Ambiente e infrastrutture: ad Aterrana un confronto sul futuro di Montoro

Nel borgo storico, istituzioni, amministratori, università e cittadini si sono incontrati per discutere di tutela ambientale, infrastrutture e sviluppo sostenibile del territorio

Nella serata di domenica 19 luglio 2026, il borgo storico di Aterrana, a Montoro, ha ospitato l’incontro pubblico “Ambiente e infrastrutture: quali prospettive per Montoro?”, inserito nel programma della manifestazione “Verso Itaca in Festa”.

La piazza, raccolta tra gli edifici antichi del borgo, si è trasformata in uno spazio di confronto aperto tra rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali, mondo universitario e cittadini. Una partecipazione significativa, con numerose persone sedute davanti al palco e altre disposte lungo gli spazi circostanti, ha accompagnato un dibattito dedicato ad alcuni dei temi più importanti per il futuro di Montoro e dell’intero comprensorio.

La scelta di Aterrana ha conferito un significato particolare all’incontro. Situato alle pendici della catena Taurina, il borgo ha probabili origini preromane e conserva vicoli, edifici e scorci di evidente impronta medievale. È un luogo nel quale storia, cultura, paesaggio e tradizioni convivono e rendono immediatamente concreto il rapporto tra tutela dell’identità e necessità di sviluppo.

Il programma dell’incontro

Al confronto hanno preso parte:

  • Mario Casillo, Vicepresidente della Giunta regionale della Campania;
  • Fausto Picone, Presidente della Provincia di Avellino;
  • Giovanni De Feo, docente di Ingegneria sanitaria-ambientale presso l’Università degli Studi di Salerno;
  • Salvatore A. Carratù, Sindaco di Montoro;
  • Nicola Moretti, Sindaco di Solofra;
  • Domenico Torello, Capogruppo consiliare “Verso Itaca”;
  • Guglielmo Lepre, Consigliere comunale del gruppo “Verso Itaca”.

L’incontro è stato moderato da Salvatore Walter Pompa.

La presenza contemporanea dei diversi livelli istituzionali ha permesso di affrontare le questioni ambientali e infrastrutturali da prospettive complementari: quella regionale e provinciale, quella delle amministrazioni comunali, quella tecnica e scientifica e, non meno importante, quella delle comunità che vivono quotidianamente il territorio.

Ambiente e infrastrutture non sono avversari

Nel corso del suo intervento, Giovanni De Feo, ideatore del progetto Greenopoli, ha sottolineato la necessità di superare una contrapposizione tanto diffusa quanto fuorviante: da un lato l’ambiente, dall’altro le infrastrutture e lo sviluppo.

La vera questione non è stabilire se realizzare o meno infrastrutture, ma comprendere quali opere siano davvero necessarie, come debbano essere progettate, quali problemi possano risolvere e quali conseguenze produrranno nel tempo.

Un’infrastruttura deve essere valutata non soltanto per la funzione immediata che svolge, ma anche considerando il consumo di risorse, gli effetti sul paesaggio, la sicurezza, la manutenzione, la resilienza e la sua capacità di migliorare concretamente la vita delle persone.

Allo stesso modo, tutelare l’ambiente non significa impedire qualsiasi trasformazione. Un territorio ha bisogno di strade sicure, reti idriche efficienti, sistemi adeguati di raccolta e depurazione delle acque, servizi per la mobilità, energia e gestione corretta dei rifiuti.

La sostenibilità consiste proprio nel progettare, realizzare e gestire questi sistemi riducendo gli sprechi, prevenendo i rischi e rispettando le caratteristiche ambientali, sociali e culturali dei luoghi.

Dalle emergenze alla programmazione

Uno dei punti centrali del confronto è stato il bisogno di abbandonare la logica dell’intervento tardivo e dell’emergenza permanente.

Troppo spesso si agisce quando il problema è ormai evidente: quando una strada diventa insicura, una rete non è più efficiente, un servizio risulta insufficiente o il territorio manifesta in maniera drammatica la propria fragilità.

La sostenibilità richiede invece conoscenza, pianificazione, manutenzione e capacità di prevenzione. Significa raccogliere e utilizzare correttamente i dati, individuare le priorità, valutare le alternative e impiegare le risorse pubbliche secondo una visione complessiva.

Anche la manutenzione delle opere esistenti deve tornare al centro dell’attenzione. Realizzare nuove infrastrutture senza disporre delle risorse e dell’organizzazione necessarie per conservarle nel tempo rischia di trasferire problemi e costi alle generazioni successive.

Il valore della partecipazione

L’incontro di Aterrana ha evidenziato anche il ruolo fondamentale della partecipazione dei cittadini.

Informare e ascoltare la popolazione non dovrebbe essere un passaggio formale successivo alle decisioni, ma una componente essenziale della progettazione. Chi vive un territorio ne conosce spesso le criticità quotidiane, i bisogni e le potenzialità che non sempre emergono dalle sole analisi tecniche.

La partecipazione, tuttavia, ha bisogno di informazioni chiare, dati comprensibili e disponibilità al confronto. Solo così può trasformarsi da semplice protesta o consenso occasionale in contributo responsabile alla costruzione delle decisioni.

Università, istituzioni e amministrazioni locali possono svolgere un ruolo decisivo mettendo in comune competenze, esperienze e strumenti, senza rinunciare alle rispettive responsabilità.

Rigenerare i borghi senza snaturarli

Aterrana rappresenta bene una delle grandi sfide dei territori interni: conservare il patrimonio storico e paesaggistico senza trasformarlo in uno scenario immobile o condannarlo all’abbandono.

Negli anni il borgo è stato interessato anche da iniziative di valorizzazione della memoria rurale, tra cui un ecomuseo all’aperto pensato per tutelare le testimonianze della comunità e conservarne il valore identitario di fronte ai cambiamenti sociali e tecnologici.

La rigenerazione dei borghi richiede servizi, accessibilità, sicurezza, connessioni e opportunità economiche, ma ogni intervento deve rispettare la struttura, la storia e la riconoscibilità dei luoghi.

Non si tratta di scegliere tra conservazione e innovazione. Si tratta di introdurre l’innovazione necessaria senza cancellare ciò che rende unico un territorio.

La sostenibilità come responsabilità condivisa

La serata di Aterrana ha ricordato che il futuro di una comunità non dipende soltanto dalle grandi opere o dagli annunci straordinari. Si costruisce anche attraverso la manutenzione delle reti, la protezione delle acque e del suolo, la cura degli spazi pubblici, la sicurezza delle infrastrutture e la qualità dei servizi.

È questa una delle idee fondamentali di Greenopoli: la sostenibilità non è una parola da utilizzare nelle occasioni ufficiali, ma un metodo per osservare i problemi, collegare conoscenze differenti e trasformare la consapevolezza in scelte concrete.

Ambiente e infrastrutture non sono due strade alternative. La strada da seguire è quella di infrastrutture progettate per rispettare il territorio, prevenire i rischi, rafforzare le comunità e migliorare la qualità della vita.

Per percorrerla servono competenza, ascolto, collaborazione istituzionale, partecipazione e una visione condivisa del futuro.