Ci sono giornate che finiscono quando si spengono i microfoni.
E poi ce ne sono altre che continuano anche dopo, nei pensieri, nelle emozioni, negli occhi dei ragazzi.
La quinta edizione dello “School Workshop on Climate Change”, dedicata quest’anno a “Suoli e Foreste – Focus Africa”, svoltasi il 13 maggio 2026 presso il Salotto Comunale di Battipaglia, appartiene sicuramente alla seconda categoria.
Non è stato soltanto un evento conclusivo di attività scolastiche.
È stato un vero laboratorio di educazione ambientale, cittadinanza attiva e dialogo tra culture.
Una giornata costruita con passione, pazienza e visione educativa.
E grande merito va riconosciuto a Vincenzo Chiera, Eu Climate Pact Ambassador, ideatore e anima organizzativa dello School Workshop on Climate Change, giunto ormai alla sua quinta edizione.
Nelle immagini della giornata – in fondo all’articolo – si percepisce chiaramente quanto lavoro, quanta cura e quanta convinzione ci siano dietro questo percorso cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento importante per le scuole del territorio.
Accanto a lui, fondamentale anche il contributo di Silvana Rocco, delegata allo School Workshop on Climate Change, che ha accompagnato e sostenuto l’iniziativa insieme alle scuole, ai docenti e agli studenti coinvolti.
Già osservando la locandina dell’evento si comprendeva la profondità del tema scelto.
Da un lato una terra fertile, verde, ricca di alberi e biodiversità.
Dall’altro un paesaggio arido, spezzato dalla siccità e dalla desertificazione.
In mezzo, quasi come un messaggio di speranza, una giovane pianta che prova ancora a crescere.
Una metafora perfetta del nostro tempo.
Perché oggi parlare di cambiamenti climatici significa parlare di suolo, foreste, acqua, biodiversità, migrazioni, povertà, diritti e futuro.
E significa anche comprendere che le conseguenze più dure colpiscono spesso le aree più fragili del pianeta, come molte regioni africane.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali della Sindaca Cecilia Francese e dell’Assessore all’Ambiente Pietro Cerullo.
Poi, dopo l’introduzione di Vincenzo Chiera e Silvana Rocco, il filo conduttore dell’intera mattinata è stato affidato al professore Giovanni De Feo dell’Università di Salerno, alias Mr. Greenopoli.
Più che un semplice moderatore, Mr. Greenopoli ha accompagnato quasi tutta la giornata: dall’avvio dei lavori alla lunga sessione dedicata agli studenti, fino alle conclusioni finali.
Nelle immagini lo si vede continuamente accanto ai ragazzi, in ascolto, pronto a stemperare la tensione con una battuta o a incoraggiare chi parlava davanti ad una sala piena.
È il suo stile da sempre: meno cattedra e più relazione.
E forse è anche per questo che i ragazzi sembravano sentirsi a casa pur trovandosi davanti a centinaia di persone.
Le immagini raccontano molto più delle parole.
Si vedono studenti che aspettano il proprio turno stringendo fogli e appunti.
Altri che sorridono ai compagni dal pubblico.
Docenti che osservano in silenzio con orgoglio.
Un grande atrio pieno di persone dove la scuola, per qualche ora, è diventata comunità.
Ogni scuola ha portato una visione diversa del rapporto tra uomo e ambiente.
L’Istituto Besta Gloriosi ha affrontato il tema del ruolo delle foreste nella protezione del suolo e dell’ambiente.
L’IC Fiorentino ha presentato “Suolo Comune”, un titolo semplice ma potentissimo, capace di ricordare che il suolo non appartiene a qualcuno ma riguarda tutti.
Particolarmente emozionante il lavoro dell’IC Gatto con “Oltre la Muraglia – rigenerazione sistemica e cooperazione tra Battipaglia e Sahel”.
Le fotografie del pannello mostrato dagli studenti sono straordinarie.
Colori, percorsi, simboli, connessioni tra mondi diversi.
Non semplici elaborati scolastici, ma vere mappe di dialogo e cooperazione.
Molto intenso anche il contributo dell’IC Marconi con “Custodi del futuro”.
Perché in fondo è proprio questo il ruolo che dovremmo riconoscere ai ragazzi: custodi del futuro prima ancora che studenti.
Il Liceo Medi ha affrontato invece il tema dell’inquinamento del suolo, mentre l’IC Penna ha colpito tutti con il video “Il killer silenzioso”.
Molto interessante anche il contributo del ProfAgri dedicato alla rigenerazione e al monitoraggio degli ecosistemi attraverso protocolli biotecnologici.
E poi c’erano i dettagli.
Quei dettagli che spesso raccontano più di qualsiasi relazione tecnica.
La struttura realizzata con materiali di recupero e tubi in cartone, ad esempio, sembrava quasi una piccola architettura simbolica della sostenibilità.
Fragile e resistente allo stesso tempo.
Nata da materiali destinati allo scarto e trasformata invece in qualcosa capace di attirare attenzione, curiosità e riflessione.
L’educazione ambientale vera forse nasce proprio qui: nella capacità di cambiare sguardo sulle cose.
Molto partecipato anche il momento dedicato agli esperti e alle associazioni con Domenico Nicoletti, il “sognatore dei Parchi”, Michele Buonomo di Legambiente e Alessandro Maffettone di PlasticFree.
Ma uno dei momenti più profondi della giornata è arrivato con il “Focus Africa”.
La proiezione del video dedicato al progetto NIOFAR 2026 in Senegal ha aperto una finestra concreta su territori e comunità che troppo spesso conosciamo soltanto attraverso numeri o immagini televisive.
Poi l’intervento di Francesca Bove, coordinatrice di CasaBio Senegal.
Ed è stato proprio Vincenzo Chiera a riprendere direttamente la conduzione nella parte finale dedicata al premio “La Natura Siamo Noi 2026”, consegnato dalla Sindaca Cecilia Francese a Francesca Bove in un clima di partecipazione sincera e grande emozione.
Le immagini raccontano sorrisi veri, applausi spontanei e quella sensazione rara di trovarsi davanti a qualcosa che non è stato costruito per apparire, ma per lasciare un messaggio.
Molto bella anche la presenza degli ospiti africani, accolti con calore dagli studenti e dal pubblico.
Le fotografie mostrano ascolto reciproco, vicinanza umana e una partecipazione che andava ben oltre il semplice protocollo istituzionale.
E forse è proprio questa la lezione più importante lasciata da questa giornata.
La sostenibilità non è soltanto una questione tecnica.
Non riguarda soltanto emissioni, raccolta differenziata o energia.
La sostenibilità è relazione.
È comprendere che il destino di un suolo africano riguarda anche noi.
Che una foresta distrutta dall’altra parte del mondo non è un problema lontano.
Che ambiente e dignità umana non possono essere separati.
La conclusione della giornata, con la consegna degli attestati e le fotografie di gruppo, aveva il sapore delle cose vere.
E guardando quei ragazzi sul palco, gli insegnanti sorridenti, gli ospiti che continuavano a parlare tra loro anche dopo la fine ufficiale dell’evento, veniva da pensare che forse la speranza ambientale oggi nasca proprio qui.
Nelle scuole.
Nelle relazioni costruite con pazienza.
Negli studenti che trovano il coraggio di parlare davanti a tutti.
Negli educatori che continuano a credere che cultura ambientale e umanità possano ancora cambiare qualcosa.
E per qualche ora, a Battipaglia, tutto questo è diventato realtà.




















