Obiettivi del Millennio
Nel 2000 le Nazioni Unite hanno definito gli "Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo" (Millennium Development Goals, o MDG). Si tratta di 8 obiettivi che tutti i 191 stati membri dell'ONU si sono impegnati a raggiungere entro il 2015:
1. Sradicare la povertà estrema e la fame.
- Dimezzare la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno.
- Dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame.
2. Garantire l'educazione primaria universale.
- Assicurare che tutti i ragazzi e le ragazze completino almeno un ciclo completo di scuola primaria.
3. Promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne.
- Eliminare la disparità dei sessi nell'insegnamento primario e secondario preferibilmente entro il 2005, e per tutti i livelli di insegnamento entro il 2015.
4. Ridurre la mortalità infantile.
- Ridurre di due terzi il tasso mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni.
5. Migliorare la salute delle madri.
- Ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna.
6. Combattere l'HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie.
- Bloccare e cominciare a invertire la tendenza attuale della propagazione dell'HIV/AIDS.
- Bloccare e cominciare a invertire la tendenza attuale della propagazione della malaria e di altre malattie importanti.
7. Garantire la sostenibilità ambientale.
- Integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi dei paesi; invertire la tendenza alla perdita di risorse ambientali.
- Dimezzare la percentuale di persone che non hanno accesso sostenibile ad una fonte sicura di acqua potabile.
- Ottenere miglioramenti significativi della vita di almeno 100 milioni di abitanti dei bassifondi, entro l'anno 2020.
8. Sviluppare una partnership mondiale per lo sviluppo.
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Sviluppare ulteriormente un sistema commerciale e finanziario che sia fondato su regole, prevedibile e non discriminatorio che includa l'impegno a favore di una buona governance, dello sviluppo e della riduzione della povertà sia a livello nazionale che internazionale.
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Dare risposta ai bisogni particolari dei paesi meno sviluppati. Questo include esenzione dalle tasse e assenza di vincoli di quantità per le esportazioni di questi paesi; potenziamento dei programmi di riduzione del debito per i paesi poveri fortemente indebitati; cancellazione del debito bilaterale ufficiale, e una più generosa assistenza ufficiale allo sviluppo per quei paesi impegnati nella riduzione della povertà.
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Dare risposta ai bisogni particolari degli Stati senza accesso al mare e dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.
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Occuparsi in maniera globale del problema del debito dei paesi in via di sviluppo attraverso misure nazionali ed internazionali tali da rendere il debito stesso sostenibile nel lungo termine.
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In cooperazione con i paesi in via di sviluppo, creare degli impieghi rispettabili e produttivi per i giovani.
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In cooperazione con le aziende farmaceutiche, rendere le medicine essenziali disponibili ed economicamente accessibili nei paesi in via di sviluppo.
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In cooperazione con il settore privato, rendere disponibili i benefici delle nuove tecnologie, specialmente quelle dell'informazione e della comunicazione.
Traduzione da United Nations, United Nations Millennium Declaration, Resolution adopted by the General Assembly, 8th plenary meeting, l'8 September 2000, A/55/L.2, New York, 2000, a cura di G. De Feo.
Tavola Rotonda
Obiettivo 8 del Millennio:
SVILUPPARE UN PARTENARIATO
MONDIALE PER LO SVILUPPO

Cambiare il mondo si può?
La povertà estrema e la fame possono avere fine?
L'ambiente può tornare ad essere "intorno", luogo che ci circonda, dopo essere stato per lungo "altrove", luogo di nessuno?
L'utopia prende forma negli 8 "Obiettivi del Millennio" e la Cappella Universitaria dell'Università di Salerno la sostiene in un anno di attività dedicato a promuovere "TUTTI I DIRITTI PER TUTTI". Nell'ambito della prima settimana di animazione missionaria (19-22 novembre 2007) si riflette sul Diritto alla Dignità ed allo Sviluppo. La tavola rotonda del 21 novembre (ore 15.30 - Facoltà di Ingegneria) è incentrata sull'obiettivo 8 "Sviluppare un Partenariato Globale per lo Sviluppo". È l'immagine di una rotonda stradale che interpreta lo spirito della tavola rotonda che si apre a raccogliere i contributi di molte strade: l'Ingegneria (prof. Giovanni De Feo), l'Esperienza Cristiana (padre Giulio Albanese), le Scienze Politiche (prof. Giuseppe Foscari) e quella di chiunque voglia dare il proprio contributo, in termini di semplici domande o di esperienza, perché tutti infine escano pronti ad assumere "l'impegno in favore di una buona gestione, dello sviluppo e della riduzione della povertà sia a livello nazionale che internazionale". È tempo di cambiare!
N.B. I relatori non hanno presentato una relazione ma sono stati a disposizione per rispondere alle domande, animare e moderare l'incontro. A tal proposito, è stato (ed è ancora) possibile porre delle domande, fare dei riflessioni e dei commenti inviando una mail agli indirizzi: obiettivo8@libero.it, greenopoli@gmail.com.
COMMENTI
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Cari amici e amiche,
buongiorno e buon lavoro a tutti voi!!!
Scrivo queste due righe con sentimenti di riconoscenza e gratitudine per quanto avete fatto per la buona riuscita della tavola rotonda di ieri pomeriggio.
Dalle eco che mi sono arrivate e che ho raccolto, posso comunicarvi che la tavola rotonda è stata un successo quanto a partecipazione e coinvolgimento attivo dei partecipanti, studenti e non solo.
Personalmente posso dire che ne sono uscita sono davvero arricchita. Sono convinta che cambiare mentalità e stile di vita non solo è possibile, ma praticabile attraverso le piccole scelte quotidiane che ci vedono impegnati in prima persona.
Con affetto,
sr Cristina
Meditando profondamente sul dibattito tenuto ieri in occasione della Cappella Universitaria sul tema della sostenibilità, ho deciso di dar voce ad una riflessione personale sull'argomento in questione.
La mia riflessione prende spunto dal ben noto concetto di meccanismo evolutivo proposto da Darwin; in sostanza si configura come un parallelismo tra il binomio "evoluzione-selezione naturale" applicato alla specie umana e il binomio "evoluzione-selezione economica" proiettato latu sensu alla società moderna. Oggigiorno l'aspetto più determinante per lo sviluppo della nostra società è l'economia, la logica di mercato. Se i Paesi del Sud del mondo non sono autosufficienti vengono esclusi immediatamente dal mercato, ergo dall'economia, ergo dalla società. L'economia è il motore dell'umanità e si presenta ai popoli del Sud, in quanto non autosufficienti, come un sistema chiuso o come una "oligheconomia", ovvero una economia per pochi eletti, in questo caso i presidenti o i dittatori di turno che sfruttano allo stremo le popolazioni. A questo semplice concetto si può paragonare la teoria di Darwin in merito alla selezione: cambiando l'ambiente, l'uomo deve adattarsi per sopravvivere e le specie più deboli sono fuori dal gioco; cambiando l'economia, i popoli del Sud sono e saranno condannati all'esclusione dalla società. Il problema più grave, e che dovrebbe far meditare ognuno di noi, è che tutto ciò si presenta come una realtà quotidiana che ci potrebbe investire da un momento all'altro.
La mia tesi può sembrare banale a quanti hanno discusso per anni su questi argomenti così scottanti e delicati, però mi è sembrato opportuno condividerla.
Antonio Lepre
Ho partecipato nel pomeriggio all'incontro della "Tavola rotonda sulla sostenibilità", promosso dai religiosi della Cappella Universitaria; erano presenti anche dei rappresentanti della vostra associazione e m'ha fatto piacere venire a conoscenza di un ISF Salernitano, aperto ai problemi relativi alla mondialità e allo sviluppo sostenibile.
M'avrebbe fatto ancora più piacere, ritrovare nell'aula qualche rappresentante degli studenti e qualche professore in più, spero sia stato prevalentemente un problema di comunicazione..
L'incontro è stato davvero interessante, ed i temi fondamentali.
S'è cercato di scavare alla radice delle dinamiche che attanagliano nella sofferenza e nella morte milioni di persone.
Si è giunti alla conclusione che non siam'altro che burattini di un impero globale, dove a dettare le regole è il dio denaro e dove le ingiustizie si moltiplicano ogni giorno esponenzialmente; io aggiungo che anche le nostre società opulente sono molto "malate", ma non se n'è discusso, perché non era questo il tema ed il tempo stringeva..
Analisi su un sistema che, grondando sangue, diventa sempre più insostenibile e che va modificato.
Davanti a questo quadro si è parlato di fratellanza e di come ogni "singolo" è chiamato a sentirsi RESPONSABILE rispetto tutta la collettività, e di quanto questo sia fondamentale, soprattutto in questo momento storico (globalizzazione).
Se quindi, prima di qualsiasi altra cosa, si è chiamati ad essere UOMINI, perché, ad esempio, questo aspetto viene totalmente ignorato nella nostra facoltà?
Si può dispensare scienza senza considerare l'importanza delle scelte di Vita rispetto alle scelte di Morte?
Se ogni futuro ingegnere è chiamato a sostenere un esame di economia e quindi a ragionare in termini di profitto, perché neanche una parola sulla contestualizzazione della propria attività rispetto ad un sistema globale di uomini chiamati ad essere solidali tra loro?
Chi è il responsabile? Chi fa finta di dormire? Chi è già morto?
Non è una questione di bontà, ma di giustizia!
Come associazione legata alla facoltà e sensibile a questi temi, non potete far pressione per portare avanti qualche progetto in tal senso? (questa una mia proposta)
Sprazzi di sogni e di speranze espresse in queste parole che non so nemmeno come verranno accolte..
ma sono un atto dovuto, l'ennesima prova che va fatta, per amore verso i tanti volti sofferenti incontrati anche solo durante le piccole attività di volontariato svolte sul territorio.
Sono quei volti che ci chiamano a fare la nostra parte, e che nell'incontro e nella Condivisione restituiscono un aspetto un pò più Umano anche a noi.
Alessio Della Medaglia
Mercoledi ho trovato molto interessante la discussione intavolata. Io non credo negli aiuti che piovono dal cielo ed impoveriscono, per me bisognerebbe creare le condizioni affinche questi paesi detti "poveri" e non solo essi ma chiunque vive in una condizione di assistenzialismo, possano produrre da soli ciò di cui hanno bisogno, che si sentano utili per se stessi. Odio ogni forma di dipendenza, anche se siamo costretti ad una esistenza dipendente.
Luisa Russo
Colgo l'occasione per comunicare, un giorno dopo la Tavola Rotonda sulla Sostenibilità, le mie impressioni e riflessioni...
Ieri si è parlato di tanto in così poco tempo che mi ci è voluta una notte per riordinare le idee ma il dibattito tornava spesso sul tema dell'informazione.
Credo che iniziative come questa siano fondamentali per coinvolgere più persone possibili (poichè è evidente che più siamo e meglio è!) e per cercare, non solo informare, ma di scuotere le coscienze: in molti sanno ma quasi tutti restano indifferenti credendo che il loro piccolo contributo sia nulla rispetto all'abnormità dell'ingiustizia, della violazione dei diritti fondamentali dell'umanità, dell'alienazione inaccettabile a cui la povertà,la fame e la miseria portano...
Abbiamo concluso però che il mondo può cambiare, un po' per volta, se ci crediamo.
E quando a volte ci si scoraggia, sapere di non essere soli a combattere contro i mulini a vento, ci da la forza di continuare a CREDERE.
Bene, ecco il mio punto di vista, io voglio continuare a credere nell'umanità.
Lucia |