Correre insieme: su Make Different Magazine Mr. Greenopoli racconta l’energia sociale dello sport

Nel sesto numero di Make Different Magazine, dedicato al tema “Energy for Sport & Community”, Giovanni De Feo – docente di Ecologia Industriale all’Università degli Studi di Salerno e ideatore di Greenopoli – firma l’articolo:

“Correre insieme. Energia, sport e comunità per un futuro più umano”

Il contributo è pubblicato nella sezione Sguardi sul futuro e occupa le pagine 60-62 della rivista diretta da Marco Frittella e promossa dalla Fondazione Bardascino.

Un articolo che parte dallo sport, ma allarga immediatamente lo sguardo alla sostenibilità, alle relazioni, all’educazione e al modo in cui costruiamo le nostre comunità.

La prima pagina dell’articolo “Correre insieme. Energia, sport e comunità per un futuro più umano”, firmato da Giovanni De Feo.

Un’energia che non si misura in kilowattora

Quando si parla di energia, il pensiero corre generalmente alle centrali elettriche, ai pannelli fotovoltaici, alle fonti rinnovabili, all’efficienza e alla decarbonizzazione.

Mr. Greenopoli parte, invece, da un’immagine diversa: un campo sportivo, con ragazze e ragazzi che corrono, si passano un pallone, gridano, ridono, si stancano e poi ripartono.

Anche quella è energia.

Non un’energia misurabile in kilowattora, ma un’energia fatta di relazioni, entusiasmo, collaborazione e desiderio di stare insieme. Un’energia che non si consuma, ma si trasforma e si moltiplica quando viene condivisa.

Lo sport è uno dei luoghi nei quali questa energia prende forma. È un linguaggio universale, capace di unire persone diverse per età, provenienza e cultura. Su un campo, in una palestra o in una piazza non si costruisce soltanto una prestazione atletica: si costruisce una comunità.

Accanto alla dimensione tecnica dell’energia ne esiste, quindi, un’altra altrettanto importante e spesso meno visibile: la sua dimensione umana e sociale.

Lo sport come ponte e laboratorio di cittadinanza

Nell’articolo, Giovanni De Feo sottolinea come lo sport possa diventare molto più di un’attività agonistica o di uno spettacolo:

«Lo sport può diventare un ponte.»

Un campo da gioco può trasformarsi in un presidio educativo, in un punto d’incontro tra generazioni e in un laboratorio di cittadinanza.

Entrando in una squadra, un ragazzo impara regole che valgono ben oltre il risultato di una partita: il rispetto degli altri, la collaborazione, il senso del limite e la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta.

Sono gli stessi valori necessari per affrontare le grandi sfide ambientali. Anche nella sostenibilità, infatti, non si vince da soli. I problemi collettivi non possono essere risolti da campioni individuali: richiedono partecipazione, corresponsabilità e gioco di squadra.

È una metafora che Greenopoli utilizza spesso nelle attività con bambini e ragazzi. Se un giocatore non passa mai il pallone, la squadra perde. Se qualcuno non rispetta le regole, il gioco si rompe. Lo stesso accade con l’ambiente: i comportamenti individuali producono conseguenze che ricadono sull’intera comunità.

La seconda pagina dell’articolo, dedicata allo sport come ponte e come spazio nel quale l’energia fisica diventa energia sociale.

Un Campionato della Sostenibilità per la Serie A

Nel contributo pubblicato su Make Different Magazine trova spazio anche un progetto di ricerca particolarmente originale, in fase di sviluppo nell’ambito di una tesi magistrale in Ingegneria Gestionale seguita da Giovanni De Feo.

L’idea è costruire un vero e proprio “Campionato della Sostenibilità” delle squadre di calcio di Serie A.

L’obiettivo è valutare, attraverso strumenti scientifici propri dell’ecologia industriale, quali società calcistiche risultino più sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Il calcio possiede un linguaggio conosciuto e amato da milioni di persone: campionati, partite, risultati, punteggi e classifiche. Perché, allora, accanto alla classifica sportiva, non costruirne una capace di misurare anche la responsabilità dei club verso l’ambiente e le comunità?

Un giorno i tifosi potrebbero chiedersi non soltanto quale squadra abbia vinto sul campo, ma anche quale sia stata più efficiente nell’uso dell’energia e dell’acqua, nella gestione dei rifiuti, nella riduzione delle emissioni, nell’accessibilità degli impianti e nella costruzione di valore sociale.

Il progetto prova così a tradurre la complessità della sostenibilità in un linguaggio immediato e popolare, senza rinunciare al rigore scientifico.

Uno stadio “green” non basta

Le possibilità per rendere lo sport più sostenibile sono numerose: impianti alimentati da fonti rinnovabili, gestione efficiente dell’acqua, riduzione dei rifiuti prodotti durante gli eventi, ricorso a materiali riciclati per attrezzature e infrastrutture, mobilità più sostenibile e maggiore accessibilità.

Sono interventi indispensabili, ma la tecnologia, da sola, non è sufficiente.

Si può costruire lo stadio più efficiente e innovativo del mondo, ma se chi lo utilizza non è consapevole e responsabile, il cambiamento rimane superficiale. La vera trasformazione nasce dall’incontro tra infrastrutture sostenibili e comportamenti coerenti.

È qui che entra in gioco la comunità: una comunità esiste davvero quando si riconosce, condivide valori e si prende cura degli spazi comuni.

Lo sport può attivare questo processo, trasformando un luogo anonimo in uno spazio vissuto e accendendo relazioni dove prima c’era indifferenza.

La pagina conclusiva del contributo, con la presentazione del progetto dedicato al “Campionato della Sostenibilità” delle squadre di Serie A.

Energia, sport e comunità parlano della vita

La visione proposta da Mr. Greenopoli è quella di città nelle quali l’energia non sia soltanto quella distribuita attraverso le reti elettriche, ma anche quella generata dalle persone.

Città con impianti sportivi aperti, accessibili e inclusivi. Luoghi nei quali lo sport diventi uno strumento di educazione ambientale e sociale, capace di mettere in relazione il benessere individuale con quello collettivo.

Energia, sport e comunità sono, in fondo, tre parole che parlano della stessa cosa: la vita.

E la vita, per funzionare bene, ha bisogno di equilibrio: tra corpo e mente, individuo e collettività, consumo e rispetto delle risorse.

Come si legge nella conclusione dell’articolo:

«Non basta avere energia: bisogna sapere come usarla.»

Forse il futuro diventerà davvero sostenibile quando impareremo a farlo insieme.

Dove leggere Make Different Magazine

Il numero 6 di Make Different Magazine, insieme ai numeri precedenti della rivista, è disponibile sul sito di Stratego Digital nella sezione dedicata a Make Different Magazine.

La testata racconta l’Italia che innova, protegge l’ambiente e immagina nuovi modelli di sviluppo, dando spazio a istituzioni, imprese, scuole, studiosi e nuove generazioni impegnati nella costruzione di futuri possibili.