Due ore piene piene di Natura, sorrisi e sostenibilità con i ragazzi dell’IC “Carducci-Trezza” di Cava de’ Tirreni

A volte tutto comincia con un semplice messaggio WhatsApp.

Un paio di mesi fa Francesco Avagliano mi scrisse per parlarmi di un progetto dell’IC “Carducci-Trezza” di Cava de’ Tirreni. Una proposta semplice ma bellissima: incontrare i ragazzi alla conclusione di un PON dedicato alla Natura e alla scoperta del mondo che ci circonda.

E oggi, ripensando alle due ore trascorse insieme al M.A.T.E.R., ai sorrisi, alle domande, alle risate e perfino al rap finale costruito insieme ai ragazzi, viene da pensare che spesso le esperienze educative più intense nascano proprio così: da una telefonata, da un messaggio, da persone che credono davvero nel valore della scuola e dell’educazione.

Nella splendida cornice del M.A.T.E.R. di Cava de’ Tirreni abbiamo vissuto un pomeriggio intenso, pieno di energia e partecipazione. Soffitti affrescati, luce che entrava dalle grandi finestre, ragazzi attentissimi, occhi curiosi, voglia di partecipare. Due ore piene piene nelle quali ci siamo divertiti, abbiamo riflettuto, abbiamo giocato con le parole, con la sostenibilità e con la fantasia. Ma soprattutto abbiamo imparato insieme.

L’iniziativa rientrava nelle attività del progetto “La scoperta della Natura che ci circonda”, coordinato dalla prof.ssa Francesca Faiella con il supporto del dott. Emiliano Sergio. Prima dell’incontro, il prof. Milano ha introdotto la storia del M.A.T.E.R., aggiungendo ulteriore valore culturale a un pomeriggio già ricco di significato.

E poi, come spesso accade negli incontri di Greenopoli, siamo partiti da una domanda apparentemente semplice.

“Secondo voi in che anno sono nato?”

Da lì è partita una delle solite gag iniziali che ormai accompagnano molti laboratori di Greenopoli. Per provare a indovinare il mio anno di nascita siamo finiti direttamente nel 1969, l’anno dello sbarco sulla Luna.

E così Elia è diventato Neil Armstrong, Carmine ha interpretato Buzz Aldrin e Chiara si è ritrovata a fare Michael Collins… che per l’occasione è diventato “Michel Collins”. Tra risate, improvvisazioni e battute abbiamo parlato della Luna, del tempo, della memoria, della curiosità umana e della capacità dell’uomo di spingersi oltre i propri limiti.

Ma da lì siamo arrivati anche alla Terra. Alla nostra Terra.

Abbiamo parlato di ambiente, di sostenibilità, di plastica, di riciclo, di salute, di ecosistemi e dell’importanza di osservare davvero il mondo che ci circonda.

Perché spesso l’educazione ambientale viene raccontata come un insieme di regole. In realtà dovrebbe essere soprattutto un modo di guardare le cose. Un modo di sviluppare attenzione, sensibilità e consapevolezza.

E i ragazzi, quando vengono coinvolti davvero, riescono sempre a sorprendere.

Il momento forse più bello del pomeriggio è arrivato alla fine dell’incontro. Come faccio spesso nei laboratori di Greenopoli, ho iniziato a raccogliere parole dai ragazzi. Parole nate spontaneamente durante il pomeriggio. Api, fiore, ginestra, maestra, rosmarino, pino, narciso, sorriso, allergia, energia, plastica.

Parola dopo parola abbiamo costruito insieme un piccolo rap della sostenibilità che poi ho leggermente rivisto mantenendo però intatta la spontaneità degli studenti.

Ed è nato questo.

Il rap della sostenibilità del progetto Natura

Le api con amore
prendono il polline dal fiore

Guardo alla finestra
e vedo la ginestra

Se ne accorge la maestra
e mi vieta la palestra

Accanto al rosmarino
c’è un albero di pino

Se pianto un narciso
mi spunta un sorriso

Se mi viene l’allergia
mi prosciuga l’energia

La plastica è utile
ma può diventare futile

Non la devo buttare
ma la devo riciclare

Proteggiamo la salute
e gli ecosistemi

Non sprechiamo le risorse
e risolviamo i problemi!

Dentro questo piccolo rap ci sono tantissime cose.

C’è la Natura osservata dai ragazzi.
C’è il linguaggio della scuola.
C’è la sostenibilità spiegata senza slogan.
C’è il rapporto tra emozioni e ambiente.
C’è il tema della responsabilità.
E c’è anche un messaggio molto importante: la plastica non è il nemico. Dipende da come la utilizziamo e soprattutto da cosa scegliamo di fare dopo.

La pagina Facebook della scuola, raccontando l’incontro, ha scritto:

“Grazie del tempo che ci ha dedicato!”

Ma la verità è che il grazie va soprattutto a loro.

Perché ogni volta che entro in una scuola torno a casa con qualcosa in più. Nuove parole. Nuove idee. Nuove energie.

E soprattutto torno a casa con la conferma che educare alla sostenibilità significa prima di tutto creare relazioni umane vere.

Alla fine, forse, Greenopoli è proprio questo.

Persone che si incontrano.
Parole che si intrecciano.
Curiosità che diventano conoscenza.
E ragazzi che, quasi senza accorgersene, iniziano a guardare il mondo con occhi diversi.

E allora sì, anche un piccolo rap scritto insieme può diventare qualcosa di importante. 🌍💚