Tra il presente ed il passato in quel di
Conza della Campania
Cari Lettori di Greenopoli sono lieto di introdurVi all'ultima impresa del nostro Viaggiatore. Questa volta non è andato in giro da solo (se si esclude la sua immancabile macchina fotografica nelle sue passate scorribande). Il secondo viaggio a Conza della Campania, infatti, lo ha fatto insieme all'Alchimista, ovvero a quel Maurizio Galasso che "scombatteva" in trincea già all'epoca della realizzazione della diga di Conza. Che dire delle immagini: sono semplicemente eccezionali. Sia quelle "naturali" sia quelle tecniche. Oltre alle immagini, ed è questa la novità recentemente introdotta nella rubrica (lo sanno gli ascoltatori di Radio Base Agro che hanno ascoltato le parole del Viaggiatore nella puntata del 31 marzo del programma Differenziarock), ci sono le emozioni, i ricordi... quelli del terremoto dell'Irpinia... oggi la tragedia è avvenuta altrove, ma le immagini sono le stesse, anche se a colori... i volti disperati... con l'occasione rivolgo il mio pensiero alle famiglie delle vittime e plaudo ai professionisti e ai volontari impegnati, ora come all'ora (chi scrive aveva dieci anni all'epoca del terremoto dell'Ottanta), a servizio degli Altri. Un Grazie di Cuore ai Vigili del fuoco. Complimenti a Sabino e a Maurizio per il loro viaggio domenicale! Al prossimo viaggio!!
Giovanni De Feo
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Figura 1 - Il vecchio borgo di Conza della Campania (AV) distrutto dal sisma del 1980
In questo reportage viene illustrato lo stato di fatto di Conza della Campania sia con riferimento al vecchio paese danneggiato dal sisma del 1980 (Cfr. Fig. 1) sia con riferimento al lago artificiale costruito per fornire acqua ad uso irriguo alle campagne agricole della Puglia e della vicina Alta Irpinia. Non era la prima volta che avevo visitato un paese distrutto dal sisma, in passato ero stato anche a Quaglietta, nell'alta valle del fiume Sele. Non avendo vissuto di persona il sisma non ho mai percepito in pieno il terrore che invece si legge negli occhi di molti, soprattutto i più anziani. Rivedendo le immagini provenienti dall'Abruzzo, alcune davvero crude, sono rimasto "turbato", nel vero senso della parola ed impotente davanti a tutto. Vedere persone anziane, piangere come dei bambini, la dice tutta, è il segno della loro incapacità davanti a quanto accaduto, malgrado i loro anni di esperienza. Con il caro alchimista, ieri parlammo proprio nel sisma e per ironia della sorte, oggi 6 aprile del 2009, la nostra Italia si è ritrovata di nuovo come nel lontano 1980, malgrado il grandissimo passo in avanti fatto dalla nostra protezione civile. In questo viaggio ho voluto raccogliere i commenti del caro alchimista, che, per volere del fato è stato protagonista sia del periodo del terremoto del 1980 sia della nascita dell'oasi WWF, la più grande zona umida della Campania. ... "ho cominciato a correre su e giù per l'Irpinia terremotata a partire dal 7 Gennaio del 1981. L' emergenza era tale che non ci si poteva fermare a ragionare, si doveva correre per portare l'acqua potabile anche nei luoghi più impervi, nel mentre si soccorreva ancora chi aveva bisogno di tutto. Verso l'inizio degli anni '90 l'emergenza cominciò ad allentarsi ed il lavoro prese la piega di una maggiore ordinarietà. Nel 1994 venne fuori una nuova emergenza, quella dei rifiuti, ed il sottoscritto si trovò ancora una volta in prima linea (deve essere destino; mi trovo sempre in prima linea quando si devono affrontare i problemi, finisco per non esserci mai quando si mietono i risultati!).
Durante uno dei tanti sopralluoghi con gli amici del Servizio Geologico Nazionale finimmo a Conza della Campania e ci fermammo proprio all' ingresso del paese vicino a delle palazzine di costruzione abbastanza recente ancora in piedi ma tutte lesionate ed inagibili.
Erano già passati almeno 15 anni dal terremoto ma avvicinandoci ad un portoncino in alluminio anodizzato e vetro lo trovammo aperto e la curiosità fu troppo forte ed entrammo. In quel momento ci mancò il fiato! Ci trovammo in una stanza con un camino sul quale vi era un calendario con il mese di Novembre 1980 , ancora la cenere nel camino , sedie rovesciate e molte suppellettili a terra. Salimmo per le scale e dalla sommità, che dava alle camere da letto, si potevano scorgere ancora i letti con le coperte e tutto era come se fosse stato lasciato un attimo prima e non da quindici anni. A terra poi vi era un orsetto di peluche di colore giallo quasi uguale all' inseparabile compagno di mio figlio quand'era piccolo (mio figlio è nato a Giugno del 1980). Si poteva rivivere la scena di quella sera alle ore 19,30. La scossa, tutti scappano ed una madre afferra il piccolo per fuggire ed un orsetto sfugge dalle mani. Poi più nulla. Nessuno è tornato e quella casa dopo 15 anni era ancora cristallizzata a quel momento di tanti anni prima. Perché in 15 anni non è tornato nessuno?Volutamente non ho mai cercato di darmi una risposta, ma quella casa la rivedo ancora ogni volta che penso a Conza".

Figura 2 - Vista del lago artificiale dal vecchio borgo di Conza della Campania
Il presente di Conza della Campania è invece costituito dall'invaso artificiale e dall'oasi WWF (Cfr. Fig. 2). Il lago è stato creato mediante uno sbarramento realizzato lungo il corso del fiume Ofanto, una diga in terra con una capacità di accumulo di acqua di circa 54 milioni di metri cubi.Nel primo viaggio di greenopoli, il livello dell'acqua nella diga era basso. Parte delle vecchie case dell'agglomerato basso di Conza della Campania erano riemerse, cosi come il ponte in archi che collegava le due sponde dell'attuale lago. Ieri, il livello dell'acqua aveva raggiunto la quota di massima, con lo sfioratore laterale ed il canale di allontanamento delle acque verso l'Ofanto in azione. Al di là dell'idraulica e del fascino nel vedere quel grande canale pieno d'acqua, l'aspetto più interessante è l'oasi WWF, creata a monte del lago, nella zona delle acque basse. Ancora una volta, nel descrivere la nascita dell'oasi, vi riporto il commento del caro alchimista, uno dei padri fondatori dell'oasi e promotore della cultura ambientalista in un periodo dove chi faceva ambientalismo rischiava di brutto.
..." i lavori della diga (che ha un volume massimo totale di invaso di circa 70 milioni di mc) iniziano negli anni '70 e si interrompono per effetto del terremoto dell' '80.
Il cantiere della Ferrocemento diventa il rifugio degli abitanti della zona duramente colpita. Il centro abitato di Conza fu letteralmente raso al suolo ed io che l'ho visto nel Gennaio del 1981 ne ho un ricordo struggente.
I lavori riprendono dopo le verifiche dei calcoli antisismici e producono con le escavazioni dall'alveo dell'Ofanto un paesaggio lunare che ben presto si tramuta in una palude ricchissima di avifauna. Nasce cosi, in un gruppo di esaltati, l'idea di creare un'oasi di protezione della fauna"
..."l'Oasi di Conza nasce nel primo dopo terremoto su di un area di circa 400 ettari immediatamente a monte dello sbarramento in terra. In tale area i lavori di escavazione avevano creato una palude che era diventata un rifugio per l'avifauna.
Il completamento della diga con i primi invasi rese inutilizzabile tale area (con acqua profonda) da parte del maggior numero delle specie presenti, per cui fu proposto e realizzato l'allargamento dell' OASI che oggi ingloba tutto il lago ed un ampio territorio a valle. Molte vicissitudini hanno portato poi all' attuale situazione e non tutte le vicissitudini sono state positive. L'Oasi all'epoca venne realizzata con il contributo di molti amici cacciatori come il compianto Fiorentino Tomeo e l'amico Dario Grella. In molte occasioni si riusciva ad intendersi più con i "nemici" cacciatori che con gli "amici" verdi".

Figura 3 - L'acqua color smeraldo del fiume Ofanto a monte della zona delle acque basse dell'oasi WWF
| La visitatrice | 06/07/09 22.36 |
| Complimenti al viaggiatore!!!Semplicemente stupende.....molto forti e malinconiche le foto che ritraggano le case colpite dal sisma; piene di speranza quelle che mostrano il sinuoso volo degli uccelli(non sn riuscita a capire i tipi di uccelli)!!!e le altre.....penso che parlano da sè!!! |
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| Il libero pensatore | 09/04/09 8.46 |
| Le foto sono semplicemente eccezionali! |
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| Il viaggiatore | 08/04/09 21.50 |
Mauri' io lo faccio per farvi allenare ;)
Uè ma ti son piaciute le foto? |
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| alchimista | 08/04/09 19.00 |
| Sabì non ti smentisci mai! |
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| Il viaggiatore | 08/04/09 8.16 |
| Per scaricare le foto del viaggio, basta cliccare sulla prima foto nell'articolo. |
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| alchimista | 06/04/09 21.42 |
Nel 1980 avevo 27 anni ed un figlio, ho vissuto la scossa del 23 Novembre al 4° piano di un palazzo da dove sono sceso solo a terremoto finito avendo dovuto soccorrere mio suocero e suo padre ultranovantenne paralizzati dal terrore.
Ho poi recuperato mia madre e mia sorella e con loro ho passato la notte in auto dopo aver preso a casa mia una coperta , una pila elettrica , il biberon e tutto il latte disponibile per mio figlio di cinque mesi.
Quando ha cominciato (dopo due giorni ) a nevicare sono rientrato in casa per evitare una broncopolmonite a mio figlio ed assicuratomi che i miei avevano il necessario mi sono presentato volontario alla Prefettura per fare qualcosa.
Dal 7 gennaio 1981 sono stato poi assunto presso il Laboratorio di igiene ed ho cominciato a correre per l' Irpinia.
L' 8 Gennaio ero a S. Angelo dei Lombardi, il 9 a S. Andrea di Conza e così via per circa 8 lunghissimi anni.
Ho visto macerie , lutti e lacrime quante non si possono immaginare ed oggi alle immagini dell' Abruzzo non sono riuscito a trattenere le mie.
Per una strana coincidenza proprio ieri sono tornato a Conza ed ho ritrovato la casa che ho fatto vedere all' amico Sabino che come tutti quelli che non hanno vissuto simili eventi non può capire pienamente che cosa sia la disperazione di chi vede di aver perso tutto.
Non ci sono parole per descrivere l' angoscia di quei giorni, angoscia che oggi attanaglia i fratelli d' Abruzzo.
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