“Un passo alla volta si crea la svolta”: a Calitri una riflessione corale sul futuro dei territori interni

Sala gremita, idee, esperienze e visioni a confronto nella presentazione del volume Territori Interni. Oltre il Margine. Amministratori, docenti universitari, presidenti di parchi e cittadini insieme per discutere del futuro delle aree interne.

CALITRI – Una sala piena, attenta, partecipe. Non la classica presentazione di un libro, ma un momento di confronto autentico tra istituzioni, mondo della ricerca, amministratori locali e cittadini accomunati dalla volontà di interrogarsi sul presente e sul futuro dei territori interni.

Sabato 13 giugno, presso il comune di Calitri, si è svolta la presentazione del volume Territori Interni. Oltre il Margine, un’opera che affronta una delle questioni più importanti per il Mezzogiorno e per l’intero Paese: come costruire nuove prospettive di sviluppo per quei territori troppo spesso raccontati solo attraverso i dati dello spopolamento e delle difficoltà economiche.

A coordinare l’incontro è stato il giornalista Alfredo Picariello, che ha guidato il dibattito accompagnando il pubblico attraverso una pluralità di punti di vista, esperienze e sensibilità diverse.

L’onorevole Toni Ricciardi, previsto tra gli ospiti, non ha potuto partecipare per sopraggiunti impegni istituzionali.

Attilio Maria Galgano: il diritto di restare

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Calitri, Attilio Maria Galgano, che ha posto immediatamente al centro della riflessione il tema dello spopolamento.

Il primo cittadino ha parlato delle difficoltà che caratterizzano molte realtà dell’entroterra: la carenza di opportunità lavorative, la necessità di rafforzare i servizi, il problema dei trasporti e delle infrastrutture, la continua perdita di giovani che cercano altrove occasioni di crescita professionale e personale.

Galgano ha ribadito che la vera sfida consiste nel creare condizioni che permettano alle nuove generazioni di scegliere liberamente se restare o tornare.

Le aree interne, ha ricordato, non chiedono privilegi ma opportunità e diritti paragonabili a quelli garantiti nei grandi centri urbani.

Giuseppe Di Guglielmo: una nuova energia per il territorio

A seguire è intervenuto Giuseppe Di Guglielmo, che ha evidenziato il valore dell’impegno amministrativo e della partecipazione delle comunità locali.

Nel suo intervento ha richiamato l’importanza di una corretta informazione, della capacità di progettare e della necessità di sostenere le fasce più fragili della popolazione.

Di Guglielmo ha inoltre sottolineato come le aree interne possano rappresentare laboratori di innovazione amministrativa e sociale, capaci di sperimentare nuove forme di sviluppo fondate sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini.

Francesco Iovino: trasformare i problemi in opportunità

Il presidente del Parco Regionale del Partenio, Francesco Iovino, ha posto l’accento sul significato del volume come strumento di riflessione e di proposta.

Iovino ha evidenziato come troppo spesso il dibattito sulle aree interne si concentri esclusivamente sulle criticità, mentre oggi è necessario individuare soluzioni e costruire percorsi condivisi.

Secondo il presidente del Parco del Partenio, i territori interni possiedono risorse straordinarie sotto il profilo ambientale, culturale e umano e possono diventare protagonisti di una nuova stagione di sviluppo sostenibile.

Il libro rappresenta proprio un tentativo di passare dall’analisi dei problemi alla costruzione di prospettive concrete.

Anna Maria Zaccaria: oltre il concetto di marginalità

Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato l’intervento della professoressa Anna Maria Zaccaria, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e tra le curatrici del volume.

Zaccaria ha spiegato il significato profondo della scelta del titolo e del concetto di “territori interni”.

Una definizione che supera l’idea di marginalità spesso associata alle aree interne e restituisce invece centralità alle comunità, alle relazioni sociali e alle capacità progettuali presenti nei territori.

La docente ha sottolineato l’importanza della partecipazione, della coprogettazione e del coinvolgimento delle comunità locali nei processi decisionali.

Non si tratta soltanto di studiare i territori, ma di lavorare insieme ai territori.

Pompeo D’Angola: leggere i dati senza perdere la speranza

Il presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini, Pompeo D’Angola, ha affrontato il tema partendo dai dati demografici.

L’invecchiamento della popolazione e la continua emigrazione giovanile rappresentano una realtà che non può essere ignorata.

Tuttavia, D’Angola ha invitato a non cedere a una lettura pessimistica del fenomeno.

Dietro i numeri continuano infatti a esistere comunità vive, ricche di competenze, energie e capacità di innovazione.

Ha inoltre evidenziato il ruolo che gli enti territoriali e i parchi possono svolgere nella costruzione di nuove opportunità di sviluppo locale.

Antonio Cuomo: ambiente e sviluppo devono camminare insieme

Nel suo intervento Antonio Cuomo, presidente dell’Ente Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano, ha proposto una riflessione sul rapporto tra ambiente e sviluppo.

Cuomo ha ricordato come per molti anni la tutela ambientale sia stata percepita come un ostacolo alla crescita economica.

Oggi, invece, l’ambiente rappresenta una delle principali risorse su cui costruire il futuro dei territori interni.

Acqua, biodiversità, paesaggio, qualità ambientale e patrimonio naturale costituiscono un capitale prezioso che deve essere valorizzato attraverso strategie di sviluppo sostenibile.

Giovanni De Feo: costruire comunità, un passo alla volta

Particolarmente coinvolgente l’intervento di Giovanni De Feo, docente dell’Università degli Studi di Salerno e ideatore del metodo Greenopoli.

De Feo ha innanzitutto ringraziato il sindaco Attilio Maria Galgano e la nuova amministrazione comunale per aver avuto il coraggio di avviare un percorso di cambiamento.

Ha quindi proposto una riflessione sul valore del primo passo, ricordando come ogni trasformazione significativa nasca sempre da una decisione iniziale.

Richiamando l’esperienza maturata in quasi vent’anni di attività con Greenopoli, De Feo ha sottolineato che lo sviluppo dei territori non dipende soltanto da risorse economiche o infrastrutture, ma soprattutto dalla capacità di costruire comunità.

Comunità fondate sul dialogo, sulla partecipazione, sulla fiducia e sulla valorizzazione delle persone.

Per sintetizzare il messaggio ha scelto il linguaggio che da sempre caratterizza il metodo Greenopoli: il rap educativo.

Davanti al pubblico ha riadattato il piccolo rap della conoscenza di Greenopoli per l’occasione riallacciandolo al motto del Sindaco e della nuova amministrazione comunale di Calitri:

Un passo alla volta, si crea la svolta.

Con tempo e pazienza, passione e competenza.

Pensa, agisci, controlla correggi.

Impara dagli errori, è cosi che ti migliori!

Versi semplici ma profondi, accolti con attenzione e partecipazione dalla sala, che hanno sintetizzato uno dei messaggi più forti dell’intera giornata: il cambiamento nasce dalle persone e dalle relazioni prima ancora che dalle risorse economiche.

Salvatore Faugno: la gestione del patrimonio forestale come opportunità

A seguire è intervenuto Salvatore Faugno, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Partendo da esperienze concrete maturate sul territorio, Faugno ha illustrato attività e progetti legati alla valorizzazione delle risorse forestali, alla manutenzione del patrimonio boschivo e alla gestione sostenibile dell’ambiente.

Particolare attenzione è stata dedicata all’esperienza della Foresta di Roccarainola e ai percorsi di recupero e valorizzazione che dimostrano come la tutela dell’ambiente possa generare occupazione, sviluppo locale e nuove opportunità per le comunità.

L’intervento ha evidenziato come i boschi non rappresentino soltanto un patrimonio naturale da conservare, ma anche una risorsa strategica per il futuro dei territori interni.

Francesco Vittoria: il capitale umano come risorsa decisiva

A chiudere gli interventi è stato il professor Francesco Vittoria dell’Università degli Studi di Salerno.

Vittoria ha richiamato il tema del capitale umano come elemento fondamentale per qualsiasi prospettiva di sviluppo.

Le risorse finanziarie sono importanti, ma non sufficienti.

Occorrono persone preparate, motivate e capaci di costruire visioni condivise.

Ha evidenziato il ruolo della scuola, della cultura, della formazione e della partecipazione civica come strumenti essenziali per rafforzare le comunità locali e contrastare i processi di marginalizzazione.

Particolarmente significativo il richiamo alla necessità di creare spazi di aggregazione e occasioni di confronto per le nuove generazioni.

Oltre il margine

Dall’incontro di Calitri è emersa una convinzione condivisa: i territori interni non possono essere raccontati esclusivamente attraverso le loro difficoltà.

Sono luoghi che custodiscono patrimonio naturale, cultura, identità, relazioni sociali e competenze.

Sono territori che continuano a produrre idee, esperienze e innovazione.

La sfida consiste nel trasformare queste risorse in opportunità concrete, costruendo comunità capaci di guardare al futuro senza rinunciare alle proprie radici.

Forse il messaggio che meglio sintetizza l’intera giornata è proprio quello lanciato da Giovanni De Feo attraverso il suo rap:

“Un passo alla volta si crea la svolta.”

Una frase semplice, ma capace di racchiudere la speranza, la determinazione e la visione emerse durante il confronto di Calitri.