Sostenibilità

Sara di Greenopoli 

Secondo la "visione di Greenopoli" occorre passare dall'attuale modello di sviluppo fondato sulla crescita e sulla competizione

Lo sviluppo attuale

ad un modello basato sulla ricerca dell'equilibro e sulla collaborazione

Lo sviluppo sostenibile

 

Lo Sviluppo Sostenibile 

Nel 1987 viene pubblicato il Rapporto dal titolo Our Common Future, ("Il nostro futuro comune") meglio noto come "Rapporto Bruntland" dal nome dell'ex Primo Ministro della Norve­gia (Gro Harlem Bruntland) chiamata a presiedere un'apposita Com­missione di studio delle Nazioni Unite [1].

Questa la definizione riportata nella versione originale del rap­porto: «sustainable development as development that "meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs"» [2].

Nel 1987, quindi, abbiamo la prima definizione di sviluppo soste­nibile:

«uno sviluppo che soddisfa le esigenze

del presente senza compromettere

la possibilità per le generazioni future

di soddisfare i propri bisogni».

 

Il nuovo concetto che iniziava a farsi strada traeva la sua originalità nel tentativo di fondere due termini antitetici: sviluppo e sostenibilità.

Lo sviluppo è stato il cardine della società industriale capitalistica orientata alla creazione di benessere per realizzare le aspettative della società e per creare, in questo modo, una realtà migliore (più co­moda!). Questo modello, tuttavia, ha portato alla inevitabile creazione del degrado ambientale e all'alterazione degli equilibri ecologici.

La sostenibilità d'altro canto, invece, pretende la conservazione e il mantenimento delle condizioni esistenti, pur di non produrre degrado.

Con lo sviluppo sostenibile ogni cam­biamento "dovrebbe" essere intrapreso all'insegna del miglioramento eco­nomico, ambientale e sociale.

Le principali tappe del percorso che hanno portato alla definizione del concetto di sviluppo sostenibile e alla sua successiva diffusione.

Anno

Tappa del percorso

1968

Conferenza sulla Biosfera a Parigi.

1968

Costituzione del Club di Roma ad opera di Aurelio Peccei.

1969

Storico discorso alle Nazioni Unite del Segretario Generake U Thant.

1972

Pubblicazione, per conto del Club di Roma, del rapporto "I limiti dello sviluppo". Con questo rapporto, a cura di Tennis e Donella Meadows, si ha l'avvio della riflessione intorno ai possibili equilibri per il futuro del pia­neta con un approccio scientifico e modellistica. La principale questione sul tappeto è la crescita demografica e l'esaurimento delle risorse del Pia­neta.

1972

Conferenza a Stoccolma delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano. La Conferenza indirizza il dibattito sui modi in cui l'ambiente antropico, dagli insediamenti agli aspetti sociali, economici e fisici, viene realizzato. La Conferenza si conclude con una Dichiarazione che si articola in sette punti e 26 principi in cui già si parla di benefici per le attuali, anche per le future generazioni; di mantenere intatta la capacità di carico del pianeta; dei diritti dei paesi in via di sviluppo , del problema dell'inquinamento, di pianifica­zione razionale come strumento essenziale per lo sviluppo, di importanza della ricerca scientifica nel settore dell'ambiente.

1974

Nascita dell'UNEP (United Nation Environmental Program), il Programma ONU per l'Ambiente e lo Sviluppo.

1977

Piano d'azione UNEP sullo strato di ozono.

1980

Pubblicazione del rapporto Global 2000 per il presidente Carter.

Vengono disegnati gli scenari al 2000 per la popolazione, l'economia, la tecnologia, l'energia, l'acqua, le foreste e la disponibilità di risorse.

1980

Strategia Mondiale per la conservazione.

1983

Commissione mondiale su sviluppo e ambiente.

1985

Convenzione per la protezione dello strato di ozono stratosferico a Vienna.

1987

Adozione del Protocollo di Montreal, nel corso della Conferenza dell'UNEP, sulle sostanze che danneggiano lo strato di ozono. Firmano inizialmente 24 nazioni. Il protocollo sarà successivamente rivisto e mi­gliorato e otterrà la ratifica di oltre 150 paesi.

1987

Pubblicazione del Rapporto Our Common Future di Gro Harlem Brundtland presso la WCED (World Commission on Environment and Development). Contiene la prima definizione di "Sviluppo sostenibile" ed il principio di equità intergenerazionale.

1989

Risoluzione 44/228 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Si de­cide di organizzare per il ventesimo anniversario della Conferenza di Stoc­colma, la Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo a Rio de Janeiro.

1992

Il 9 maggio viene sottoscritta la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La convenzione entrerà in vigore nel 1994.

1992

Dal 3 al 14 giugno, a Rio de Janeiro, si tiene l'Earth Summit. Partecipano oltre 100 capi di stato. Vengono enunciati i 27 principi di Rio e viene pub­blicata l'Agenda 21, che in circa 300 pagine da indicazioni su come rag­giungere lo sviluppo sostenibile nel ventunesimo secolo. Vengono firmate le Convenzioni sul clima (UNFCCC), sulla biodiversità (UNCBD) ed enunciati i principi delle foreste.

1992

Il 22 dicembre, la quarantasettesima Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 47/191, istituisce la Commissione Sviluppo Sostenibile (UN CSD).

1992

V Piano d'Azione Ambientale dell'UE "Per uno sviluppo durevole e soste­nibile" 1993/1999.

1993

Dal 14 al 25 giugno si tiene la prima sessione della CSD presso il palazzo dell'ONU a New York.

1993

Il 28 dicembre in Italia il CIPE delibera il primo Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile "in attuazione dell'Agenda 21".

1994

Il 17 giugno a Parigi è approvata la Convenzione delle Nazioni Unite per combattere  la Desertificazione (UNCCD); la Convenzione entra in vigore il 26 dicembre 1996.

1994

Ad Aalborg, organizzata dall'ICLEI e dalla Commisione Europea, viene tenuta la conferenza sulle città europee sostenibili e viene pubblicata la Carta di Aalborg.

1996

A Lisbona viene organizzata la Conferenza delle Città Europee Sostenibili, con approvazione della Carta di Lisbona.

1996

Istanbul - Turchia Conferenza delle Nazioni Unite sugli Insediamenti Umani/Habitat II.

1997

New York - Stati Uniti d'America XIX Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite/UNGASS (Rio+5) per esaminare lo stato di attuazione mondiale dell'Agenda 21.

1997

Terza COP della UNFCCC: Conferenza di Kyoto, approvazione del Proto­collo di Kyoto che impegna i paesi sviluppati a ridurre le emissioni di gas serra.

1997

Trattato di Amsterdam

1998

Quarta COP sui cambiamenti Climatici a Buenos Aires.

1998

La "Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione dei cit­tadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale", firmata nella citta­dina danese di Aarhus nel 1998 è entrata in vigore nel 2001.

Rappresenta uno strumento internazionale di fondamentale rilevanza per la sensibilizzazione e il coinvolgimento della società civile sulle tematiche ambientali. Vi aderiscono 39 Stati membri della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e l'Unione Europea. Definita dal Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan come il più im­portante esempio di democrazia ambientale e di attuazione del Principio 10 della Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, la Convenzione di Aarhus è un nuovo modello di trattato internazionale in cui diritti umani e tutela ambientale trovano affermazione e sostegno reciproco.

1999

Ferrara - Italia Conferenza di Ferrara.

1999

Riorganizzazione del Ministero dell'Ambiente - Istituzione del Servizio per lo sviluppo sostenibile.

2000

Hannover - Germania 3ª Conferenza europea sulle Città Sostenibili.

2000

Dichiarazione del Millennio.

2001

VI Piano d'Azione Ambientale 2002/2010 dell'UE "Ambiente 2010: il no­stro futuro, la nostra scelta".

2001

Strategia dell'Unione Europea per lo Sviluppo Sostenibile.

2001

Strategia d'Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia.

2001

Doha - Qatar Vertice dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

2002

Monterrey - Messico Conferenza Internazionale per il Finanziamento dello Sviluppo.

2002

Roma- Italia Vertice Mondiale FAO sull'alimentazione.

2002

Johannesburg - Sud Africa Vertice Mondiale sullo Sviluppo sostenibile.

2003

I membri dell'International Whaling Commission approvano l'iniziativa di Berlino e votano a favore di un programma che si concentra sulla conser­vazione e non sul consumo.

2005

La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale firmano un ac­cordo per l'annullamento senza condizioni del debito dei 18 paesi più po­veri.

Fonti: enea (1999), Lo Sviluppo Sostenibile. Per un Libro Verde su ambiente e sviluppo, a cura di Umberto Colombo, Antonio Federico e Giuseppe Lanzavecchia. Conferenza Nazionale Energia e Ambiente. Roma, 25-28 novembre 1998, pp. 20-21. G. Bologna a cura di, Consumi, Worldwatch Institute, State of the World 2004, Edizioni Ambiente, Milano 2004, p. 28. Wordwatch Institute, State of the World 2006. Special focus: China and India, W. W. Norton & Company, New York 2006, p. XXVII.

 

La teoria della

DECRESCITA

C'è chi ritiene che bisogna abbandonare del tutto l'idea dello sviluppo se si vuole dare un futuro al nostra pianeta. Tra i soste­nitori di questo drastico approccio ci sono i movimenti facenti capo alla teoria della "decrescita". L'assunto fondamentale è che non è più lecito pensare ad uno sviluppo economico basato sui continui incre­menti di produzione di merci che sia anche in sintonia con la preser­vazione dell'ambiente. Perseguire lo sviluppo, anche se sostenibile, infatti, comporta la necessità di dover consumare più del necessario pur di non intaccare la crescita dell'economia di mercato, con i conse­guenti e ben noti danni all'ambiente. Lo sviluppo, quindi, secondo i fautori della teoria della decrescita non è per niente compatibile con la sostenibilità ambientale.

Nel mese di maggio 2007, presso l'Università degli Studi di Sa­lerno, in collaborazione con l'associazione studentesca universitaria "Panta Rei" e soprattutto grazie all'impegno e alla determinazione di tre giovani ingegneri ("I tre moschettieri" Paolo Siano, Francesco Cerrato e Antonino Fiorentino) si è tenuto un convegno dal titolo quanto mai emblematico ed attuale: "Lo Sviluppo Sostenibile nel Villaggio Globale".

Al tavolo dei relatori, insieme a chi scrive, era seduta l'antropologa Elisabetta Gatto, giornalista del mensile «.eco» di Torino.

L'antropologa torinese, in quel occasione, ha raccontato il suo in­contro, avvenuto a Torino nella Sala del Consiglio Regionale, con Serge Latouche, sociologo dell'economia, che ha analizzato i processi messi in atto dalla globalizzazione in relazione all'etica, alla politica, alla cultura, all'ambiente, muovendo una critica radicale delle ideolo­gie del "progresso" e dello "sviluppo" [3].

Latouche sostiene che«la crescita è un concetto economico che ormai incarna un paradosso: crescere per crescere non ha senso, si produce un surplus che non si sa come eliminare. La nostra è una so­cietà "di crescita senza crescita", l'obiettivo è produrre in modo indi­scriminato, senza cura per il miglioramento delle condizioni di vita» [4].

Serge Latouche non è il solo a proporre e sostenere la teoria della decrescita. In Italia, ad esempio, è nato il Movimento per la Decrescita Felice, il cui "ispiratore" è Maurizio Pallante, fondatore con Mario Palazzotti e Tullio Regge nel 1988 del Comitato per l'uso razionale dell'energia (CURE), nonché consulente del Ministero dell'Ambiente per l'efficienza energetica. Non è né l'ultimo arrivato, quindi, né uno sprovveduto. Questa puntualizzazione per "mettere le mani avanti" e non far insorgere nel Lettore "facili ironie" e "approssimative sempli­ficazioni" che gli potrebbero far perdere l'opportunità di riflettere e ragionare su temi di vitale importanza per la sua vita e per quella del nostro Pianeta.

Uno dei grandi meriti degli scritti di Maurizio Pallante è quello di fare grande chiarezza intorno al concetto di «crescita economica». Personalmente abbiamo trovato alcune sue "uscite" assolutamente "geniali" ed "illuminanti".

 

Giovanni De Feo


[1] Wced, Our Common Future, World Commission on Environment and Development, Bruntdland Commission, Oxford University Press, Oxford, 1987.

[2] Ivi, p. 43.

[3] E. Gatto, Diventare agnostici della crescita, «.eco», l'educazione sostenibile, n. 1 - gennaio 2007 (nuova serie) - anno XIX/137, Editore Istituto per l'Ambiente e l'educazione Scholé Futuro Onlus, Torino 2007, pp. 18-19.

[4] Ivi, p. 18.


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