Green 5.0: la città che cambia comincia dalle persone

Ci sono giornate che iniziano con un programma.

E poi ci sono giornate che iniziano con un caffè.

Venerdì 29 maggio, al Green Med Expo & Symposium di Napoli, la giornata dedicata a “Green 5.0 – La città che cambia” è iniziata proprio così.

Quando sono arrivato alla Sala Dione Elettra gli studenti non c’erano ancora.

La sala era completamente vuota.

C’eravamo soltanto noi addetti ai lavori.

Maria Rosaria Della Rocca era già all’opera insieme alla sua splendida squadra. Li ho trovati impegnati negli ultimi preparativi di una manifestazione che aveva richiesto mesi di lavoro e che di lì a poco avrebbe portato a Napoli scuole provenienti da tutta la Campania.

I tecnici verificavano audio e proiezioni.

Qualcuno sistemava i materiali.

Qualcun altro controllava gli ultimi dettagli organizzativi.

Le sedie rosse erano tutte vuote.

Sul palco il grande schermo era già acceso.

Eppure quella sala silenziosa conteneva già tutta l’energia della giornata che stava per cominciare.

Da bravi campani, prima di metterci seriamente al lavoro, siamo andati a prendere ‘na tazzulella ‘e cafè.

Davanti a quel caffè abbiamo parlato delle scuole che stavano arrivando, degli studenti che avrebbero presentato i loro lavori, delle emozioni che inevitabilmente accompagnano eventi come questo.

Poi siamo rientrati in sala.

E poco alla volta la magia è iniziata.

Prima una scuola.

Poi un’altra.

Poi una classe.

Poi ancora un gruppo di studenti accompagnati dai loro docenti.

I corridoi si sono riempiti di voci.

Le sedie hanno iniziato a occupare il loro posto.

Gli insegnanti cercavano i ragazzi.

I ragazzi cercavano i compagni.

Qualcuno osservava incuriosito il palco.

Qualcun altro scattava fotografie.

E nel giro di poco tempo quella sala vuota si è trasformata in una piccola Campania.

Una Campania giovane.

Curiosa.

Vivace.

Piena di idee.

Come faccio sempre, ho iniziato ad avvicinarmi ai ragazzi.

A chiedere i loro nomi.

A scoprire da dove venivano.

A capire cosa avessero preparato.

Perché prima dei progetti vengono sempre le persone.

E perché ogni progetto nasce sempre da una persona che ha deciso di osservare il mondo con attenzione e provare a migliorarlo.

In attesa dell’arrivo dell’Assessora all’Ambiente della Regione Campania Claudia Pecoraro abbiamo acceso i microfoni e iniziato a parlare.

Una conversazione semplice.

Spontanea.

Senza formalità.

Da dove venite?

Chi presenterà il progetto?

Quale luogo avete scelto di trasformare?

Chi è il più emozionato?

Le risposte arrivavano da ogni parte della regione.

E proprio durante questa chiacchierata ho fatto una scoperta che mi ha divertito particolarmente.

Tra i ragazzi presenti c’era un giovane che si chiamava Pasquale.

Può sembrare una cosa da poco, ma da tempo sostengo scherzosamente che il nome Pasquale sia una specie in via di estinzione, perfino a Napoli.

Recentemente mi è capitato perfino di parlarne con una iscritta del WWF Napoli, proponendo di chiamare simbolicamente “Pasqualino” un panda, per richiamare l’attenzione su questa curiosa rarità onomastica, un po’ nello spirito ironico e affettuoso del mio amatissimo Massimo Troisi.

Quando ho scoperto che tra i partecipanti c’era un vero Pasquale, la sala è scoppiata a ridere.

E da quel momento il ghiaccio era definitivamente rotto.

La cosa bella di questi momenti è che spesso bastano pochi minuti per trasformare un gruppo di sconosciuti in una comunità.

Quando l’Assessora Claudia Pecoraro è arrivata, la sala era ormai piena.

Ma soprattutto era viva.

Viva di entusiasmo.

Viva di curiosità.

Viva di aspettative.

Ed è stato allora che la città che cambia ha iniziato davvero a prendere forma.

Il concorso “Green 5.0 – La città che cambia”, promosso dalla Regione Campania nell’ambito degli Stati Generali dell’Ambiente, chiedeva alle scuole di osservare un luogo reale del proprio territorio e immaginarne una trasformazione sostenibile.

Un parco.

Una scuola.

Una piazza.

Un’area verde.

Uno spazio pubblico.

Un luogo da migliorare.

Un luogo da ripensare.

Un luogo da restituire alle persone.

La sfida è stata raccolta in modo straordinario.

Sul palco si sono alternati video, fotografie, elaborati grafici, presentazioni multimediali, canzoni, cortometraggi e racconti.

Ogni scuola ha portato una propria visione.

Ogni progetto ha raccontato una storia.

Ogni gruppo ha mostrato un modo diverso di interpretare il rapporto tra ambiente, territorio e comunità.

Mi ha colpito la capacità dei ragazzi di andare oltre la denuncia dei problemi.

Troppo spesso noi adulti ci fermiamo a spiegare ciò che non funziona.

I giovani che ho incontrato a Napoli hanno fatto qualcosa di diverso.

Hanno provato a immaginare soluzioni.

Hanno dimostrato che la sostenibilità non è soltanto una parola da studiare, ma un modo concreto di guardare il mondo.

Se la manifestazione è riuscita a trasformarsi in una vera festa della partecipazione, molto lo si deve al lavoro svolto da Maria Rosaria Della Rocca e dalla sua squadra.

Fin dal mio arrivo era evidente quanto impegno, quanta cura e quanta attenzione ai dettagli ci fossero dietro questa iniziativa.

Dietro ogni scuola accolta.

Dietro ogni presentazione coordinata.

Dietro ogni momento della mattinata.

Dietro ogni sorriso.

Dietro ogni emozione.

Maria Rosaria Della Rocca non è stata semplicemente una delle protagoniste della giornata.

Ne è stata una delle anime.

Accanto a lei, Claudia Pecoraro ha accompagnato l’intera manifestazione con una presenza costante e partecipata.

Le fotografie della giornata parlano da sole.

L’Assessora ha ascoltato gli studenti.

Ha dialogato con loro.

Ha seguito con attenzione le presentazioni.

Ha sorriso con i ragazzi.

Ha consegnato personalmente gran parte dei riconoscimenti.

Non una presenza di rappresentanza.

Una presenza autentica.

Una presenza che ha trasmesso ai giovani la sensazione di essere davvero ascoltati.

E quando un ragazzo percepisce che le istituzioni sono lì per ascoltarlo, qualcosa cambia.

Uno dei momenti più belli della mattinata è stato proprio quello delle premiazioni.

Ogni scuola, subito dopo la propria presentazione, è salita sul palco per ricevere il riconoscimento.

Guardavo i volti degli studenti.

L’emozione.

L’orgoglio.

La soddisfazione.

La gioia di vedere valorizzato un lavoro costruito insieme ai compagni e ai docenti.

Non ho avuto la sensazione di assistere a una competizione.

Ho avuto la sensazione di assistere a una grande festa dell’educazione ambientale.

Una festa delle idee.

Una festa della partecipazione.

Una festa della scuola.

Da molti anni incontro migliaia di studenti attraverso Greenopoli.

E ogni volta sento dire che i giovani sono il futuro.

Io continuo a pensare che questa frase sia incompleta.

I giovani sono già il presente.

Lo diventano quando osservano il proprio territorio con occhi curiosi.

Quando si fanno domande.

Quando cercano soluzioni.

Quando collaborano.

Quando partecipano.

Quando comprendono che la città in cui vivono appartiene anche a loro.

Al termine della manifestazione, mentre le scuole lasciavano lentamente la sala e si preparavano al viaggio di ritorno, ho osservato ancora una volta quei ragazzi.

Qualcuno continuava a scattare fotografie.

Qualcuno mostrava con orgoglio il premio ricevuto.

Qualcuno commentava i progetti delle altre scuole.

Qualcuno si scambiava contatti e sorrisi.

E in quel momento ho avuto la conferma di ciò che penso da sempre.

Le città cambiano quando cambiano le persone.

E venerdì 29 maggio, a Napoli, ho visto tante giovani persone pronte a cambiare il mondo che le circonda.

Un parco alla volta.

Una scuola alla volta.

Una buona idea alla volta.

Accanto all’Assessora Claudia Pecoraro e a Maria Rosaria Della Rocca, che hanno rappresentato rispettivamente il volto istituzionale e il cuore organizzativo dell’iniziativa, erano presenti anche il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario Unico per la Bonifica delle Discariche e dei Siti Contaminati, Antonello Barretta, Direttore Generale per il Ciclo Integrato delle Acque e dei Rifiuti della Regione Campania, Michele Palmieri, Direttore Generale per l’Ambiente, la Difesa del Suolo e l’Ecosistema della Regione Campania, e Silvia Paparella, Amministratore Delegato di Ferrara Fiere e Congressi. La loro presenza ha ulteriormente valorizzato una mattinata che ha visto protagonisti assoluti le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi delle scuole campane, accompagnati dai loro docenti in un percorso di cittadinanza attiva, creatività e sostenibilità.

Le scuole partecipanti

Alla manifestazione hanno partecipato 430 tra studenti, docenti e accompagnatori:

  • I.C. 3° Dorso di San Giorgio a Cremano (NA)
  • Scuola Media Gaetano Caporale di Acerra (NA)
  • I.I.S. Giuseppe De Gruttola di Ariano Irpino (AV)
  • I.C. Musicale Alessandro Manzoni di Mugnano del Cardinale (AV)
  • I.C. di Lusciano (CE)
  • I.C. di San Marzano sul Sarno (SA)
  • I.C. Siani-Alighieri di Marigliano (NA)
  • Liceo Scientifico Carlo Pisacane di Padula (SA)
  • I.C. Medaglie d’Oro di Salerno
  • I.C. Alfieri di Torre Annunziata (NA)
  • I.C. Leonardo da Vinci di Sant’Anastasia (NA)
  • I.C. De Nicola-Sasso
  • I.S.S.S. Eugenio Pantaleo di Torre del Greco (NA)
  • I.C. Monterisi-Don Milani di Salerno
  • I.S.I.S. Luigi De Medici di Ottaviano (NA)
  • I.C. 2° Massaia di San Giorgio a Cremano (NA)
  • I.C. O. Fragnito di San Giorgio La Molara (BN)
  • Scuola Secondaria di I grado Don Salvatore Vitale di Giugliano (NA)
  • ITI Galileo Ferraris di Napoli
  • Istituto Tecnico Carlo Andreozzi di Aversa (CE)

Grazie a tutte le studentesse e a tutti gli studenti, ai docenti, ai dirigenti scolastici e alle famiglie che hanno reso possibile questa bellissima esperienza. Perché la città che cambia comincia sempre da una buona idea. Ma soprattutto comincia dalle persone che decidono di trasformarla in realtà.