Quando la carta diventa emozione: alla Cartesar un’esperienza che lascia il segno

Pellezzano (Sa), Venerdì 17 aprile 2026, Cartesar S.p.A.

C’è un gesto semplice, quasi silenzioso, che racconta più di mille parole: una bambina che, con una penna verde, scrive “Cartesar” trasformando le lettere in un cuore.
Dentro quel cuore c’è tutto: curiosità, attenzione, partecipazione. Ma soprattutto c’è qualcosa che non si insegna con una lezione frontale: il coinvolgimento autentico.

È da qui che vogliamo partire per raccontare ciò che è accaduto alla Cartesar SpA, durante la Paper Week promossa da Comieco grazie alla forza propulsiva e appassionata della sua Vice Presidente Carlotta De Iuliis.
Perché sì, è successo qualcosa di bello. Davvero bello.


Un inizio che parte dalle persone, non dal programma

 

Prima ancora che l’evento iniziasse ufficialmente, c’era già movimento.
Sguardi curiosi, sorrisi timidi, nomi da indovinare.

Giovanni De Feo – Mister Greenopoli – ha fatto quello che fa sempre: entrare in relazione.
Non una presentazione, ma un gioco. Non una lezione, ma un incontro.

Un approccio da “Green presentatore”, con un’ironia che richiama, in chiave ambientale, lo stile di Mike Bongiorno: diretto, empatico, capace di coinvolgere tutti.

Accanto a lui, Valentina Iannone, pronta a trasformare ogni parola in ritmo, ogni concetto in energia.


Il viaggio della carta: da rifiuto a risorsa

Il percorso è iniziato con il video di “Cartesino”, la simpatica bobina di carta che guida i ragazzi dentro il ciclo del riciclo.
Un racconto semplice, ma potente: ciò che scartiamo non finisce, ma ricomincia.

E proprio qui avviene qualcosa di importante: il video si ferma, la narrazione si apre, e arrivano le spiegazioni tecniche.
Non come interruzioni, ma come approfondimenti vivi, accessibili, costruiti sul momento.

La carta smette di essere un oggetto e diventa processo:

  • raccolta
  • selezione
  • impasto
  • trasformazione
  • nuova vita

Quando la scienza diventa musica

Poi, improvvisamente, cambia tutto.
L’energia sale. Il ritmo entra in scena.

È il momento del Rap Paper:

“Separa la carta, schiaccia il cartone
Gioca la tua carta: diventa EcoCampione!”

Non è solo una canzone.
È una vera e propria traduzione musicale del ciclo industriale della carta.

Dentro il rap c’è tutto:

  • la cartiera “come una miniera”
  • l’acqua che trasforma
  • l’impasto che prende forma
  • il foglio che nasce
  • la bobina che si ricompone

E mentre le parole scorrono, le mani si muovono.


Il gesto che unisce: la “feltrazione” con le mani

Mani alzate, dita intrecciate, movimento collettivo.

I bambini simulano la feltrazione della carta, trasformando un processo industriale in esperienza fisica.
Non stanno solo ascoltando: stanno facendo.

E poco prima, un altro momento simbolico:

“Ambiente ambiente tutto ciò che ci circonda,
attenta a quel che fai se come una fionda”

Le mani si tendono a 45 gradi, come una fionda.
Un gesto semplice, diventato immagine condivisa, capace di restare.


Imparare a fare bene la raccolta: lo Scarta Scarta Rap

Si entra poi nel cuore della quotidianità: la raccolta differenziata.

Con lo Scarta Scarta Rap, il messaggio si fa concreto, preciso, utile:

  • attenzione agli scontrini (carta termica)
  • no a carta oleata e plastificata
  • i fazzoletti vanno nel compostaggio
  • il cartone della pizza va pulito
  • niente nastri, niente errori

Tutto spiegato con leggerezza, ritmo e ironia.
Ma con una precisione tecnica sorprendente.

Qui l’educazione ambientale diventa competenza.


Il momento più intenso: è tempo di cambiare

E poi arriva il momento più forte.

Il Brutto Rap dei Rifiuti.

Quattro bambini guidano il gruppo. Le parole cambiano tono. Si fanno più dure, più dirette:

“Buttare, gettare… li voglio cancellare
Rimettiamoci a pensare: è tempo di cambiare.”

Non è più solo un’attività.
È una presa di posizione.

Parole come immondizia, pattume, spazzatura diventano volutamente scomode.
Servono a creare consapevolezza.

E subito dopo, la direzione è chiara:

  • ridurre
  • riusare
  • separare
  • riparare

Non teoria. Scelte.

In quel momento accade qualcosa:
il laboratorio si trasforma in coscienza.


Una comunità che impara insieme

Le classi quinte della primaria e le prime della secondaria dell’Istituto Comprensivo di Pellezzano partecipano con entusiasmo.
Non solo ascoltano: osservano, visitano, comprendono.

La visita agli impianti della cartiera rende tutto reale.
Macchinari, processi, sicurezza, produzione: ciò che si studia diventa esperienza.

La carta non è più un concetto. È un sistema vivo.


Dalla didattica al territorio: il valore della Paper Week

L’iniziativa si inserisce nella Paper Week di Comieco, con un momento di confronto più ampio sul tema:

“Riciclo di carta e cartone: il ruolo e le potenzialità del meridione”

Un’occasione che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo industriale, tra cui:

  • Claudia Pecoraro
  • Massimo Milani
  • Francesco Morra

e il contributo di Francesco Sicilia, che ha sottolineato l’importanza di ridurre le barriere burocratiche per favorire lo sviluppo dell’economia circolare.


La carta che respira

C’è un filo che tiene insieme tutto.

La carta.

Non come rifiuto, ma come materia viva.

Una materia che:

  • nasce dagli alberi
  • attraversa le nostre vite
  • raccoglie parole, pensieri, storie
  • rinasce attraverso il riciclo

Alla Cartesar questo non è un concetto teorico.
È pratica quotidiana.


Un messaggio semplice, ma potente

Quello che è successo non è stato solo un evento.

È stato un passaggio.

Dalla conoscenza all’azione.
Dall’ascolto al fare.
Dal singolo al collettivo.

Ogni foglio può avere più vite.
Ogni gesto può fare la differenza.

E tutto, davvero tutto, parte da noi. ♻️✨