Caro Maurizio,
da noi le cose di ordinaria amministrazione passano per fatti eccezionali, fare il prorpio dovere, infatti, è divenuto cosa da "fessi". "Ei, e chi to fa fà...", "E chill tutt amma campà...", "Chill so unu pegg e natu...", ... Signore grazie per avere inventato la Livella, strumento di precisione, efficace al 100%: fino ad ora, infatti, non ha mai fallito un colpo!!! "E minu male!" sinò o munnu era chin e' s****z!
alchimista | 18/06/08 21.16
Ancora un'altra.Iodio 131 a Savignano dicono i militari con il geiger.
Non è niente vero ribatte l' ARPAC.
Ma allora perchè quei signori sicuramente meglio pagati dei militari non alzano il loro bel sederino dalle sedie e vanno ad annusare un pò di puzza nelle discariche?
Se vi è un emergenza è bene usare anche l' esercito ma una cosa è l' ordine pubblico (nel 1978 con il sequestro dell' on. Moro l' esercito fu messo per strada per garantire un paese che sembrava essere sull' orlo di una guerra civile e la cosa servì almeno a dare fiducia ai cittadini.Le immagini di allora sono ancora stampate nella mente di chi all'epoca era un sottotenente di artiglieria in servizio a Sabaudia e che a 24 anni si ritrovava per strada con la responsabilità di guidare una quarantina di altri ragazzi praticamente coetanei)ed una cosa sono le attività(peraltro del tutto ordinarie nonostante l' emergenza) che spettano sicuramente ad altri.
Strutture che almeno sulla carta hanno uomini e mezzi e devono solo svolgere il lavoro per cui sono pagati.
Scusate ma per quanto moderato di fronte a tutto questo vedo "rosso".
gidìeffe | 10/06/08 21.46
Presente!
alchimista | 10/06/08 21.16
Altro Iodio 131 in un vagone ferroviario in partenza.
Andate a spiegare alla gente che le Istituzioni garantiscono le popolazioni.
Complimenti a chi ci riesce!Io ci ho provato per 12 anni adesso avrei qualche imbarazzo a farlo.Ma esiste una alternativa? credo si si ma occorre cambiare le Istituzioni.Ragazzi anche in questo ho speso buona parte della mia vita adesso ho bisogno del cambio (non si può giocare tutta la vita a centrocampo ho bisogno di un pò di panchina)qualcuno si faccia avanti.
gidìeffe | 07/06/08 22.41
Si ma anche i moderati si possono arrabbiare!
alchimista | 07/06/08 21.06
Mi sembra di aver letto su di un cartello messo nella stanza di un certo professore universitario che non c'è niente di più rivoluzionario della verità.E dire che ho sempre pensato di essere un moderato!
saluti a tutti
gidìeffe | 07/06/08 9.41
Caro Alchimista hai proprio ragione: non ci resta che piangere...
Citazioni a parte (Il magnifico file di Benigni e Troisini, a beneficio dei più giovani) un grazie all'Alchimista, perché la sua partecipazione al progetto Greenopoli sta dando completezza e compiutezza ai nostri ragionamenti. L'Alchimista, poi, ha un'altra dote non comune: il coraggio di dire la Verita? 'e ritt nient...
alchimista | 06/06/08 20.39
Iodio 131 nella spazzatura. Lo iodio 131 è l'isotopo emesso in maggior quantità da Chernobyl, per fortuna vive poco.
Una cosa è certa qualcuno ha smaltito illegalmente un rifiuto radioattivo e questo qualcuno è una struttura sanitaria (con molta probabilità pubblica).
Lo iodio 131 non dovrebbe essere una sorgente "orfana"(le sorgenti orfane sono le sorgenti radioattive non catalogate) per cui se qualcuno ha smaltito illecitamente tale nuclide vi è una colossale carenza di controlli.
Torniamo a bomba!Come si può pensare di gestire senza controllare?Non si controllano i depuratori,le strutture sanitarie, gli acquedotti ecc:
Ma questa non è la camorra queste sono le istituzioni pubbliche.
Ricordiamoci che l' assessore provinciale all' ambiente Fierro in una conferenza con l' ARPAC evidenziò lo stato di inquinamento dei fiumi e la presenza di scarichi non autorizzati e/o non conformi.
Visto che l' autorizzazione agli scarichi la rilascia proprio la Provincia che ha poi , insieme all' Arpac, compiti di controllo una domanda sorge spontanea : ma a chi Fierro voleva dire queste cose, a se stesso?Ma per nostra sfortuna i tedeschi i controlli lifanno ed oggi aumenteranno il prezzo dello smaltimento per farne di più.
Non ci resta che piangere!
gidìeffe | 06/06/08 15.13
www.repubblica.it
In un carico una busta con valori sopra i militi, conteneva esami radiologici
"Non riprenderemo finché non avremo le prove dei controlli all'origine"
Amburgo, stop ai rifiuti campani "Ci sono tracce di radioattività"
AMBURGO - La città di Amburgo ha sospeso temporaneamente la smaltimento dei rifiuti campani dopo aver trovato in un carico, questa settimana, tracce di radioattività superiori ai normali livelli riscontrati nell'ambiente: probabilmente, una busta contenente esami radiologici, provenienti da una struttura sanitaria. Lo ha detto Reinhard Fiedlier, il portavoce della società che smaltisce l'immondizia proveniente dalla regione italiana.
Il ministro dell'Ambiente della città-stato anseatica, Anya Hajduk, ha detto che lo smaltimento riprenderà solo quando la società tedesca riceverà dalle autorità italiane la garanzia scritta che tutti i carichi di rifiuti diretti ad Amburgo saranno controllati all'origine contro la radioattività. Il prossimo treno è atteso ad Amburgo per la settimana prossima, "ma se non riceviamo la lettera prima non lo accetteremo, lo rimanderemo indietro".
Quanto al livello di radiottività riscontrato, "è paragonabile a quello delle radiazioni cosmiche a cui sono esposti gli aerei che volano a una quota di diecimila metri di altezza". In termini assoluti, ha proseguito, "se il normale livello di radiattività riscontrato nell'ambiente è di 0,1 unità, il livello che abbiamo trovato nel container era di otto unità". Fiedler ha però minimizzato i rischi per la popolazione. Le tracce di radioattività sono state infatti riscontrate in appena un metro cubo di rifiuti in cui erano presenti liquidi contaminati con lo iodio 131 che dovranno essere smaltiti separatamente. "Il caso dello iodio non è un fenomeno tipicamente italiano - ha sottolineato Fiedlier - si verifica ad Amburgo almeno 10 volte all'anno".
Il contenuto di questo particolare container, ha precisato il portavoce, è stato già smaltito, ma in uno speciale impianto utilizzato per le sostanze radioattive. Una procedura, questa, ha aggiunto, che costerà "qualche migliaio di euro in più all'Italia".
Intanto, anche sul piano politico, il tema rifiuti continua a rimanere caldo. Dopo il botta e risposta col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva indicato come molti dei rifiuti tossici finiti in Campania provengano da aziende del Nord, oggi la Lega ha presentato un emendamento al decreto rifiuti, in cui viene chiesto che la regione ora governata da Antonio Bassolino restituisca soldi impiegati per far fronte all'emergenza. Si tratta di 150 milioni di euro che, secondo il provvedimento, vengono presi dal Fondo per le aree sottoutilizzate. Il Carroccio propone invece una sorta di prestito (con tanto di contratto da stipulare dal notaio) da parte dello Stato di quei soldi alla regione che, entro 20 anni, è tenuta a ridare il denaro.
(6 giugno 2008)
gidìeffe | 06/06/08 8.24
A Napoli pure il percolato è oro
di Claudio Pappaianni
L'inchiesta della procura di Napoli sulla parte più inquinante e pericolosa dei rifiuti. Un liquido sparso deliberatamente nei corsi d'acqua e lungo le strade. A un costo altissimo
[http://espresso.repubblica.it/dettaglio/A-Napoli-pure-il-percolato-e-oro/2028451//0]
Percolato. È l'ultimo vocabolo del dizionario dei rifiuti finito nel linguaggio comune dei campani. È la parte liquida che la monnezza rilascia con la decomposizione: la sorgente dell'odore di morte che imprigiona interi quartieri. È anche la frazione più inquinante e pericolosa, che infiltra nelle falde le sostanze tossiche. Ma quello del percolato è anche l'ultimo scandalo su cui si concentrano le attenzioni della Procura di Napoli.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che ha portato all'arresto del braccio destro di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, ha fatto luce sul destino di questo liquido micidiale. Agli atti dell'indagine ci sono le proteste di un sindaco "perché i camion percolano", ossia seminano una macchia nera sull'asfalto. La Di Gennaro, sempre lei, lo rassicurava mandando i carabinieri a controllare e a convincerlo che "percolavano poco". Ma a fare quei controlli erano i militari in forza alla Protezione civile. Gli altri, 'i nemici' di cui si parla nelle intercettazioni, erano i carabinieri del Nucleo tutela ambiente guidati dal generale Umberto Pinotti, di cui la Di Gennaro si spinge addirittura a chiedere la rimozione.
Quei camion non perdevano liquido per errore, lo scaricavano deliberatamente. E molti sapevano. Così, il nuovo filone di indagine sui rifiuti condotta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, ancora top-secret, ma che porterà presto a sviluppi di rilievo, è proprio sul destino del percolato in Campania. Un veleno che andrebbe trattato in impianti specializzati e che invece sarebbe stato sistematicamente sparso nei corsi d'acqua, nelle fogne o addirittura lungo le strade e nei campi. Ogni giorno, nelle discariche autorizzate dal Commissariato c'è un via vai di mezzi che aspirano il liquido nerastro dalle vasche per portarlo ai centri di bonifica. Ma lungo il percorso almeno la metà del carico finisce per essere smaltito illegalmente. Così ci guadagna la ditta che trasporta, che paga meno, e quella che smaltisce, che incassa lo stesso. Resta il fiume tossico, che penetra nel terreno e nelle acque e che nessuno si è curato di disinquinare.
Quello della mancata bonifica della Campania è uno scandalo nello scandalo. Per rimettere in sesto un territorio ammorbato da rifiuti, anche quelli tossici interrati per anni dalla camorra, nel 2001 il governo aveva istituito l'ennesimo commissariato. L'incarico fu affidato ad Antonio Bassolino, che era già commissario ai rifiuti. Un anno dopo, veniva siglato un accordo di programma con la Jacorossi Spa sponsorizzata dal ministero del Lavoro (allora retto da Roberto Maroni, ndr): 140 milioni di euro per rimuovere i veleni da 80 comuni. L'incarico fu affidato senza gara, grazie all'impegno della società di assumere 380 lavoratori socialmente utili. Lo prevede una legge dello Stato, che garantisce pure la gran parte degli stipendi per i primi tre anni. Una manna, che ha permesso alla Jacorossi di affidare senza alcun vincolo lavori in subappalto e tenersi, allo stesso tempo, gran parte di quegli operai fermi a giocare a carte, come loro stessi hanno denunciato.
Alla scadenza dei tre anni, il licenziamento e la cassa integrazione: paga sempre lo Stato. A Jacorossi, intanto, sono stati liquidati i primi lavori, ma a un prezzo troppo caro, specie per l'ambiente. L'incarico aveva scadenze ben precise e un rimborso garantito solo a operazioni eseguite. C'era poco tempo da perdere. Così, le scorie raccolte sarebbero state spacciate per scarti di edilizia per poi finire, sistematicamente, in cave della provincia di Caserta e Napoli non molto lontano da quelle di Chiaiano. Andavano separati, trattati, smaltiti ognuno secondo le procedure previste: la plastica con la plastica, i copertoni di auto con i copertoni, l'amianto con l'amianto. E invece, oltre un milione di tonnellate di monnezza sarebbe finita sepolta sotto strati di terreno in luoghi non certo idonei e, anche lì, il percolato ha fatto la sua strada infiltrandosi fin dove ha potuto. Hanno documentato tutto gli uomini del Noe di Napoli guidati dal Maggiore Giovanni Caturano e nei giorni scorsi la Procura ha notificato il provvedimento di chiusura indagini a 12 tra ex dirigenti della Jacorossi e delle ditte subappaltatrici.
Secondo gli inquirenti, l'imperativo per i vertici della società romana era solo uno: 'Fatturare! Fatturare! Fatturare!'. I rifiuti andavano rimossi e portati ovunque, purché il Commissariato pagasse. Anche più del doppio di quanto dovuto: "Non valgono così tanto, lei lo sa: valgono la metà. Ma al Commissariato non facciamo conoscere le quotazioni al ribasso, sennò le royalties su cosa le prendiamo?", dicono tra di loro al telefono. Dei circa 60 milioni di euro già versati alla Jacorossi, almeno 46 sarebbero frutto di quello che per i carabinieri è stata una 'gestione illecita'. In pratica: frutto di uno smaltimento di rifiuti che in realtà sono stati solo spostati e di una bonifica dei terreni mai effettuata.
Le indagini si sono concluse nel 2006, ma ci sono voluti due anni per i provvedimenti. Un periodo durante il quale per la Jacorossi è arrivato anche un premio: un nuovo incarico da 101 milioni, oltre a 20 milioni come risarcimento per il mancato rispetto del contratto da parte del Commissariato. E quando all'inizio dell'anno Palazzo Chigi ha deciso di togliere a Bassolino l'autorità sulla bonifiche, la Jacorossi ha affidato il timone delle attività a Ciro Turiello, considerato un fedelissimo del governatore che lo volle accanto a sé nel Commissariato, salendo tutti i gradini fino a diventare vice di Bertolaso nel 2007. Nell'ultimo anno, Turiello è stato amministratore delegato di Asia, la società napoletana per i rifiuti con 2.200 dipendenti e una percentuale di raccolta differenziata di poco sopra il 10 percento, nonostante spenda 1,5 milioni all'anno solo per il leasing degli automezzi (parte dei quali forniti dalla Oram srl di proprietà di sua cognata, ndr). L'uomo giusto per il piano della Jacorossi: entrare nel mercato degli appalti comunali per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. In Campania si ricicla tutto, tranne che la spazzatura.
(05 giugno 2008)
gidìeffe | 05/06/08 13.51
www.repubblica.it
Il capo dello Stato risponde alle dichiarazioni di alcuni esponenti del Carroccio che lo hanno accusato di scaricare le colpe dell'emergenza "sui soliti cattivoni del Nord"
Rifiuti, la replica di Napolitano
"La Lega rilegga la relazione"
Giorgio Napolitano
NAPOLI - "Basta leggere la relazione della Commissione parlamentare sui rifiuti": così il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, replica alle dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, che interpretano la sua denuncia di ieri ("I rifiuti tossici vengono dal Nord") come un modo per scaricare le colpe dell'emergenza rifiuti sui "soliti cattivoni del settentrione".
Il presidente della Repubblica è intervenuto, a Napoli, alla consegna di un premio attribuito all'ex segretario generale della Camera, presidente di Mediobanca e ministro Antonio Maccanico. Sono stati i cronisti presenti a sollecitare un suo commento alle parole pronunciate dalla Lega, facendogli osservare che alcuni esponenti leghisti si sono dipinti come i "soliti cattivoni del Nord".
"Io sono venuto qui - ha precisato il presidente della Repubblica - per sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali anche quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord".
(5 giugno 2008)
Lina | 05/06/08 10.25
E' vero la mafia è la mano che manovra i fili.....
Di Pietro dice:
- Ricordatevi che sulla questione rifiuti devono venire ancora fuori le cose esattamente come stanno, perché la responsabilità è della collusione tra mafia e politica. L’altro giorno hanno ammazzato un imprenditore perché era l’elemento di raccordo tra soggetti malavitosi e soggetti politici di primissimo piano. Nessuno ne parla, ma noi vi terremo informati con atti e documenti, giorno dopo giorno, perché da quello spaccato si capirà come la mafia ha alzato il tiro: prima era contro le istituzioni, ora è nelle istituzioni e se ne serve per fare i propri affari, a danno della cittadinanza e di coloro che devono sopportare poi il danno e la beffa dei rifiuti.
Tutti noi, in primis "dal primo Cittadino di ogni Comune Campano" siamo chiamati a collaborare a 360 gradi.
Da questa emergenza bisogna uscire,sì è sbagliato tanto ...diamoci un'altra possibilità.
gidìeffe | 05/06/08 9.01
Il presidente della Repubblica: "La camorra è dietro ai traffici illeciti"
"Ai cittadini della Campania chiedo comprensione e disponibilità"
Napolitano: "Rifiuti tossici arrivati in gran parte dal nord"
[www.repubblica.it]
Giorgio Napolitano
NAPOLI - Le responsabilità della camorra ma anche quelle delle regioni settentrionali. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a parlare dell'emergenza rifiuti da Napoli. E lo fa per fare chiarezza su un tema spesso oggetto di strumentalizzazioni. A partire dalle responsabilità. "La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici compreso quello dei rifiuti tossici - afferma il capo dello Stato - e questi rifiuti insalubri in gran parte sono arrivati dal nord, ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni del nord". Un chiaro invito a non considerare l'emergenza rifiuti come un problema limitato alle regioni del sud. Tutti, insomma, facciano la propria parte. Nessuno si senta escluso.
Anche perché di tempo non ce n'è. "Non si può tergiversare, non si può eludere la necessità di sbocchi immediati per l'emergenza rifiuti" insiste Napolitano. Ci sono stati "errori e ritardi", ammette il capo dello Stato ma "ormai non si può più attendere alcunché".
Non a caso il presidente si rivolge anche ai cittadini della Campania. Quelli che devono convivere con la spazzatura per strada, quelli che si sono schierati contro le discariche, quelli che temono rischi per la salute. A tutti loro Napolitano chiede "comprensione e disponibilità" per affrontare l'emergenza "con gli opportuni chiarimenti ma senza smarrire mai il senso dell'urgenza e della legalità, nel modo più assoluto". Un monito a rigettare ogni forma di violenza. Facendo osservare come l'attuale situazione non minacci solo la salute di un quartiere ma di "milioni di cittadini".
Per risolvere il problema, insiste il capo dello Stato, bisogna "estirpare la criminalità ed eliminare la piaga dei traffici camorristici riprendendo la strada per creare le condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento con soluzioni urgenti e non più rinviabili".
Poi tocca alla magistratura. Per questo il capo dello Stato assicura che "la magistratura sta facendo e farà la sua parte dando il suo contributo alla definizione e alla realizzazione di misure urgenti" non solo per superare l'emergenza rifiuti ma anche per sconfiggere la camorra. Un impegno che vedrà Napolitano spendersi personalmente presso il governo e il Csm "per dotare i magistrati dei mezzi necessari".
(4 giugno 2008)
Lina | 04/06/08 19.44
Il titolo
Differenziata in calo,aumenta la produzione di rifiuti
....(Tra l'altro).....Ad Avellino nei prossimi giorni si discuterà del futuro del Cosmari Av1..... la proroga del mandato per Spagnuolo è terminata.
L'alchimista ha ragione quando dice che non servirebbe traslocare......non risolveremmo il "problema"..
Il cittadino che "separa in casa" si è reso conto che il residuo è veramente..."residuo"
Il problema rifiuti è un "problema" solo perchè noi,le amministrazioni...e altri non vogliamo risolverlo.A volte mi chiedo se ciò che separiamo e mettiamo negli appositi cassonetti ..non sia poi "rimesso insieme", visto che c'è tanta confusione.
Qui siamo chiamati noi ad avere comportamenti più corretti : quando vediamo i cassonetti pieni non lasciamo a terra i nostri rifiuti, riportiamoli a casa .... la carta,il vetro etc,etc..il discorso cambia per l'umido e qui chi ha la fortuna di avere un po' di terreno c'è la soluzione:il compostaggio domestico.
Chi è stato a dire che c'è soluzione ad ogni problema?
Si faccia avanti e risolva questo....."buon lavoro"
alchimista | 02/06/08 22.23
Caro libero pensatore
munnezza in Germania non ne ho vista in giro, era tutta negli impianti.
Nell' Oasi Fluviale nei pressi di Monaco la Provincia ha realizzato un impianto di compostaggio (orrore!) da 30.000 ton/anno.
Si producono circa 0.6 Megawatt di energia da Biogas oltre al Compost. Vi sono mille precuazioni ma l' impianto lavora senza nessuna opposizione.
Vicino vi era una trivella , stava scavando per realizzare un pozzo per la geotermia ed a un paio di chilometri di distanza un bel daino pascolava nei campi.
A parte la pastasciutta credo che li non vi sia niente da rimpiangere.
Saluti