Venerdì sera, ad Alberona, c’ero anch’io.
Sabato sera, invece, non c’ero.
Eppure, proprio ciò che è accaduto in mia assenza ha dato un significato ancora più profondo alla serata trascorsa insieme.
Greenopoli a “Libri nel Borgo”
Il 7 agosto 2026 ho avuto il piacere di partecipare alla quarta edizione di “Libri nel Borgo”, organizzata dal Club per l’UNESCO di Alberona e dedicata al tema “Semi per un futuro sostenibile. Idee, libri e persone che coltivano il futuro dei borghi”.
Nella splendida cornice della Villetta comunale di Alberona, alle ore 20, era previsto l’incontro “Tùttu-Cià e metodo Greenopoli”, con il dialogo condotto dalla professoressa Angela Fiore.
Il punto di partenza era il libro “Tùttu-cià”. Ma, come spesso accade con Greenopoli, la presentazione ha presto abbandonato la forma tradizionale per trasformarsi in un’esperienza condivisa.
Abbiamo parlato di ambiente, sostenibilità, rifiuti, carta e raccolta differenziata. Lo abbiamo fatto senza una lezione frontale e senza una distanza rigida tra chi parla e chi ascolta.
Abbiamo giocato, riso, ragionato e cantato.
Quando una risata diventa educazione
A Greenopoli anche una domanda sulla carta igienica può trasformarsi in un momento educativo e in una grande risata collettiva.
La leggerezza, quando non è superficialità, aiuta ad abbassare le difese, accende l’attenzione e rende più facile ricordare ciò che si è imparato.
La serata è proseguita in un clima sempre più spontaneo, con bambini, ragazzi e adulti coinvolti direttamente.
Il piccolo grande Mario
Tra i protagonisti della serata c’è stato Mario, un bambino vivace e sorprendente che ha conquistato tutti snocciolando calcoli a mente con sicurezza e naturalezza.
Con lui non c’era un professore che interrogava un alunno. C’erano due persone che giocavano insieme con i numeri, davanti a un pubblico divertito e partecipe.
Anche questo è il metodo Greenopoli: non salire in cattedra, ma diventare “alunno tra gli alunni”; creare le condizioni perché ciascuno possa trovare il proprio spazio e mostrare ciò che sa fare.
I rap di Greenopoli: i semi
Nella parte finale, insieme ai ragazzi e con il coinvolgimento di Gianni Ferro, sono arrivati i rap di Greenopoli.
Tra questi, lo “Sciacqua sciacqua rap”, nato per ricordare in modo semplice e ritmato che gli imballaggi devono essere svuotati prima di essere conferiti nella raccolta differenziata.
Quella sera abbiamo cantato, battuto le mani, ripetuto parole e accompagnato le rime con i gesti.
Abbiamo seminato.
Il giorno dopo: il raccolto
Sabato 8 agosto io non ero più ad Alberona.
I ragazzi, però, erano ancora lì. E, guidati da Gianni Ferro, hanno ripreso spontaneamente i rap ascoltati e cantati la sera precedente.
Prima il “Brutto rap dei rifiuti”:
Poi lo “Sciacqua sciacqua rap”, riproposto insieme e ormai diventato anche loro:
Il raccolto.
Perché forse il risultato più bello per un educatore non è quello che accade mentre è presente.
È scoprire quello che continua ad accadere quando non c’è.
Il miglior professore, in fondo, è quello di cui gli studenti non hanno più bisogno.
Una comunità che partecipa
La serata di Alberona non è stata soltanto una presentazione libraria. È stata un incontro tra persone e generazioni, reso speciale dall’atmosfera del borgo e dalla disponibilità di una comunità capace di accogliere, ascoltare e mettersi in gioco.
Un ringraziamento speciale va al Club per l’UNESCO di Alberona, alle sorelle Scrocco, alla professoressa Angela Fiore, a Gianni Ferro, all’Amministrazione comunale, alle associazioni coinvolte e a tutta la comunità di Alberona.
La conclusione della serata ha regalato altri momenti belli: lo scambio di libri con Francesco Corvace, un gradito omaggio, le fotografie insieme e il firmacopie.
E, tra il pubblico, c’era anche Mozart, attentissimo ascoltatore di Mr Greenopoli.
Guarda tutti i video
I quattro momenti principali sono raccolti nella playlist YouTube:
“Greenopoli ad Alberona 2026 | I semi e il raccolto”
https://www.youtube.com/playlist?list=PLI8zcQ8hGzSY
Ad Alberona abbiamo seminato parole, sorrisi, gesti e ritmi.
Il giorno dopo, grazie ai ragazzi, abbiamo visto il raccolto.













