La prima immagine è un cimitero serbo. Alcune tombe si intravedono tra le siepi. Cimiteri del genere (Serbi , musulmani , cattolici) si incontrano a decine lungo le strade , ovunque vi sono stati scontri , e vicino ai gruppi di case distrutte dai nemici.
Le due foto successive mostrano le case distrutte. I combattenti non si limitavano ad uccidere gli abitanti ma distruggevano ed incendiavano perchè non ci fosse neanche una possibilità di ritorno dei superstiti.
L' ultima foto mostra le facciate delle case con ancora i segni delle schegge delle granate.
Siamo sulla riva destra della Sava , in bosnia, di fronte a Slavosky brod (zona croata) in questo caso le bombe erano croate lanciate sui serbo - bosniaci dopo l' intervento della Croazia a fianco della Bosnia.
Quando si parla di guerra si pensa ad un fronte con eserciti contrapposti.
In Bosnia il fronte era dovunque, all' interno dello stesso villaggio , tra due case di vicini.
Oggi si combatteva nel villaggio serbo , domani in quello bosniaco.
una volta si sparava sui campanili poi sui minareti.
Non è possibile definire in bosnia dove erano gli uni e dove gli altri.
Ancora oggi il fuoco cova sotto la cenere e solo la presenza di truppe straniere (io ho visto gli svedesi) tiene la situazione calma. Credo che dovrà passare una generazione prima che l' odio si plachi.
lina | 05/10/09 16.09
"Stacchiamoci dalle "coste" del nostro egoismo, che ci porta a credere che "aldilà di me o di quello che penso c'è il niente o l'incerto.."; liberiamoci dal nostro "IO", che ci fa illudere di essere sempre l'ultima spiaggia o la prima costa sicura.
Guardando le immagini non riesco a dire altro.....
se non ..apprezziamo la nostra vita quotidiana,riteniamoci fortunati anche quando riceviamo un'offesa.