Nel nuovo numero de il Sole & le Nuvole, all’interno della rubrica “Le interviste di Mr. Greenopoli”, Giovanni De Feo propone una conversazione con la professoressa Mina Mazzeo, Delegata del Rettore alla Sostenibilità Ambientale e Green Campus dell’Università degli Studi di Salerno.
Il titolo scelto per l’intervista riassume il senso dell’intero dialogo:
Sostenibilità, una sfida che si costruisce ogni giorno
Non una formula astratta, dunque, né un elenco di iniziative isolate, ma un percorso collettivo che richiede visione, collaborazione, competenze e partecipazione.
Una rivista che dialoga con il territorio
La scelta di ospitare questa conversazione sulle pagine de il Sole & le Nuvole è particolarmente significativa.
La rivista è parte di un progetto editoriale e di comunicazione sociale ideato da Maria Carmela Morra ed è parte integrante de Il Paese di Alice, programma dedicato allo sviluppo del turismo sociale ed ecosostenibile attraverso nuovi processi relazionali e partecipativi.
La testata nasce dall’esigenza di dialogare con il territorio e di costruire un ponte tra le persone che vivono condizioni di svantaggio ed emarginazione e il resto della collettività. La sua vocazione sociale diventa così il motore di un progetto che mette al centro le persone, dà voce alle fragilità, divulga le buone pratiche e promuove sostenibilità, pari opportunità e responsabilità sociale.
In questa prospettiva, parlare di sostenibilità universitaria significa affrontare non soltanto le questioni ambientali, ma anche i temi dell’inclusione, della partecipazione, delle relazioni e della costruzione di comunità.
Gianni Moccia e Maria Carmela Morra con il nuovo numero de “il Sole & le Nuvole”.
L’università come luogo nel quale sperimentare il cambiamento
Nell’introduzione all’intervista, Giovanni De Feo sottolinea il ruolo sempre più importante che le università sono chiamate a svolgere nella costruzione di un futuro sostenibile.
Gli atenei non devono limitarsi alla ricerca e alla formazione. Possono diventare luoghi nei quali sperimentare concretamente nuove pratiche, modelli organizzativi e forme di partecipazione capaci di generare benefici ambientali, sociali ed economici.
L’Università degli Studi di Salerno è impegnata da anni in questo percorso attraverso il contributo di docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo. La partecipazione alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, i risultati ottenuti nel ranking internazionale UI GreenMetric e le iniziative sviluppate nei campus di Fisciano e Baronissi testimoniano la progressiva integrazione della sostenibilità nella vita dell’Ateneo.
La conversazione nasce dal rapporto di confronto e collaborazione sviluppatosi tra Giovanni De Feo e Mina Mazzeo dopo la nomina di quest’ultima, avvenuta nel novembre 2025, a Delegata del Rettore alla Sostenibilità Ambientale e Green Campus.
L’obiettivo dell’intervista è raccontare il cammino compiuto dall’Università di Salerno, i risultati raggiunti, le difficoltà ancora da affrontare e le prospettive future.
La sostenibilità è un percorso collettivo
Per Mina Mazzeo, la delega rappresenta un osservatorio privilegiato dal quale cogliere il significato più autentico della sostenibilità.
La sostenibilità non può essere ridotta a un insieme di azioni circoscritte, né può dipendere esclusivamente dalla sensibilità individuale. È un percorso collettivo che richiede una visione condivisa e la capacità di mettere in dialogo persone, discipline ed esperienze differenti.
Proprio per tradurre questi principi in azioni concrete, l’Università di Salerno ha costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da circa trenta persone tra docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo.
Le competenze coinvolte spaziano dall’inclusione e dalla giustizia sociale alla gestione dei rifiuti, dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile. Il gruppo lavora sia attraverso sottogruppi tematici, impegnati nella progettazione di iniziative specifiche, sia attraverso incontri collegiali con cadenza pressoché mensile.
È dalla pluralità degli sguardi che possono nascere soluzioni più efficaci, innovative e inclusive.
“M’illumino di meno” e lo scambio dei libri
Tra le iniziative coordinate nei primi mesi del suo mandato, Mina Mazzeo ricorda con particolare partecipazione “M’illumino di meno”, la campagna nazionale sul risparmio energetico e sugli stili di vita sostenibili promossa da Rai Radio2.
L’edizione organizzata nel febbraio 2026 ha rappresentato una sorta di battesimo nel nuovo incarico e ha coinvolto tutte le componenti della comunità accademica.
Il momento più emozionante è stato lo swap party dei libri, durante il quale ogni partecipante ha scambiato un proprio volume con un’altra persona. Alla luce delle candele non sono stati condivisi soltanto degli oggetti, ma esperienze, interessi, emozioni e frammenti di vita.
Particolarmente significativo è stato il libro ricevuto dal Rettore: un volume di favole che aveva utilizzato per far addormentare sua figlia. Un piccolo gesto capace di mostrare come anche un semplice libro possa custodire ricordi e relazioni.
La sostenibilità, quindi, non riguarda soltanto le risorse materiali. Comprende anche la cultura, la cura reciproca e la capacità di costruire comunità attraverso gesti di attenzione e condivisione.
La seconda pagina dell’intervista, dedicata alle iniziative dell’Ateneo e al coinvolgimento della comunità universitaria.
Il coinvolgimento delle persone
Un’attenzione particolare è dedicata alla partecipazione di studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo.
Mina Mazzeo racconta con simpatia l’entusiasmo dimostrato da molti colleghi della cosiddetta “vecchia guardia”, nella quale include anche Giovanni De Feo. La sensibilità verso la sostenibilità, infatti, non dipende dall’età, ma dalla volontà di mettersi in gioco, condividere competenze e contribuire alla crescita della comunità.
Più complesso è il coinvolgimento degli studenti e dei giovani ricercatori. Le nuove generazioni utilizzano linguaggi e canali di comunicazione differenti e chiedono all’Università una maggiore capacità di ascolto e adattamento.
La presenza di alcuni studenti nel gruppo di lavoro rappresenta già un passo importante: il loro contributo permette di comprendere meglio esigenze, aspettative e nuove modalità di partecipazione.
Misurare per migliorare
La conversazione affronta anche il valore della partecipazione dell’Università di Salerno alla RUS e ai ranking internazionali dedicati alla sostenibilità universitaria.
Fare rete con gli altri atenei significa condividere buone pratiche, esperienze e modelli di intervento. I sistemi di valutazione, invece, non devono servire soltanto a celebrare un risultato o una buona posizione in classifica.
Da scienziata, Mina Mazzeo considera la misurazione uno strumento indispensabile per conoscere la situazione di partenza, individuare punti di forza e criticità e programmare interventi sulla base di dati e indicatori oggettivi.
Il vero valore di una classifica risiede, quindi, nella sua capacità di mostrare dove e come sia ancora necessario migliorare.
Energia, mobilità, risorse e inclusione
Tra i principali punti di forza dell’Università di Salerno vi è la disponibilità di un campus immerso nel verde, che nel corso degli anni ha favorito lo sviluppo di politiche dedicate alla sostenibilità ambientale.
Risultati importanti sono stati raggiunti nell’efficienza energetica, nell’impiego delle fonti rinnovabili e nella gestione responsabile delle risorse idriche e dei rifiuti. L’Ateneo raggiunge oggi circa il 70% di autonomia energetica, grazie agli investimenti realizzati nel tempo.
Tra le iniziative previste figurano anche servizi di bike sharing e applicazioni dedicate al car sharing.
Mina Mazzeo richiama inoltre il ruolo centrale della chimica nella transizione ecologica: dallo sviluppo di nuovi materiali ai processi produttivi più efficienti, dal recupero delle risorse alla produzione di energia e alla riduzione degli impatti ambientali.
La sostenibilità universitaria, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione ambientale. Le residenze universitarie favoriscono l’inclusione e la convivenza tra persone provenienti da Paesi e culture differenti. Altri progressi riguardano il sostegno agli studenti con disabilità e la crescente partecipazione femminile ai percorsi scientifici, all’alta formazione e alla ricerca.
La pagina conclusiva della conversazione tra Giovanni De Feo e Mina Mazzeo.
Il campus come laboratorio di sostenibilità
Guardando al futuro, Mina Mazzeo immagina l’Università di Salerno come un grande laboratorio nel quale ricerca, formazione e innovazione possano tradursi in esperienze concrete e in benefici tangibili per la comunità.
La sfida sarà rafforzare il dialogo tra Ateneo, territorio, imprese e realtà sociali. Il campus non dovrà essere soltanto il luogo nel quale si studiano i problemi, ma anche lo spazio nel quale si progettano e si sperimentano le soluzioni.
Le università hanno una responsabilità particolare: non limitarsi a descrivere il cambiamento, ma contribuire attivamente a realizzarlo.
La frase conclusiva dell’intervista sintetizza perfettamente questa visione:
«La sostenibilità non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma un percorso che si costruisce giorno dopo giorno.»
Un percorso fatto di ricerca e azione, dati e relazioni, competenze scientifiche e partecipazione.
Un viaggio da compiere insieme.
Per conoscere il progetto editoriale e leggere le notizie pubblicate dalla testata è possibile visitare il sito de il Sole & le Nuvole.



