hanno finito per perdere ogni odore e sapore. E cosa dovrei dire dei valori e delle tradizioni tramandatici dai nostri nonni? Dovendo rispondere alla tua domanda dico questo: il mio paese è lo stesso di ieri, con le sue solite voci e canti, stessi luoghi, stessa gente, stesse strade e cortine. Peccato, però, che ci sono altri che dicono di non vederlo e di non sentirlo più cantare come quando si andava a piedi fin sopra le Mezzane. Il mio paese ieri come oggi continua ad essere luogo di vita con o senza di noi.
Si può affermare con certezza che la guerra fredda è finita? Leggere Notti di veglia in guerra fredda significa capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la Storia grande per oltre mezzo secolo è scorsa attraverso lo sguardo di un osservatore, che è stato anche un piccolo tassello del mosaico invisibile di reti di osservazione e di controllo che hanno raggiunto tutti i punti della terra. L'osservatore-protagonista-io narrante è stato perciò il fabulatore di una storia che ha riguardato tutti, che ha sfiorato in qualche modo la nostra vita. L'Io narrante, il Tozzi, per intenderci, nel suo rapporto quotidiano col delicato lavoro d'intercettazione, nel cui ingranaggio era stato inserito, in fondo, ha vissuto anche per noi le ansie, le paure, l'immaginario di un tempo che solo in parte è alle nostre spalle. Questo significa che il capitolo sulla Guerra Fredda, per come la intendo io, non è per niente chiuso. In parte si deve al sottile equilibrio che tiene insieme le nazioni del mondo. Ma non è tutto. La recente crisi economica ci ha appena dimostrato che abbassare la guardia è un lusso che non ci possiamo più permettere.
Cambieresti qualcosa nella storia di Francesco/Ottaviano? Nulla! Perché questa è una storia scritta dalla storia. Come accennavo poc'anzi, il romanzo vuole essere un poco questo: identificarsi e ritrovarsi; un insieme di scioglimento mentale che non si lascia sfuggire piccole storie di piccoli uomini, ma anche storie importanti che per oltre mezzo secolo hanno garantito stabilità e democrazia. Se poi chiedi il mio pensiero di autore di un romanzo, non posso che rispondere alla stessa maniera di prima e cioè che il mio sacrificio e quello di tanti altri miei colleghi non vada perduto in nome di un segreto che non ha più motivo di esistere.
Visto il tema trattato, è stato difficile trovare un editore disposto a pubblicarlo? Assolutamente sì! A cominciare dal mio Corpo di appartenenza. Inizialmente, dal SIOS Marina ho ricevuto un rifiuto netto e senza appello. Per farla breve, sono stati venti anni di sofferenza continua. A distanza però di questi venti lunghi anni, bisogna pure prendere atto che sono accadute cose straordinarie, come la caduta del Muro di Berlino, la Guerra del Golfo, l'elezione di un afroamericano alla Casa Bianca, eccetera. Oggi si parla d'altro. Gli stessi obiettivi delle nazioni sono altri. Missioni umanitarie, terrorismo internazionale, economia globale, eccetera, sono tutti elementi di un mondo che cambia. Noi stessi facciamo ragionamenti che non sono più quelli di una volta. Tanto per dirne una, la struttura riservata cui faccio riferimento nel libro, e che in un certo senso mi ha cambiato la vita, non esiste in quanto tale neanche più sulla carta. Se poi sono riuscito a trovare un editore, che comunque ha dimostrato di avere coraggio, così mi riallaccio alla domanda, è perché nel frattempo, tra persone di orientamento politico diverso, è anche caduta ogni forma di pregiudizio.
Che reazioni ti aspetti all'uscita del romanzo? E da parte di chi? Intanto, i contenuti nel libro sono oggetti che ci osservano e fatalmente ci giudicano. Coniugare perciò la memoria con la realtà storica del paese è di per sé un buon motivo per affidare alle future generazioni uno spaccato inedito di questo Secondo Novecento. Cosa mi aspetto? Molto dagli analisti di professione; apprezzamenti mi aspetto che arrivino dalla critica letteraria, anche perché nel libro si menzionano episodi chiavi che nel bene o nel male hanno determinato le sorti di questo paese; per cui, qualcuno prima o poi dovrà pur darci delle risposte. Mi aspetto cioè che qualcuno possa-voglia riaprire il dibattito sulle stagioni delle BR, sulle stragi di stato, sulla cattiva politica, eccetera. Dall'italiano medio mi aspetto molto di più, soprattutto che possa leggere il romanzo. Gli consentirebbe di prendere coscienza di un periodo storico ove per colpa di una politica internazionale che definirei insensata ha, per oltre mezzo secolo, costretto milioni di persone a considerare che i nemici da crocifiggere fossero oltre cortina. Fu solo propaganda? Io credo sia stato il frutto di un progetto strategico in quanto programmato e attuato, fin nei minimi particolari, da ambo i fronti.
Kappa Vu Edizioni s.a.s. di Kersevan A. & C, sede legale via Zugliano 42 33100 Udine. Sede operativa via Bertiolo 4, 33100 Udine. Tel. 0432 530540 info@kappavu.it distribuzione@kappavu.it www.kappavu.it
SABATO 15 MAGGIO ore 11 nella Sede ANMI (Ass. Marinai d'Italia) via Aulo Manlio 52/A Monfalcone (GO). Presentazione del libro "Notti di veglia in guerra fredda" di Ottaviano De Biase. Ed Kappa Vu. Letture tratte dal libro sulla proiezione di un filmato "Irpinia 1958" tratto dagli archivi RAI. Sarà presente l'autore.
SABATO 15 MAGGIO ore 18 ad Aviano (PN) presso "L'Osteria dei Poeti. Ciboperlamente". Presentazione del libro "Notti di veglia in guerra fredda" di Ottaviano De Biase. Ed. kappa Vu. Letture tratte dal libro sulla proiezione di un filmato "Irpinia 1958" tratto dagli archivi RAI. Sarà presente l'autore.
LUNEDI' 17 MAGGIO ore 18 sede della KAPPA VU via Bertiolo 7 Udine, presentazione del libro "Notti di veglia in guerra fredda" di Ottaviano De Biase. Ed Kappa Vu. Presente l'autore. Proiezione di un filmato "Irpinia 1958" tratto dagli archivi RAI. RINFRESCO
MARTEDI' 18 MAGGIO ore 18 Gorizia libreria Ubik, Via Verdi, 119. Presentazione del libro "Notti di veglia in guerra fredda" di Ottaviano De Biase. Ed Kappa Vu. Letture tratte dal libro con la presenza dell'autore.
Giovanni De Feo
Commenti
Pagina
gidìeffe | 02/06/10 10.35
Personalmente non vedo l'ora di dare un contributo per la giusta valorizzazione del lavoro di Ottaviano anche nella nostra terra natia, soprattutto nella sua Santa Lucia di Serino!
gidìeffe | 27/05/10 15.23
A breve saranno caricate altre immagini della presentazione del libro.
Raffaele Di Zenzo | 09/05/10 20.53
Come scritto nel mio commento iniziale a questa ultima opera di Ottaviano De Biase, l'autore ancora una volta presenta il suo amore per la sua terra serinese che la vorrebbe libera da ogni forma di oppressione sia interna al paese che esterna alla nazione italiana.
Con il suo primo grande romanzo Cielo e Terra, Ottaviano De Biase ha presentato la vita dell'emigrante serinese in Germania e il suo ritorno a Serino carico, se non di marchi tedeschi, ma almeno di una grande esperienza di vita democratica e operativa.
Al suo ritorno dalla Germania, il De Biase, attraverso l'alter ego Francesco Tozzi, si arruola nella Marina Militare. In questa seconda vita e carriera, il De Biase dimostra la sua ferrea volonta', nonostante le varie difficolta' economiche e sociali, di arrivare a fare qualcosa di bene per se stesso e per la famiglia.
La sua vita di marinaio e del suo compito di Responsabile della Sicurezza delle Telecomunicazioni presso la sede Nato di Napoli rappresentano proprio questa ferrea volonta' di voler arrivare a conquistare prima di tutto la sua donna amata e poi mettere su famiglia e difendere la nazione attraverso le sue intercettazioni.
Il periodo storico sono gli anni settanta e ottanta, quando l'Italia era martellata dalle brigate rosse, dall'assassinio di Aldo Moro, da attentati ferroviari come quello di Bologna, da scioperi continui...
Nel frattempo la guerra fredda tra l'America e la Russia si andava pian piano riscaldando in forma positiva. Il ghiaccio si andava pian piano rompendo e si incominciava a dialogare e non piu' a minacciarsi, cioe' da "Notti di veglia," si andava pian piano verso la luce del nuovo giorno di luce e di sole. Gorbachoff, l'ultimo presidente della Russia comunista, apri'la vasta nazione russa alla peristroika, cioe' a una forma di apertura alla stampa e alla libera iniziativa industriale, che piano piano porto' al crollo del Muro di Berlino nel 1989, e di altri muri che chiudono la mente e l'intelligenza degli individui e delle nazioni.
FRANCESCO TOZZI scopre cosi' "di trovarsi al centro di eventi storici, sociali e politici di capitale importanza che, pochi anni piu' tardi, consentiranno l'abbattimento del Muro di Berlino, causeranno la disgregazione dell'URSS e, quindi, la formazione di nuovi Stati sovrani" (pagina 234).
Con questa affermazione, Francesco Tozzi conferma e vive in propria persona quanto detto dal grande filosofo tedesco Friederick Hegel: "Eventi umani rivelano una graduale maturazione con intelligenza e rispetto per la liberta' e la dignita' della persona umana. La storia del mondo non e' altro che il progresso del prendere coscienza della propria persona e della propria liberta'".
Alcuni anni fa allo Zecchino d'oro fu cantata una canzone "Il sole verra'" di una cantante russa Eugenia Otradnickh che canta cosi:"
Caro amico, ovunque sei
scrivo a te i pensieri miei.
Io non so che viso hai,
ma ti voglio bene assai.
Il sole verra'
Domani per noi
E il cuore ci scaldera'
e nel suo splendore
Giorni d'amore
Ci regalera'...
Finalmente verra'
il sole per noi
che non tramontera'
Ciao Ottaviano, a presto per fare un'altra chiacchierata e passeggiata per i nostri monti e per i nostri boschi in cerca di funghi di fragole e di oregano fragrante e bere la dolce e fresca acqua di Serino.
Raffaele Di Zenzo | 09/05/10 20.53
Come scritto nel mio commento iniziale a questa ultima opera di Ottaviano De Biase, l'autore ancora una volta presenta il suo amore per la sua terra serinese che la vorrebbe libera da ogni forma di oppressione sia interna al paese che esterna alla nazione italiana.
Con il suo primo grande romanzo Cielo e Terra, Ottaviano De Biase ha presentato la vita dell'emigrante serinese in Germania e il suo ritorno a Serino carico, se non di marchi tedeschi, ma almeno di una grande esperienza di vita democratica e operativa.
Al suo ritorno dalla Germania, il De Biase, attraverso l'alter ego Francesco Tozzi, si arruola nella Marina Militare. In questa seconda vita e carriera, il De Biase dimostra la sua ferrea volonta',nonostante le varie difficolta' economiche e sociali, di arrivare a fare qualcosa di bene per se stesso e per la famiglia.
La sua vita di marinaio e del suo compito di Responsabile della Sicurezza delle Telecomunicazioni presso la sede Nato di Napoli rappresentano proprio questa ferrea volonta' di voler arrivare a conquistare prima di tutto la sua donna amata e poi mettere su famiglia e difendere la nazione attraverso le sue intercettazioni.
Il periodo storico sono gli anni settanta e ottanta, quando l'Italia era martellata dalle brigate rosse,dall'assassinio di Aldo Moro, da attentati ferroviari come quello di Bologna, scioperi continui...
Nel frattempo la guerra fredda tra l'America e la Russia si andava pian piano riscaldando in forma positiva. Il ghiaccio si andava pian piano rompendo e si incominciava a dialogare e non piu' a minacciarsi. Gorbachoff, l'ultimo presidente della Russia comunista, apri'la vasta nazione russa alla peristroika, cioe' a una forma di apertura alla stampa e alla libera iniziativa industriale, che piano piano porto' al crollo del Muro di Berlino nel 1989, e di altri muri che chiudono la mente e l'intelligenza degli individui e delle nazioni.
FRANCESCO TOZZI scopre cosi' "di trovarsi al centro di eventi storici, sociali e politici di capitale importanza che, pochi anni piu' tardi, consentiranno l'abbattimento del Muro di Berlino, causeranno la disgregazione dell'URSS e, quindi, la formazione di nuovi Stati sovrani" (pagina 234).
Con questa affermazione, Francesco Tozzi conferma e vive in propria persona quanto detto dal grande filosofo tedesco Friederick Hegel: "Eventi umani rivelano una graduale maturazione con intelligenza e rispetto per la liberta' e la dignita' della persona umana. La storia del mondo non e' altro che il progresso del prendere coscienza della propria persona e della propria liberta'".
Riassumo il calendario delle presentazioni in Friuli: Sabato 15 maggio ore 11 Monfalcone; ore 18 Aviano.
Lunedì 17 maggio, primo pomeriggio, sede della Kappa Vu, con librai (di Udine) e distributori.
Martedì 18 maggio, ore 18 Gorizia,libreria Ubik.
ottaviano
alchimista | 23/04/10 16.59
Ho finito il libro , veramente gradevole specie per chi ha vissuto qualcosa di simile.
alchimista | 04/04/10 9.30
Ho cominciato a leggere il libro ed è stato come fare un balzo indietro di 30 anni.Io al contrario di Ottaviano non ho dovuto lavorare la terra da ragazzo ma sono cresciuto nella casa dei nonni a Contrada insieme ai contadini e alcuni ricordi sono nettissimi.Poi la partenza per la Caserma Santa Barbara con l'89° AUC, le lezioni teoriche , gli addestramenti operativi , le insufficienze(io per fortuna non ne ho presa neanche una, cosa che mi ha fruttato il primo posto nella graduatoria sia intermedia che finale)le corse continue(peggio dei bersaglieri) , le flessioni quando avevi fatto qualcosa non alla perfezione e così via. Un giorno per un errore fatto da uno di noi alla presenza del comandante di Gruppo abbiamo corso per due giorni di fila.A quei tempi pesavo 75 chili.Tra vecchie foto ho anche ritrovato qualcosa di quei tempi.
gidìeffe | 19/03/10 17.55
Il libro di Ottaviano ha un difetto: se inizi a leggerlo non puoi fare a meno di continuare a leggerlo... allora, stai attento!
alchimista | 19/03/10 17.46
E' arrivato il libro adesso devo solo trovare il tempo di leggerlo.
gidìeffe | 15/03/10 8.30
Lo so, lo so: no ti preoccupare che... all'alba vinceeeeraaaaa!!!!
PER OTTAVIANO:
Caro Ottaviano,
ieri ho finito di leggere il tuo romanzo e sarò laconico: ti sei superato!
Urge una continuazione!!
P.S. x Maurizio: il romanzo di Ottaviano ti piacerà sicuramente!!!
alchimista | 12/03/10 22.31
Ho ordinato il libro ma al momento ancora nulla.Scrivere un libro sulla mia vita?Potrebbe anche essere ma non adesso. Al momento non riesco neanche a scrivere un altro libro, e tu sai quele è caro Giovanni!
gidìeffe | 12/03/10 15.07
Sono arrivato a pagina 121 e la lettura scorre molto piacevolmente: di nuovo tanti complimenti al marionaio di montagna soprattutto per l'esempio vivente di volontà e abnegazione!
Trovo molte similitudini con la vita dell'Alchimista al quale suggerirei di imitare Ottaviano e scrivere il romanzo della sua vita!!!
Vai Maurizio...
lina | 12/03/10 11.40
Stavo iniziando la richiesta on.line,ma poi l'ho bloccata.
E' vero la richiesta viene subito accettata e la casa Editrice spedisce...Il problema nasce perchè durante il tragitto ..casa editrice..casa utente...c'è qualcosa che non va(le POSTE creano il problema...meglio il Corriere,forse.
E' ormai passato del tempo da quando ho richiesto il libro di Micaela .il libro sul Vajont.... Niente all'orizzonte.
Oggi cercherò di telefonare al Comitato del Vajont e vediamo...
Meglio,quindi,comprare in libreria
ottaviano | 08/03/10 19.15
rispondo a Lina. La casa editrice mi comunica che tutte le richieste on-line sono state soddisfatte.
Di più, trascrivo quanto riferisce alle librerie che ne hanno già fatto richiesta,"il libro sarà supportato da un calendario di presentazioni in tutta Italia che vi comunicheremo di volta in volta.". Credo che lo si potrà prenotare non solo on-line ma anche recandosi direttamente in una qualsiasi libreria.
lina | 08/03/10 17.36
A quanto ho letto il libro si può comprare solo attraverso Internet..
Io non ho fortuna con gli acquisti a distanza..non mi è ancora arrivato il libro di Micaela ..Un po' come accadde con il libro Fenomeni...