Le università non sono soltanto luoghi di formazione e ricerca. Possono diventare veri e propri laboratori di sostenibilità, capaci di sperimentare nuove pratiche di economia circolare e di coinvolgere direttamente gli studenti nei processi di cambiamento.
È proprio questo il tema al centro dell’articolo scientifico “Il coinvolgimento degli studenti nelle politiche universitarie di gestione e prevenzione dei rifiuti: evidenze dagli atenei italiani”, pubblicato nel febbraio 2026 sulla rivista Ingegneria dell’Ambiente.
Il lavoro è firmato da Eleonora Perotto, Melissa Paris, Maria Cristina Lavagnolo, Giovanni De Feo ed Elena Sezenna e nasce all’interno delle attività del Gruppo di Lavoro Risorse e Rifiuti della RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile.
Una call nazionale per raccogliere esperienze
Lo studio prende origine da una call to action lanciata nel settembre 2025, con l’obiettivo di raccogliere iniziative di sostenibilità sviluppate dagli atenei italiani che prevedessero il coinvolgimento diretto degli studenti.
Le esperienze raccolte sono state successivamente presentate e discusse durante il workshop internazionale “Efficiency of Waste Management Policies in Universities”, organizzato nell’ambito del Sardinia Symposium 2025, uno dei più importanti appuntamenti scientifici mondiali dedicati alla gestione dei rifiuti.
Come coinvolgere davvero gli studenti
Le iniziative raccolte sono state analizzate attraverso una classificazione qualitativa multidimensionale, che ha permesso di confrontare diversi aspetti delle politiche universitarie:
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categorie di intervento
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ambiti di applicazione
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livelli di azione
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strumenti di policy
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modalità di coinvolgimento degli studenti
Dall’analisi emerge un dato molto interessante: nelle università italiane esiste una grande varietà di iniziative che coinvolgono attivamente gli studenti nella promozione della sostenibilità.
Tra le attività più diffuse figurano:
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swap party per favorire il riuso di oggetti e vestiti
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progetti di upcycling e riutilizzo creativo dei materiali
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iniziative contro lo spreco alimentare
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campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti
Si tratta di attività spesso basate su approcci educativi, comunicativi ed esperienziali, capaci di coinvolgere direttamente la comunità studentesca.
Un potenziale ancora da sviluppare
Allo stesso tempo, lo studio evidenzia anche un limite: il coinvolgimento degli studenti avviene ancora prevalentemente attraverso iniziative sperimentali o di piccola scala.
Sono invece meno frequenti forme strutturate di partecipazione degli studenti ai processi decisionali e alla governance delle politiche ambientali universitarie.
Questo rappresenta una sfida importante per il futuro delle università sostenibili.
Il ruolo della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile
In questo contesto assume un ruolo sempre più rilevante la RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, che riunisce numerosi atenei italiani impegnati a promuovere pratiche di sostenibilità nei campus.
Uno degli strumenti più promettenti è il Tavolo della Comunità Studentesca della RUS, coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, che rappresenta uno spazio di sperimentazione per sviluppare forme più strutturate di partecipazione degli studenti alle politiche ambientali universitarie.
Università come motori dell’economia circolare
I risultati dello studio confermano un aspetto sempre più evidente: le università possono svolgere un ruolo centrale nella diffusione di pratiche orientate all’economia circolare e al consumo responsabile.
I campus universitari rappresentano infatti ambienti ideali per sperimentare nuove politiche ambientali, grazie alla presenza di comunità dinamiche, aperte all’innovazione e sensibili ai temi della sostenibilità.
Come dimostrano le esperienze raccolte nel lavoro, coinvolgere gli studenti non significa soltanto sensibilizzarli, ma renderli protagonisti di un cambiamento culturale che può estendersi ben oltre i confini delle università.
Ed è proprio da qui che può partire una nuova generazione di cittadini consapevoli, pronti a costruire una società più sostenibile.
