{"id":6221,"date":"2026-06-06T09:16:10","date_gmt":"2026-06-06T09:16:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/?p=6221"},"modified":"2026-06-06T16:19:55","modified_gmt":"2026-06-06T16:19:55","slug":"a-serino-una-tavola-rotonda-per-capire-davvero-la-transizione-green-responsabilita-imprese-territorio-ed-economia-circolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/a-serino-una-tavola-rotonda-per-capire-davvero-la-transizione-green-responsabilita-imprese-territorio-ed-economia-circolare\/","title":{"rendered":"A Serino una tavola rotonda per capire davvero la transizione green: responsabilit\u00e0, imprese, territorio ed economia circolare"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">Il 5 giugno 2026, nella <strong>Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente<\/strong>, la sede assembleare della BCC Capaccio Paestum Serino, in via Roma n. 100 a Serino, ha ospitato una tavola rotonda dal titolo tanto semplice quanto impegnativo: <strong>\u201cTransizione green, responsabilit\u00e0, economia circolare\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un titolo costruito attorno a tre parole che, oggi pi\u00f9 che mai, non possono restare slogan. La <strong>transizione green<\/strong> non \u00e8 una moda. La <strong>responsabilit\u00e0<\/strong> non \u00e8 una formula astratta. L\u2019<strong>economia circolare<\/strong> non \u00e8 una bella espressione da inserire nei documenti ufficiali. Sono tre dimensioni concrete, che riguardano le imprese, le istituzioni, i professionisti, il mondo bancario, i territori, le nuove generazioni e, in ultima analisi, ciascuno di noi.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019iniziativa, promossa dalla <strong>BCC Capaccio Paestum Serino<\/strong>, con il coinvolgimento di <strong>Co.Svi.Te.<\/strong>, <strong>Fondazione De Chiara De Maio<\/strong>, <strong>BCC Lab<\/strong>, <strong>People<\/strong> e <strong>Mutua Madonna del Granato<\/strong>, ha riunito attorno allo stesso tavolo competenze diverse: mondo accademico, sistema bancario, imprenditoria, consulenza ambientale, pubblica amministrazione, professioni giuridiche ed economiche.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sala, come mostrano le immagini dell\u2019incontro (riportate in fondo all&#8217;articolo), restituiscono il senso di un confronto vero: relatori seduti allo stesso tavolo, pubblico attento, imprenditori presenti, tecnici, professionisti, rappresentanti del territorio. Non un evento celebrativo, ma un\u2019occasione di lavoro.<\/p>\n<h2>I saluti iniziali: territorio, generazioni e futuro<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Dopo l\u2019accoglienza delle 16.30, i lavori sono iniziati alle 17.00 con i saluti istituzionali.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019ing. <strong>Rosario Pingaro<\/strong> ha aperto l\u2019incontro richiamando il ruolo della BCC e del territorio. Il tema della sostenibilit\u00e0 \u00e8 stato presentato non come elemento esterno all\u2019economia, ma come fattore economico positivo. In questa prospettiva, la sostenibilit\u00e0 deve entrare nelle imprese, nei processi produttivi e nelle scelte di sviluppo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L&#8217;imprenditore serinese<strong> Gaetano De Feo<\/strong> ha portato il saluto del territorio, ricordando il valore delle future generazioni e delle aziende locali. Dal suo interventi \u00e8 emerso un punto decisivo: la sostenibilit\u00e0 non deve rimanere solo un tema tecnico, ma deve tradursi in azione. Occorre collaborazione reale, continuit\u00e0, coinvolgimento delle nuove generazioni e capacit\u00e0 di costruire ponti tra imprese, istituzioni e comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019ing. <strong>Angelo Marra<\/strong>, una delle persone che ha maggiormente voluto l&#8217;evento e lavorato alla sua riuscita,\u00a0ha collegato la Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente alla transizione ecologica e all\u2019economia circolare, ricordando che questi temi sono ormai centrali per tutti i sistemi produttivi. Non si tratta pi\u00f9 di chiedersi se cambiare, ma come farlo. La differenza, oggi, la fanno i sistemi produttivi capaci di innovare, misurare, rendicontare e migliorare.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il signor <strong>Diodato De Maio<\/strong> ha portato la voce dell\u2019imprenditore concreto, legato alla tradizione manifatturiera e al territorio. Nei suoi richiami sono emersi alcuni elementi importanti: la forza della manifattura italiana, il coinvolgimento delle nuove generazioni, la collaborazione reale tra soggetti diversi, la necessit\u00e0 che la sostenibilit\u00e0 non resti sulla carta ma diventi tecnologia, organizzazione e comportamento aziendale.<\/p>\n<h2>Educare alla transizione ecologica: industria, ambiente e territorio<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il primo intervento tecnico-scientifico \u00e8 stato quello del prof. ing. <strong>Giovanni De Feo<\/strong>, docente di Ingegneria sanitaria-ambientale presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, con una relazione dal titolo <strong>\u201cIndustria, Ambiente e Territorio: Educare alla transizione ecologica\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il punto di partenza \u00e8 chiaro: industria, ambiente e territorio non devono essere considerati mondi separati o contrapposti. Per troppo tempo il dibattito pubblico ha opposto lavoro e ambiente, produzione e tutela, impresa e salute. Oggi, invece, la vera sfida \u00e8 costruire una visione integrata.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Educare alla transizione ecologica significa proprio questo: imparare a leggere insieme le dimensioni ambientale, economica e sociale. Significa comprendere che le imprese non possono crescere ignorando l\u2019ambiente, ma anche che l\u2019ambiente non si tutela con formule generiche o con divieti astratti. Servono conoscenza, competenze, dati, responsabilit\u00e0, tecnologie, controlli e soprattutto persone capaci di dialogare.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il concetto di economia circolare \u00e8 stato richiamato nella sua dimensione pi\u00f9 concreta: ridurre gli sprechi, valorizzare gli scarti, progettare meglio i processi, trasformare ci\u00f2 che era rifiuto in nuova risorsa, quando tecnicamente e normativamente possibile. Ma economia circolare non significa dire semplicemente \u201cricicliamo tutto\u201d. Significa progettare sistemi pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 efficienti, pi\u00f9 responsabili.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La transizione ecologica, per essere reale, deve coinvolgere le imprese, la pubblica amministrazione, il sistema finanziario, la ricerca, la scuola e i cittadini. Non basta una tecnologia. Non basta una norma. Non basta un incentivo. Serve una cultura nuova.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">In questo senso, l\u2019educazione ambientale non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 marginale. \u00c8 la base per costruire consapevolezza. \u00c8 ci\u00f2 che consente a un territorio di scegliere, capire, partecipare e migliorare.<\/p>\n<p>Occorre approfondire e non essere superficiali, altrimenti si rischia di inquinare ancora prima con le parole che con gli inquinanti. Bisogna andare oltre i pregiudizi, studiare a fondo le questioni, confrontarsi e costruire consapevolezza nei cittadini e nelle istituzioni.<\/p>\n<h2>Francesco Coda: gli adempimenti ambientali non sono burocrazia inutile<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019ing. <strong>Francesco Coda<\/strong>, consulente ambientale, ha affrontato il tema del <strong>processo tecnico-amministrativo per le istruttorie delle pratiche ambientali<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il suo intervento ha richiamato una dimensione spesso percepita dalle imprese come ostacolo: autorizzazioni, adempimenti, scadenze, emissioni in atmosfera, gestione delle acque, servizi igienici, rifiuti, MUD, rumore, AUA, AIA, VIA, autorizzazioni ordinarie e semplificate.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Eppure il messaggio centrale \u00e8 stato un altro: gli adempimenti ambientali non sono solo un peso burocratico. Se compresi e gestiti bene, diventano strumenti di prevenzione, trasparenza, sicurezza e miglioramento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Le autorizzazioni ambientali servono a definire regole chiare. Le scadenze servono a evitare dimenticanze pericolose. I monitoraggi periodici servono a verificare che un\u2019attivit\u00e0 produttiva stia operando correttamente. La gestione dei rifiuti, delle emissioni, delle acque e del rumore non pu\u00f2 essere lasciata all\u2019improvvisazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un passaggio importante riguarda proprio la differenza tra \u201cfare documenti\u201d e \u201cgovernare processi\u201d. Un\u2019impresa sostenibile non \u00e8 quella che conserva fascicoli in ordine, ma quella che conosce i propri impatti, li misura, li riduce e li gestisce con continuit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per questo l\u2019ambiente \u00e8 entrato ormai in tutti i processi. Non riguarda pi\u00f9 solo le grandi industrie o i settori pi\u00f9 esposti. Riguarda le aziende, i professionisti, gli uffici tecnici, i consulenti, gli amministratori e tutti coloro che prendono decisioni.<\/p>\n<h2>Massimo Pace: autorizzazioni, imprese e complessit\u00e0 del territorio<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il dott. <strong>Massimo Pace<\/strong>, dirigente UOS 216.02.02 \u2013 Autorizzazioni ambientali e rifiuti Avellino-Salerno, ha affrontato il tema del <strong>contesto autorizzativo per le aziende green<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il suo intervento ha avuto il merito di riportare la discussione dentro la complessit\u00e0 reale del territorio campano. Le procedure autorizzative sono tra gli ambiti pi\u00f9 delicati perch\u00e9 mettono insieme ambiente, tecnologia, societ\u00e0, salute pubblica, attivit\u00e0 economiche e responsabilit\u00e0 amministrativa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono stati richiamati i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell\u2019Agenda 2030, definiti obiettivi \u201cragionevoli\u201d, ma proprio per questo impegnativi. Non slogan irraggiungibili, ma direzioni operative verso cui orientare le politiche, le imprese e le comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il rilascio delle autorizzazioni ambientali deve tenere insieme pi\u00f9 esigenze: consentire alle imprese di operare, garantire controlli adeguati, evitare impatti significativi, rispettare le normative europee e nazionali, favorire l\u2019innovazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un concetto emerso con forza \u00e8 la necessit\u00e0 di un atteggiamento proattivo da parte delle imprese. Non bisogna limitarsi a inseguire le sanzioni o a rispondere solo quando arriva un controllo. Occorre fare riferimento a ci\u00f2 che davvero governa il processo produttivo, conoscere la normativa, comprendere le linee guida, aggiornarsi, dialogare con gli enti competenti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La normativa ambientale guida le imprese, ma non pu\u00f2 sostituire la responsabilit\u00e0 interna. Il cambiamento reale avviene quando l\u2019impresa non si chiede soltanto \u201cche cosa devo fare per essere in regola?\u201d, ma anche \u201cche cosa posso fare per migliorare davvero?\u201d.<\/p>\n<h2>Letizia Romano: nuovi reati ambientali e responsabilit\u00e0 degli enti<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019avv. <strong>Letizia Romano<\/strong>, del Foro di Avellino, ha affrontato un tema fondamentale: <strong>nuovi reati ambientali, condotte illecite, pene, sanzioni amministrative e responsabilit\u00e0 delle persone fisiche e delle imprese<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il suo intervento ha ricordato che la materia ambientale non \u00e8 pi\u00f9 un ambito debole o secondario del diritto. I reati ambientali, il decreto \u201cTerra dei Fuochi\u201d, il D.Lgs. 152\/2006, la responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti e il D.Lgs. 231\/2001 mostrano come il legislatore abbia progressivamente rafforzato gli strumenti di tutela.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Tra gli aspetti richiamati vi sono gli ecoreati, il traffico illecito di rifiuti, l\u2019abbandono incontrollato, la distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi, le categorie omogenee, i registri di carico e scarico, il deposito temporaneo, le responsabilit\u00e0 lungo la filiera.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un punto particolarmente importante riguarda il concetto di responsabilit\u00e0. Non basta dire che un rifiuto \u201cesce\u201d dall\u2019azienda. Bisogna sapere dove va, chi lo prende in carico, come viene gestito, se la documentazione \u00e8 corretta, se il percorso \u00e8 tracciabile.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La responsabilit\u00e0 ambientale non termina al cancello dell\u2019impresa. La gestione corretta richiede attenzione, controlli interni, scelta accurata degli operatori, documentazione, consapevolezza.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Da qui un messaggio essenziale: non si pu\u00f2 pi\u00f9 improvvisare. La sostenibilit\u00e0 richiede anche legalit\u00e0, trasparenza e capacit\u00e0 di prevenire comportamenti illeciti.<\/p>\n<h2>Roberto Meoli: ESG, bilancio di sostenibilit\u00e0 e ruolo dei professionisti<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il dott. <strong>Roberto Meoli<\/strong>, commercialista dell\u2019Ordine di Avellino, ha sviluppato il tema <strong>\u201cESG e bilancio di sostenibilit\u00e0: il ruolo del professionista nella misurazione e rendicontazione del valore\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il suo intervento ha introdotto una parola chiave: <strong>rendicontare<\/strong>. Oggi le imprese non sono pi\u00f9 valutate soltanto sulla base dei bilanci economici tradizionali. Entrano in gioco i fattori ESG: ambiente, sociale e governance.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il professionista ha il compito di aiutare l\u2019impresa a misurare, organizzare e comunicare il proprio valore in modo serio, verificabile e coerente. Il bilancio di sostenibilit\u00e0 non deve diventare un\u2019operazione di immagine, ma uno strumento di conoscenza interna e di responsabilit\u00e0 esterna.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il dott. Meoli ha insistito sulla sostenibilit\u00e0 come parola chiave. Ha richiamato l\u2019importanza del micro e del macro, dell\u2019approccio sistemico, della necessit\u00e0 di organizzarsi. \u201cDobbiamo organizzarci\u201d \u00e8 una frase semplice, ma profondissima: perch\u00e9 la sostenibilit\u00e0 non si improvvisa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Cambiano l\u2019impresa, i bilanci, il rapporto con il credito, la valutazione dei rischi, le richieste del mercato. Entrano in gioco rating, business plan, analisi prospettiche, questionari, autorizzazioni, certificazioni, indicatori.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale e di governance diventa parte della valutazione complessiva dell\u2019impresa. Non \u00e8 pi\u00f9 un accessorio. \u00c8 una dimensione del valore.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il professionista, in questo quadro, diventa una figura di accompagnamento: aiuta l\u2019impresa a capire dove si trova, cosa deve misurare, quali rischi corre, quali opportunit\u00e0 pu\u00f2 cogliere e come evitare il greenwashing.<\/p>\n<h2>Giancarlo Manzi: il ruolo della BCC tra credito, governance e territorio<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il dott. <strong>Giancarlo Manzi<\/strong>, direttore generale della BCC Capaccio Paestum Serino, ha chiuso il ciclo delle relazioni affrontando il tema <strong>\u201cSostenibilit\u00e0 e transizione ESG: il ruolo della BCC\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il suo intervento ha riportato la sostenibilit\u00e0 dentro la missione della banca di comunit\u00e0. Una BCC non \u00e8 una banca qualsiasi: \u00e8 un soggetto che vive nel territorio, conosce le imprese, incontra le famiglie, accompagna gli investimenti, sostiene le comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 stata richiamata la necessit\u00e0 di coniugare la sostenibilit\u00e0 con la realt\u00e0 quotidiana delle imprese. I problemi nascono spesso dalla mancanza di consapevolezza e dalla superficialit\u00e0. La sostenibilit\u00e0, invece, non \u00e8 un costo ma un investimento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Questo passaggio \u00e8 decisivo: se la sostenibilit\u00e0 viene vista soltanto come spesa, obbligo o complicazione, difficilmente diventer\u00e0 parte della strategia aziendale. Se invece viene riconosciuta come investimento, allora pu\u00f2 incidere sulla qualit\u00e0 dei processi, sull\u2019accesso al credito, sulla reputazione, sull\u2019efficienza, sulla capacit\u00e0 di competere.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il direttore ha richiamato anche il ruolo delle 111 BCC presenti in Italia e la possibilit\u00e0 di offrire prodotti \u201cgreen\u201d e strumenti di finanza agevolata. Ma ha anche ricordato che sostenibilit\u00e0 e responsabilit\u00e0 devono procedere di pari passo. Non basta dichiararsi sostenibili: bisogna esserlo nei comportamenti, nelle scelte, nei bilanci e nella governance.<\/p>\n<h2>Le voci degli imprenditori: innovazione, tradizione e concretezza<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Particolarmente significativi sono stati gli interventi degli imprenditori.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Da una parte \u00e8 emersa la tradizione manifatturiera del territorio, dall\u2019altra la consapevolezza che il futuro richiede innovazione. Gli imprenditori hanno richiamato il tema dei nuovi materiali, dei componenti sostenibili, delle fibre vegetali, delle soluzioni biodegradabili e compostabili.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 stato ricordato che non esiste soltanto la chimica tradizionale. Ci sono prodotti, scarti, sottoprodotti, biomateriali, componenti innovativi e nuove filiere che possono ridurre gli impatti ambientali e aprire prospettive di sviluppo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Allo stesso tempo, emerge una richiesta forte: serve una cornice sostenibile anche per gli operatori che lavorano. Non basta chiedere alle imprese di cambiare; bisogna metterle nelle condizioni di farlo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono stati citati temi molto concreti: riutilizzo delle acque, depuratore, soffierie, fanghi, sottoprodotti, scarti, ricerca, impianti, infrastrutture, cartolarizzazione, distretto, sinergia, squadra comune.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il punto \u00e8 chiaro: nessuna impresa pu\u00f2 affrontare da sola una trasformazione cos\u00ec complessa. Il ruolo consortile, la collaborazione tra aziende, il rapporto con le istituzioni e la capacit\u00e0 di programmare diventano decisivi.<\/p>\n<h2>Il distretto, le infrastrutture e il bisogno di fare squadra<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Pur non essendo l\u2019unico centro dell\u2019incontro, il distretto produttivo \u00e8 entrato pi\u00f9 volte nel dibattito come esempio concreto di territorio chiamato a misurarsi con la transizione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono stati richiamati il Polo conciario, le imprese del distretto, la necessit\u00e0 di innovare, il problema delle infrastrutture, il ruolo degli impianti comuni, il trattamento delle acque, la gestione dei fanghi e la possibilit\u00e0 di sviluppare simbiosi industriale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u201cBisogna fare sistema\u201d \u00e8 forse una delle sintesi pi\u00f9 efficaci dell\u2019intera tavola rotonda.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Fare sistema significa che la BCC fa la sua parte, le imprese fanno la loro parte, i professionisti fanno la loro parte, la Regione fa la sua parte, gli enti autorizzativi fanno la loro parte, l\u2019Universit\u00e0 fa la sua parte, i cittadini fanno la loro parte.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Senza questo approccio, la sostenibilit\u00e0 resta una parola. Con questo approccio, pu\u00f2 diventare progetto.<\/p>\n<h2>Ambiente e impresa: non avversari, ma compagni di strada<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Uno dei messaggi pi\u00f9 importanti dell\u2019incontro \u00e8 che ambiente e impresa non devono essere considerati avversari.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019impresa ha bisogno dell\u2019ambiente perch\u00e9 utilizza risorse, energia, acqua, suolo, materie prime. L\u2019ambiente ha bisogno di imprese responsabili, capaci di innovare, ridurre gli impatti, produrre valore senza distruggere capitale naturale e sociale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La transizione ecologica non pu\u00f2 essere costruita contro le imprese, ma nemmeno pu\u00f2 essere costruita ignorando gli impatti delle imprese. Serve equilibrio, rigore, conoscenza e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Bisogna evitare due errori opposti: da una parte pensare che tutto si possa risolvere con lo slogan \u201cgreen\u201d; dall\u2019altra ritenere che ogni vincolo ambientale sia solo un ostacolo allo sviluppo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La strada giusta \u00e8 pi\u00f9 complessa, ma anche pi\u00f9 seria: misurare, autorizzare, monitorare, innovare, rendicontare, prevenire, educare.<\/p>\n<h2>La sostenibilit\u00e0 come cultura della responsabilit\u00e0<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Nel corso della tavola rotonda \u00e8 emersa una visione ampia della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sostenibilit\u00e0 significa ambiente, ma anche salute, lavoro, sicurezza, governance, credito, legalit\u00e0, formazione, competitivit\u00e0, nuove generazioni, fiducia.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sostenibilit\u00e0 significa sapere che ogni scelta produce effetti. Una scelta industriale. Una scelta amministrativa. Una scelta bancaria. Una scelta professionale. Una scelta educativa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per questo la responsabilit\u00e0 \u00e8 la parola centrale del titolo. Non basta parlare di transizione green. Bisogna chiedersi: chi \u00e8 responsabile? Di cosa? Con quali strumenti? Con quali controlli? Con quali competenze?<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La responsabilit\u00e0 riguarda le persone fisiche e le imprese. Riguarda gli enti. Riguarda chi produce, chi controlla, chi autorizza, chi finanzia, chi consiglia, chi comunica.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ed \u00e8 proprio qui che entra in gioco la cultura: perch\u00e9 le norme sono indispensabili, ma non bastano. Servono comportamenti coerenti. Servono valori. Servono persone preparate.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La transizione ecologica non si fa da soli. Non si fa chiusi nei propri uffici. Non si fa solo con le slide, i decreti, i formulari, i bilanci o le autorizzazioni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Si fa incontrandosi. Ascoltandosi. Mettendo insieme linguaggi diversi. Traducendo le parole difficili in scelte concrete.<\/p>\n<h2>Conclusione: dal dire al fare<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La tavola rotonda del 5 giugno 2026 a Serino ha dimostrato che parlare di transizione green, responsabilit\u00e0 ed economia circolare significa entrare nel cuore dei problemi reali.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Significa parlare di imprese e territorio, di banche e credito, di autorizzazioni e controlli, di reati ambientali e prevenzione, di ESG e bilanci di sostenibilit\u00e0, di acqua e rifiuti, di innovazione e lavoro, di nuove generazioni e futuro.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il rischio, quando si parla di sostenibilit\u00e0, \u00e8 sempre quello di fermarsi alle parole belle. Questa volta, invece, il confronto ha mostrato la necessit\u00e0 di andare oltre.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sostenibilit\u00e0 deve diventare metodo. Deve diventare organizzazione. Deve diventare investimento. Deve diventare cultura. Deve diventare responsabilit\u00e0 condivisa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Come Greenopoli insegna da anni, la vera transizione comincia quando la conoscenza diventa consapevolezza e la consapevolezza diventa azione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Perch\u00e9 il futuro non si aspetta.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Si prepara.<\/p>\n<p>Insieme.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/18.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-6225\" src=\"https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/18-1024x768.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/18-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/18-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.greenopoli.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/18-768x576.jpeg 768w, 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