AMBIENTE & DINTORNI è una serie di video di educazione e divulgazione ambientale ideata e condotta dal prof. Giovanni De Feo, alias Mr. Greenopoli, andata in onda sull’emittente televisiva Irpinia TV e oggi disponibile integralmente anche sul Canale YouTube di Greenopoli.
Non si tratta di semplici lezioni televisive, ma di un vero e proprio viaggio dentro l’ambiente che ci circonda, osservato con occhi nuovi, curiosi e consapevoli. Un viaggio fatto di oggetti quotidiani, numeri che sorprendono, parole da ripensare, concetti scientifici spiegati con semplicità e rigore, sempre con uno sguardo attento alla sostenibilità, al pensiero per ciclo di vita e alla responsabilità individuale e collettiva.
Ogni puntata prende spunto da un oggetto, una domanda, un gesto apparentemente banale – un rotolo di carta igienica, una penna, l’aria che respiriamo, l’acqua che usiamo, i rifiuti che produciamo – per costruire un racconto che intreccia scienza, educazione ambientale, ecologia industriale e cittadinanza attiva. Il risultato è una narrazione capace di parlare a studenti, docenti, famiglie, amministratori e a chiunque voglia comprendere meglio il mondo in cui vive.
Il filo conduttore della serie è il Life Cycle Thinking, il “pensare per ciclo di vita”: nulla nasce dal nulla e nulla finisce davvero. Ogni prodotto, ogni materiale, ogni scelta ha una storia che comincia molto prima del nostro utilizzo e continua anche dopo il cosiddetto “fine vita”. Comprendere queste connessioni è il primo passo per cambiare sguardo e, di conseguenza, comportamento.
Ambiente & Dintorni è anche un invito a rimettere al centro le parole: ambiente, natura, rifiuto, inquinamento, riciclo, prevenzione. Parole che usiamo ogni giorno, spesso senza fermarci a riflettere sul loro significato profondo. Perché educare alla sostenibilità significa prima di tutto educare al pensiero, alla complessità, alle relazioni tra le cose.
Qui di seguito trovi tutte le puntate della prima edizione, raccolte in un unico spazio, con contenuti ancora oggi attualissimi e utili per percorsi didattici, attività formative, laboratori di educazione ambientale e momenti di riflessione personale.
Buona visione…
e ricordati: quando cominciamo a guardare il mondo con occhi diversi, il mondo comincia davvero a cambiare.
AMBIENTE & DINTORNI – Prima Puntata
Presentazione del programma e dei suoi contenuti
AMBIENTE & DINTORNI – Seconda Puntata
Seconda puntata della rubrica AMBIENTE & DINTORNI, programma di educazione e divulgazione ambientale in onda sull’emittente televisiva Irpinia TV e sul canale YouTube di Greenopoli. Protagonista della puntata è un rotolo di carta igienica da guardare con occhi diversi… perché quando cominceremo a guardare il mondo con occhi diversi il mondo comincerà a cambiare. Ebbene, nel ciclo di vita del rotolo ci sono circa 1500 litri d’acqua che, nel caso di un rotolo da 500 strappi, fa tre litri a strappo, altro che i pochi grammi del peso apparente… Si tratta del Life Cycle Thinking, il pensare per ciclo di vita, tenendo in conto tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’imballaggio, alla distribuzione, all’uso e al fine vita.
AMBIENTE & DINTORNI – Terza Puntata
Nella Terza Puntata di AMBIENTE & DINTORNI, con l’aiuto del calendario 2020 di Alessia Bellofatto, abbiamo usato l’espediente di compattare i circa 4,5 miliardi di anni di storia della Terra nell’arco di un solo ipotetico anno, dal 1° Gennaio al 31 Dicembre. Si tratta di un espediente che consente di valutare meglio le distanze relative fra i vari avvenimenti e la durata delle varie epoche e, quindi, consente di dare alle cose la giusta importanza! L’Homo sapiens compie le sue scorribande sulla Terra solo da 200.000 anni, corrispondenti a 24 minuti nel nostro speciale anno solare, ma gli effetti (danni?) della sua (della nostra, pardon!) presenza si fanno sentire in maniera considerevole…
AMBIENTE & DINTORNI – Quarta Puntata
Nella Quarta Puntata di AMBIENTE & DINTORNI si parla del concetto di “ambiente” partendo dal concetto di “sistema”. Ambiente derivava dal latino ambiĕntem, participio presente del verbo ambĭre e vale a dire “stare intorno”. L’ambiente, quindi, è tutto ciò che ci circonda. Pertanto, fanno parte dell’ambiente sia una penna sia un albero. Un albero, tuttavia, fa parte anche della natura: la penna evidentemente no! L’ambiente è un sistema e, quindi, un insieme di elementi materiali coordinati tra loro in modo da formare un complesso organico. Gli elementi del “sistema ambiente” sono i comparti ambientali (l’elenco che segue risponde alla domanda: «Cosa ci circonda?»): atmosfera, acque superficiali e profonde, suolo e sottosuolo, clima, paesaggio, flora e fauna, comparto sociale ed economico. L’ambiente è un sistema dinamico globale di tipo fisico, chimico, biologico e sociale, all’interno del quale si verificano scambi di materia, energia ed informazioni, capace di autoregolarsi e di mantenersi in equilibrio, entro certi limiti, seppure i suoi elementi sono suscettibili di avere effetti sull’uomo e sull’attività umana e, viceversa, di essere modificato dalle attività umane.
AMBIENTE & DINTORNI – Quinta Puntata
L’inquinamento è l’introduzione nell’ambiente naturale di sostanze chimiche o biologiche, o di fattori fisici, in grado di provocare disturbo o danni all’ambiente stesso. Introdurre sostanze chimiche nell’ambiente, ad es., determina modificazioni negli equilibri tra le diverse componenti che, immediatamente o in tempi più o meno lunghi, possono produrre danni dagli effetti non sempre reversibili. L’inquinamento è la causa. Gli impatti ambientali sono gli effetti prodotti. L’impatto ambientale è l’alterazione qualitativa e/o quantitativa, diretta o indiretta, a breve o a lungo termine, permanente o temporanea, singola o cumulativa, positiva o negativa di uno o più componenti del sistema ambiente (aria, acque, suolo, clima, paesaggio, flora, fauna, società, economia). Depurazione è l’opposto di inquinamento: depurare significa ripristinare le condizioni naturali di equilibrio esistenti prima dell’inquinamento.
AMBIENTE & DINTORNI – Sesta Puntata
«Quanta acqua esiste?». Sulla Terra esistono circa 1,4 miliardi di chilometri cubi d’acqua, allo stato liquido e solido, fra oceani, laghi, fiumi di varie dimensioni, ghiacciai e acque sotterranee. Si tratta di un quantitativo che distribuito in modo uniforme formerebbe sull’intero pianeta uno strato spesso 2,7 chilometri. Di questo enorme quantitativo d’acqua, solo una minima parte è utilizzabile dall’uomo. Oltre il 97% di acqua, infatti, è accumulata negli oceani ed è troppo salata perché si possa usare direttamente per scopi idropotabili o per l’irrigazione. La quantità totale di acqua sul nostro pianeta non è cambiata nel corso delle ere geologiche: quella che c’era, c’è ancora adesso. L’acqua, infatti, può essere inquinata (sigh!), sprecata e male utilizzata, ma non viene né creata né distrutta: semplicemente migra. Nulla sembra indicare, infine, che dall’atmosfera si possono liberare fughe di vapore acqueo. Le riserve di acqua dolce corrispondono ad appena il 2,7% del totale: distribuita in modo uniforme formerebbe sull’intero pianeta uno strato spesso appena 70 metri. L’acqua dolce disponibile, lo 0,6%, formerebbe uno strato spesso appena 1,82 metri.
AMBIENTE & DINTORNI – Settima Puntata
Da quando siamo nati, respirare è il gesto più spontaneo e naturale che compiamo ogni giorno. Possiamo rimanere senza cibo per delle settimane, senza bere per alcuni giorni, ma non riusciamo a sopravvivere se non respiriamo anche solo per qualche minuto. Il respiro è il modo più semplice con cui il nostro organismo si nutre per continuare a vivere e, inoltre, circa il 70% del sistema di disintossicazione del corpo umano dipende dal respiro. Un individuo medio adulto respira mediamente 0,83 m3/h, corrispondenti a circa 20 m3/d e cioè 20.000 litri in un giorno, pari a 10.000 volte il volume di acqua (2 litri) che ci viene suggerito di bere quotidianamente! La qualità dell’aria che respiriamo è importante, poiché si stima che in Italia ci siano tra le 80.000 e le 90.000 morti premature proprio a causa dell’inquinamento atmosferico… Circa metà dell’aria atmosferica è concentrata nei primi 5-6 chilometri di quota. Nei primi 16 chilometri, invece, si trova il 90% di tutta l’aria. L’aria che respiriamo è una miscela di gas. I composti gassosi presenti in misura maggiore sono l’azoto (78,08%), l’ossigeno (20,95%), l’argon (0,93%) e l’anidride carbonica (0,0355%). In misura minore sono presenti altri gas: neon, elio, metano, cripto, idrogeno, xeno, ozono, ammoniaca, biossido di zolfo, ecc. In corrispondenza di una certa sorgente si può verificare un qualche fenomeno, tipicamente di combustione, che determina l’emissione di inquinanti nell’atmosfera circostante. Gli inquinanti, una volta emessi con una certa portata, tenderanno a disperdersi nell’atmosfera attraverso quello che viene definito “pennacchio inquinante”. Gli inquinanti, direttamente emessi dalla sorgente (primari) oppure formatisi per reazione in atmosfera (secondari), andranno ad interagire con i possibili recettori presenti nell’ambiente circostante (bersagli). Provate a porre, a voi stessi innanzitutto, la seguente domanda: «L’effetto serra è un fatto positivo o negativo per il genere umano?». La maggior parte degli interrogati risponderà: «È un fatto negativo». Nulla di più sbagliato. Se non ci fosse l’effetto serra, infatti, come vedremo meglio a breve, la stessa vita sulla Terra non sarebbe possibile. L’effetto serra è un meccanismo, alquanto delicato, che consente di mantenere la temperatura del sistema Terra-atmosfera a livelli compatibili con la vita degli abitanti del “pianeta azzurro”. Il motivo del “riscaldamento globale” della superficie terrestre è la presenza di gas ad effetto serra (“gas serra”) che agiscono creando una sorta di copertura parziale per le radiazioni ad onda lunga provenienti dalla superficie terrestre. Questo fenomeno è, appunto, noto come “effetto serra naturale”. I più importanti gas serra sono il vapore acqueo e l’anidride carbonica. I due componenti più abbondanti dell’atmosfera (azoto ed ossigeno), invece, non producono nessun effetto serra. Le nubi, altresì, esercitano un’azione di copertura molto simile a quello dei gas serra; questo effetto, tuttavia, è controbilanciato dalla loro capacità di riflettere le radiazioni solari incidenti. In definitiva, sebbene localmente si è portati a considerare l’effetto notturno di riscaldamento della copertura nuvolosa, complessivamente le nubi hanno un effetto di raffreddamento sul clima. Le attività antropiche intensificano l’effetto di copertura attraverso il rilascio di gas serra. Per esempio, il quantitativo di anidride carbonica in atmosfera è cresciuto del 35% nell’era industriale, ed è ben noto che questo effetto è da addebitare alle attività umane, ed in particolare alla combustione di fonti fossili e alla distruzione delle foreste. Il genere umano, pertanto, ha notevolmente alterato la composizione chimica dell’atmosfera globale con sostanziali ripercussioni sul clima. I principali gas serra di origine esclusivamente antropica sono i clorofluorocarburi (CFC), gli idroclorofluorocarburi (HCFC), gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoruro di zolfo (SF6).
AMBIENTE & DINTORNI – Ottava Puntata
Spazzatura e immondizia sono i principali sinonimi con i quali siamo soliti appellare i rifiuti. La spazzatura è il prodotto dello spazzamento delle strade. Il termine non lascia spazio a dubbi interpretativi. I materiali raccolti nel corso delle attività di pulizia delle strade ammontano a pochi punti percentuali dei rifiuti urbani. Dare della “spazzatura” al rifiuto, quindi, è come volerlo sminuire! Immondizia, invece, deriva dal latino immunditia, derivazione di immundus e cioè immondo. Nei rifiuti l’unica cosa che c’è d’immondo è il sudicio comportamento che ci porta a considerare i materiali di cui sono composti come qualcosa di cui disfarci, da allontanare, da rifiutare. Ogni italiano, in media, tutte le mattine si sveglia con 7,7 kg di rifiuti sotto al cuscino e dei quali solo 1,4 kg sono rifiuti urbani, mentre il resto sono rifiuti speciali, con oltre il 40% proveniente dalle attività di demolizione e costruzione.
AMBIENTE & DINTORNI – Nona Puntata
La Direttiva 2008/98/CE, all’articolo 4 (“Gerarchia dei rifiuti”) chiarisce quale deve essere la gerarchia dei rifiuti, stabilendo l’ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo (per esempio il recupero di energia); e) smaltimento. Il primo livello della gerarchia è la prevenzione: essa si attua attraverso misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto, volte a ridurre (Direttiva 2008/98/CE):
- la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita;
- gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana;
- il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti.
Il secondo livello della gerarchia è la preparazione per il riutilizzo: essa si attua attraverso le operazioni di controllo, pulizia e riparazione, per cui i prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento (Direttiva 2008/98/CE). Il terzo livello della gerarchia è il riciclaggio, ovvero qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini, incluso il ritrattamento di materiale organico, ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento (Direttiva 2008/98/CE). Il quarto livello della gerarchia è il recupero di altro tipo, quale si configura, per esempio, il recupero di energia. Per recupero deve intendersi qualsiasi operazione il cui principale risultato sia quello di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale (Direttiva 2008/98/CE). Il quinto e ultimo livello della gerarchia è lo smaltimento, ovvero qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia (Direttiva 2008/98/CE).
AMBIENTE & DINTORNI – Decima Puntata
La raccolta differenziata dei rifiuti urbani non è il fine dell’attività di gestione, ma un mezzo per raccogliere materiali di qualità da avviare al recupero di materia.
AMBIENTE & DINTORNI – Undicesima Puntata
Per molte famiglie, la raccolta differenziata dell’umido è quella che suscita le maggiori preoccupazioni. La principale lagnanza dei cittadini è legata ai cattivi odori che si possono generare quando il materiale umido rimane in casa per più giorni e non è correttamente gestito. Ad oggi, lo stato dell’arte in materia prevede l’utilizzo di un cestello traforato e di appositi sacchetti traspiranti in materiale biodegradabile e compostabile (in bioplastica o in carta riciclata). Tali contenitori, infatti, facilitano il passaggio dell’aria, consentendo così l’evaporazione di una grande quantità di acqua, eliminando i cattivi odori e la formazione di condensa e allungando la vita del sacchetto. L’utilizzo del cestello forato e del sacchetto in materiale biodegradabile consente all’organico di respirare e all’acqua di evaporare, per cui anche sollevando il coperchio non si avverte alcun cattivo odore. Inoltre, l’acqua che evapora riduce il peso dei rifiuti del 30% circa. In definitiva, la gestione ottimale degli avanzi di cucina richiede l’impiego di due contenitori: un primo contenitore costituito da un cestello forato all’interno del quale adagiare il sacchetto biodegradabile e compostabile; un secondo contenitore tradizionale (di più grandi dimensioni) da usare per esporre l’umido in strada. Nel caso dei condomini, il secondo contenitore è costituito direttamente dal bidone condominiale, per cui occorre solo il cestello traforato. Nell’ottica di ridurre la produzione di rifiuti, il cittadino dotato di spazi verdi all’aperto può utilmente ricorrere alla pratica del compostaggio domestico: un sistema naturale per produrre compost dagli avanzi della cucina, dell’orto e del giardino. Il composter (il contenitore per il compostaggio) si può ottenere in comodato d’uso gratuito o, più semplicemente, si può costruire con una semplice rete metallica. Da un punto di vista operativo, è preferibile accumulare gli scarti domestici in un secchiello e scaricarli nel composter soltanto ogni due o tre giorni. Il trattamento biologico della frazione umida biodegradabile si può attuare con due processi che si possono anche combinare tra di loro: processo aerobico di compostaggio; processo di digestione anaerobica; processo combinato anaerobico/aerobico. Il prodotto finale del compostaggio, ovvero del processo di decomposizione e umificazione della sostanza organica operato dalla flora microbica naturalmente presente nell’ambiente, come ben noto, è il compost. Il termine compost deriva dal latino “compositum”, cioè “formato da più materiali”, infatti, tra i prodotti della reazione microbica sono presenti substrati organici di diversa provenienza. Il prodotto principale della digestione anaerobica, invece, è il biogas, cioè una miscela gassosa (soprattutto metano – dal 50 al 75% – e biossido di carbonio). L’impiego del biogas può ridurre le emissioni di gas serra in maniera significativa, soprattutto se utilizzato come biocarburante per i mezzi di trasporto o se immesso direttamente nella rete di distribuzione del gas come metano (dopo affinamento del biogas). Il processo di digestione anaerobica, inoltre, dà luogo a un sottoprodotto principale, il digestato, che può essere sottoposto a un successivo processo di compostaggio e utilizzato a fini analoghi come compost, migliorando così il recupero complessivo di risorse dai rifiuti.
ERRATA CORRIGE: nel video è citato il periodo 1998-2008, il riferimento corretto è 1998-2018, così come riportato nella Tesi in Ecologia Industriale “Valutazione degli impatti dovuti all’assenza di impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani in Campania”, Candidato: Michele Vaccaro; Relatore: prof. Giovanni De Feo; Correlatori: ing. Alberto Grosso; dott.ssa Carmen Ferrara; Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università degli Studi di Salerno.
AMBIENTE & dintorni – Dodicesima Puntata
Scarta scarta, la carta che t’incarta!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
Scarta gli scontrini, anche se piccolini
La carta è quella termica, è tutta un’altra tecnica!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
La carta carbone, va fuori collezione
La carta oleata, con la plastificata!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
Occhio ai fazzoletti, non è come ti aspetti
Vanno al compostaggio, è un gesto buono e saggio!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
La pizza nel cartone, crea tanta confusione
Il pulito al riciclaggio, l’unto al compostaggio!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
Se usi il sacchetto, non fare un dispetto
Carta con la carta, plastica con plastica!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
Separa la carta, schiaccia il cartone
Gioca la tua carta, diventa ecocampione!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
Non fare il furbastro, rimuovi ogni nastro
Tu fai un gesto, Comieco fa il resto!
Scarta scarta, la carta che t’incarta
Scarta scarta scarta, gioca la tua carta!
AMBIENTE & DINTORNI – Tredicesima Puntata
Nella Tredicesima puntata di Ambiente & Dintorni si parla di raccolta differenziata e di riciclo di tanti rifiuti di imballaggio: vetro, alluminio, acciaio e plastica. Occorre ricordare che, tranne poche eccezioni, nel circuito della raccolta differenziata di questi materiali vanno solo gli imballaggi. Ad esempio una penna, non essendo un imballaggio, non va nella raccolta di plastica e lattine, ma va con il residuo (rifiuti urbani indifferenziati) e successivamente al recupero energetico. Ci fa compagnia nella puntata una simpaticissima green calamita utile per capire se un materiale è di acciaio (la calamita si attacca) o di alluminio (la calamita non si attacca): lo stesso principio è utilizzato negli impianti di selezione per intercettare i materiali a base ferrosa, mentre quelli di alluminio sono selezionati per mezzo di separazioni a correnti indotte. Occorre sempre ricordare, inoltre, che anche il riciclo è un processo industriale e, quindi, utilizza materia ed energia producendo emissioni, altri rifiuti e, di conseguenza, impatti ambientali. Tutto questo va guardato in un’ottica di ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale. Da questo punto di vista, ad esempio il vetro che è un materiale perfetto in termini di qualità post riciclo ed efficienza di riciclo, ha il difettuccio di essere pesante (e fragile) e quindi richiede maggiore dispendio di materia ed energia in fase di produzione/riciclo. Ecco, perché, laddove possibile e conveniente occorrerebbe praticare il VAR, non quello del calcio, ma il Vuoto A Rendere!
AMBIENTE & DINTORNI – Quattordicesima Puntata
Ultima Puntata della Prima Edizione di Ambiente & Dintorni.
Una puntata dedicata a ripercorrere le prime 13 puntate con uno o più oggetti per ogni puntata.
1) Due libri: IL METODO GREENOPOLI e RIFIUTI SOLIDI, e, quindi, il metodo divulgativo e i contenuti scientifici.
2) IL ROTOLO DI CARTA IGIENICA: la vita è tutta un ciclo e riciclo!
3) IL CALENDARIO DI ALESSIA BELLOFATTO: l’homo sapiens sapiens è sulla Terra da soli 24 minuti…
4) UNA PENNA: fa parte dell’ambiente?
5) ‘Na tazzulella ‘e café
6) Sciacqua sciaqua ma stai attento all’acqua
7) UN BARATTOLO D’ARIA
8) UN SACCHETTO DI “IMMONDIZIA”: rifiuti, immondizia, pattume e spazzatura, che brutte parole, a me fanno paura!
9) LA PIRAMIDE ROVESCIA: i rifiuti da gestire non scompaiono…
10) LA BUTTATA DIFFERENZIATA: buttare gettare, li voglio cancellare, rimettiamoci a pensare, è tempo di cambiare!
11) COL CESTELLO TRAFORATO IL RISULTATO E’ ASSICURATO!
12) LA PIZZA NEL CARTONE CREA TANTA CONFUSIONE, L’UNTO AL COMPOSTAGGIO, IL PULITO AL RICICLAGGIO!
13) LATTINA, BUATTA, BARATTOLO, BOTTIGLIETTA DI PET