Il 14 agosto 2026, nella splendida cornice di Villa Salati a Paestum, si è svolta “Una notte tra dèi e galassie – Scienza e miti sotto le stelle”, la manifestazione organizzata da UNI IN STRADA APS, con il generoso supporto di Nexsoft.
Una notte d’agosto dedicata alla scienza, all’ambiente, all’archeologia e all’astronomia, davanti a un pubblico numerosissimo che ha riempito il prato di Villa Salati. Sotto, i millenni di storia dell’antica Poseidonia; sopra, il cielo e le sue stelle.
A presentare e accompagnare i diversi momenti della serata è stata Elisa De Chiara di UNI IN STRADA APS.
Elisa De Chiara presenta “Una notte tra dèi e galassie” a Villa Salati.
Ha aperto la splendida serata il prof. di Unisa Rino Cuccurullo, presidente di UNI IN STRADA APS, che ha introdotto la serata e i relatori, oltre a ringraziare partner e soprattutto la splendida famiglia dell’Associazione UNI IN STRADA fatta di tante persone e di tanti ragazze e ragazzi che prestano volontariamente il loro servizio. Un grande plauso a tutti loro e al super Presidente e alla meravigliosa presentatrice Elisa De Chiara.
Elisa De Chiara con Rino Cuccurullo, presidente di UNI IN STRADA APS.
Il pianeta che ci abita
Ad aprire il programma degli interventi è stato Giovanni De Feo, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno e ideatore del progetto Greenopoli.
Il titolo scelto per il suo racconto era:
“Il pianeta che ci abita”
Non il pianeta che abitiamo.
La differenza è racchiusa in una sola parola, ma cambia completamente la prospettiva. La Terra non è soltanto il luogo sul quale viviamo: entra nelle nostre scelte, nei prodotti che utilizziamo, nell’energia che consumiamo, nei rifiuti che produciamo e nelle conseguenze ambientali delle nostre azioni.
Il pianeta, quindi, non è qualcosa di esterno e lontano da noi. È presente nella nostra vita quotidiana e nelle relazioni che costruiamo con le risorse, con gli oggetti e con le altre persone.
Il numeroso pubblico presente a Villa Salati per “Una notte tra dèi e galassie”.
«Dunque… dove eravamo rimasti?»
L’intervento è cominciato con un richiamo alla precedente edizione della manifestazione:
«Dunque… dove eravamo rimasti?»
Un modo per riprendere il filo del racconto esattamente dal punto in cui era stato lasciato l’anno precedente, quando Giovanni De Feo aveva concluso il suo intervento sotto le stelle di Paestum cantando alcuni versi di Luigi Tenco.
Anche questa volta il racconto è ripartito da lì:
«Un giorno dopo l’altro il tempo se ne va…»
Dal tempo cantato da Tenco si è passati a quattro parole che accompagnano da sempre il percorso umano, scientifico e divulgativo di Greenopoli:
TEMPO, PAZIENZA, PASSIONE, COMPETENZA.
Il tempo necessario per costruire qualcosa di autentico. La pazienza indispensabile per affrontare errori e difficoltà. La passione che spinge a non fermarsi. La competenza senza la quale anche le migliori intenzioni rischiano di rimanere soltanto buoni propositi.
E, naturalmente, un altro invito tipicamente greenopoliano:
PENSA E RIPENSA!
Perché comprendere la complessità richiede la disponibilità a fermarsi, riflettere, cambiare prospettiva e rimettere in discussione le risposte apparentemente più semplici.
La platea di Villa Salati durante l’intervento di Mr. Greenopoli.
Uno strumento scientifico molto sofisticato
Poi è arrivato il momento di guardare le stelle.
Per farlo, Mr. Greenopoli aveva portato con sé uno strumento scientifico estremamente sofisticato: l’anima di cartone di un rotolo di carta igienica.
L’idea nasce da un vecchio esperimento ricordato dai tempi della scuola. Guardando attraverso il piccolo tubo è possibile delimitare una porzione di cielo, contare le stelle visibili e provare, attraverso una stima, a calcolare quante se ne possano osservare complessivamente.
Tre conteggi hanno restituito una media di circa undici stelle.
A quel punto è stato inevitabile coinvolgere Rino Cuccurullo:
«Rino, 50 per 11?»
La risposta è arrivata immediatamente:
«550!»
Da un semplice tubo di cartone, dunque, si è arrivati a una stima del numero delle stelle visibili. Un esempio immediato di come la curiosità, l’osservazione e pochi calcoli possano trasformare un oggetto apparentemente insignificante in uno strumento per interrogare il cielo.
Giovanni De Feo, Mr. Greenopoli, dialoga con il pubblico sul prato di Villa Salati.
Dalle stelle al Life Cycle Assessment
Il rotolo di cartone, però, non serviva soltanto a guardare verso l’alto.
Dopo aver osservato le stelle, il racconto è tornato sulla Terra e su una domanda solo apparentemente semplice:
Quanto “pesa” davvero un oggetto del genere?
Non soltanto in grammi, ma in termini di materie prime utilizzate, acqua ed energia consumate, lavorazioni industriali, trasporti, emissioni prodotte e rifiuti generati.
Da qui il passaggio al Life Cycle Assessment, l’analisi del ciclo di vita, uno strumento scientifico che permette di valutare gli impatti ambientali associati a un prodotto durante tutte le fasi della sua esistenza: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, dalla distribuzione all’utilizzo, fino alla gestione del fine vita.
Una delle sfide più affascinanti della sostenibilità consiste proprio nell’imparare a vedere ciò che normalmente non vediamo.
Dietro una stella c’è una storia immensa di materia, energia e tempo. Dietro un semplice prodotto quotidiano c’è un’altra storia, fatta di risorse, processi, trasporti, consumi, emissioni e rifiuti.
Il filo che unisce queste storie è la curiosità: quella che ci fa alzare gli occhi verso il cielo e quella che ci spinge a prendere in mano un oggetto apparentemente banale e a domandarci:
Da dove viene? Quanto è costato al pianeta? Dove finirà?
Scienza, archeologia e stelle
La serata è proseguita con Fabrizio Barone, docente dell’Università degli Studi di Salerno, che ha raccontato la téchne e l’acustica dei templi di Paestum.
L’astronomo Mario Di Martino, dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino, ha preparato il pubblico all’osservazione delle stelle cadenti e delle Perseidi. L’archeologo Salvatore Ciro Nappo ha invece approfondito il rapporto tra Paestum, i suoi templi e il cielo osservato dagli antichi.
Durante la manifestazione sono rimaste attive anche le postazioni permanenti. Con “Sotto lo stesso cielo”, la scrittrice Rosa Tiziana Bruno e l’astrofilo Andrea Mattei hanno accompagnato bambini e ragazzi tra stelle, miti e racconti. Il Centro Astronomico Neil Armstrong di Salerno ha guidato il pubblico nell’osservazione del cielo attraverso i telescopi.
Relatori e organizzatori di “Una notte tra dèi e galassie” al termine della serata.
La divulgazione che crea vicinanza
Quella portata da Greenopoli a Villa Salati è una divulgazione rigorosa, ma capace di non creare distanza. Una divulgazione che parla di scienza e sostenibilità, ma sa anche sorridere, cantare, giocare e coinvolgere il pubblico.
Il tubo di cartone diventa un telescopio. Le stelle conducono al Life Cycle Assessment. Una canzone di Tenco introduce una riflessione sul tempo. Quattro parole — tempo, pazienza, passione e competenza — diventano gli ingredienti necessari per costruire il cambiamento.
Vedere Villa Salati così piena, in una notte d’agosto, per parlare di scienza, ambiente, archeologia e stelle è stata un’emozione bellissima.
Sotto di noi, millenni di storia.
Sopra di noi, miliardi di stelle.
E in mezzo noi, piccoli ma capaci di pensare, scegliere e cambiare.






